Palestina-Ponte sullo Stretto di Messina-Nucleare-Questione Meridionale…e se ripartissimo dai Centri Sociali ancora r/esistenti?

Le quattro tematiche poste in essere nel titolo pongono a noi tutte/i la necessità di  riflettere ed al contempo porsi la domanda circa la necessità di rilanciare una unificante strategia politica delle realtà antagoniste nazionali e meridionali per determinare un reale movimento politico di opposizione in grado di ridurre i danni derivanti dall’accelerazione dei tempi dello sviluppo del capitalismo globale, complice la Pandemia da Covid-19.

Impediamo l’utilizzo tossico del Recovery Fund

Le grandi Opere (Ponte sullo Stretto di Messina) nelle varie presidenze italiane dei vari summit internazionali. Ora il  G20…...Corsi e ricorsi storici.

Anno 2003

Il semestre di Presidenza italiana della UE il progetto della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina fu inserito tra le priorità per la “velocizzazione” degli assi trasportistici europei (Asse Berlino-Palermo) per rinforzare in Europa la politica delle Grandi Opere;

Anno 2021

Roma 23 Marzo 2019 una bella giornata! Il protagonismo delle Comunità!

 

Sulla manifestazione del 23 Marzo a Roma scriveremo due articoli uno prettamente descrittivo evidenziando l’aspetto emotivo per il buon esito della manifestazione l’altro sulle indicazioni di carattere prettamente politico derivanti dalle tantissime comunità e dalle vertenze che le stesse conducono da tempo.

Dal Vajont al Ponte Morandi di Genova alle condanne per 16 compagne/i del Movimento contro la TAV

 

Il ruolo ed il valore strategico delle Grandi Opere in Italia tra morti miserie e disastri ambientali.

La sera del 9 Ottobre del 1963 avvenne uno dei disastri ambientali più drammatici della storia Repubblicana provocando la morte di 1917 persone .

Mai più stragi “preannunciate”!

 

Ci sembra doveroso, aprire il nostro editoriale sul dramma delle famiglie che hanno perso i loro cari nel crollo del ponte di Genova, come ci sembra necessario riaprire il dibattito sulle Grandi Opere per le quali neanche le morti oltre ai costi enormi derivanti da tragici eventi simili, inducono i politologi/amanti delle grandi opere a ripensamenti sulle realizzazione delle stesse, visti i grandi rischi che ne derivano.