Nulla sarà come prima!
Il Coronavirus, tra timori politici/esistenziali ed il dovere/necessità di trovarci preparati per affrontare la fase post Pandemia .
Il titolo di questo ennesimo contributo, attraverso il nostro sito, al dibattito ed alla riflessione propone una frase che viene spesso citata esternata e riportata quotidianamente nel bombardamento mediatico che ormai sta scandendo il nostro vivere quotidiano dall’inizio di questa pandemia.
Per noi militanti la frase “Nulla sarà come prima” dovrebbe essere di buon auspicio visto che il Coronavirus ha messo a nudo varie problematiche e disastri che per decenni abbiamo sempre denunciato e sulle quali ci siamo sempre opposti:
- privatizzazione del sistema sanitario;
- distruzione dello stato sociale;
- distruzione del sapere critico e separazione del sapere dai bisogni reali delle comunità;
- aumento esponenziale della disoccupazione con forte aumento del fenomeno emigratorio anche di cervelli;
- distruzione dell’ambiente;
- forti diseguaglianze sociali che hanno contribuito al sovraffollamento delle carceri diventate e/o trasformate in vere macellerie sociali;
- Decreti Minniti/Salvini che alle restrizioni delle libertà sia individuali che collettive stanno legittimando/permettendo anche sperimentazioni di forme di militarizzazione dei territori (vedi uso dei Droni).
La lista e l’elenco delle varie tematiche ed in nervi scoperti dalla Pandemia è lungo e sulle quali dovremmo avere la capacità di imprimere l’acceleratore del nostro impegno politico, una volta terminato l’auto isolamento sperando sia più presto possibile, per determinare movimenti di lotta per i diritti alla salute ed alla salvaguardia dell’ambiente impedendo che le logiche del profitto prevalgano sulla vita e sulla pelle di ogni essere umano.
Il “Nulla sarà come prima” per l’universo del Capitalismo finanziario/industriale delle lobbies delle comunicazioni, degli apparati militari più che rappresentare una consapevolezza sugli errori e sulle gravità delle scelte politico/finanziarie commessi nei decenni passati, tra l’altro emerse/evidenziate palesemente in questi giorni di Pandemia (in primis la privatizzazione della Sanità), man mano che il tempo passa prende sempre di più la forma di una minaccia.
Le facilitazioni e le permessività da parte del Fondo Monetario Internazionale e della BCE nel concedere ai vari stati di sforare il debito per un tempo determinato, per fronteggiare la Pandemia, non farà altro che aumentare ancor di più l’indebitamento dei vari stati che lo pagheranno/pagheremo molto caro una volta che i mercati e le attività industriali e produttive ritorneranno nella “normalita”.
Lo si pagherà in termini occupazionali, nelle diseguaglianze sociali che aumenteranno sempre di più per non parlare degli scenari politici internazionali bellici/politici simili a quelli del 2001 prima del G8 di Genova dove vennero ratificate le peggiori applicazioni del neoliberismo e le trasformazioni degli apparati del mondo finanziario, produttivo, commerciale, militare, agricolo e sanitario.
All’ora l’emergenza era rappresentata dall'AIDS ora è il Coronavirus, figuriamoci cosa succederà per la gestione economica e sociale delle lobbies e delle multinazionali dei farmaci (dai brevetti alla produzione) così come sul chi potrà accedere ad eventuali vaccini e sieri.
Ricordiamo che il 40% dell’economia mondiale ruota attorno la sanità, nella sua complessività.
Se oggi nel mondo e specie in Africa:
- un milione di neonati non sopravvive al primo giorno di vita;
- due milioni e mezzo non superano il primo mese;
- tre milioni di decessi all'anno per malnutrizione.
La mortalità infantile avviene non solo per fame, malnutrizione, guerre ma anche per l’impossibilità di cure, figurarsi per accedere ad eventuali vaccini, farmaci per fronteggiare il Coronavirus.
Dai dati e dalle statistiche sfuggono o è difficile accedere ai dati sanitari dei campi profughi sparsi nel mondo così come sugli embarghi anche sanitari imposti dagli Stati Uniti verso l’Iran ed Israele su Gaza così come come la Turchia verso le comunità kurde per non parlare dei campi profughi in Grecia ed in Italia.
Gli scenari internazionali sinteticamente sopra evidenziati del pre, durante e post Pandemia da Coronavirus non sono da meno a quelli che sta avvenendo nella “civile” Europa e di conseguenza in Italia.
Neanche gli scenari dei moderni lazzaretti, di Manzoniana memoria, che si sono riproposti negli attuali tempi moderni con le migliaia di morti, con i timori di essere ricoverati negli ospedali divenuti veri focolai del virus, con l’immancabile ricerca e caccia all’untore, fanno recedere i fautori delle privatizzazioni dal rivedere le teorie neo-liberiste che hanno portato allo sconquasso di intere comunità non solo in Italia ma anche negli Stati Uniti d’America, la Spagna l’Inghilterra ecc.
A conferma di quanto sopra, i governatori delle Regioni Italiane come la Lombardia, considerata il cuore e motore del Capitalismo italiota, seguita dal Veneto nei primi 10 giorni della pandemia erano andati completamente “nel pallone”.
La “Sanità Lumbard/Veneto“ prima fiore all’occhiello di Berlusconi e Formigoni poi divenuto mito leghista secessionista di Salvini e dei suoi Governatori Fontana e Zaia, è totalmente crollata di fronte alla impreparazione sia per quel che riguarda la logistica (ospedali), assenza del personale sanitario (medici paramedici) e di attrezzature (dalle mascherine alle macchine fondamentali sia nelle terapie intensive che sub intensive).
Gli sciagurati e principali responsabili delle vere stragi avvenute specie nella Regione Lombarda hanno nome e cognome e sono quelli che hanno smantellato le Asl e il ruolo dei medici di famiglia (cioè la medicina di prossimità) a seguito di una riforma strutturale del sistema sanitario regionale e, nel caso della Lombardia più di dieci anni fa si era già dimostrato ampiamente inefficiente nonostante gli allarmi sia dei sindacati che dei medici ecc.
Da quanto Fontana, Zaia, Toti ed altri governatori compreso il nostro, quello Campano, si appellavano al sistema sanitario nazionale, è da una settimana che riprendono a riproporre l’autonomia regionale e lo si evince dalle varie dichiarazioni del tipo ”ce la faremo da soli” così come i vari decreti ed ordinanze regionali che vengono sempre di più applicati ed emanate autonomamente dalle decisioni governative rappresentano la palese volontà a riprendere le politiche privatistiche sanitarie regionalizzate.
In tutta questa emergenza la sanità privata e convenzionata, ingrassata e finanziata con danaro pubblico in questi decenni, non solo sta alla finestra a guardare ma resta in attesa di essere ricoinvolta, previo ulteriori foraggiamenti di denaro pubblico in cambio di qualche letto di rianimazione.
A riprova di quanto sopra riportiamo stralci della denuncia della C.G.I.L Campana contro il Governatore Vincenzo De Luca :
“La Regione cerca posti letto negli ospedali privati per far fronte all’emergenza Covid. L’accordo siglato il 28 marzo vale per 3 mesi, rinnovabile. Palazzo Santa Lucia offre ogni 30 giorni il 95 per cento del budget mensile già assegnato nel 2018 a ogni struttura privata. E, soprattutto, paga senza conteggiare le attività e le prestazioni che saranno effettivamente eseguite come avviene normalmente”
“Il risultato è un accordo firmato dal direttore della sanità regionale Antonio Postiglione e dal presidente Aiop, associazione ospedali privati, Sergio Crispino. I pazienti Covid da accogliere sono stati divisi in tre categorie: grado medio, grado lieve e i guariti. E per le case di cura è prevista «una remunerazione pari al 95 per cento di un dodicesimo del budget assegnato nel 2018 a prescindere dal valore della reale produzione».
“In più «una tariffa pari a 700 euro per ogni giornata di degenza in terapia sub intensiva e di 1200 euro per ogni giornata di degenza in terapia intensiva». Oltre «ai costi documentati per farmaci appropriati e dispositivi di protezione individuale». Allo stato non si sa quanti posti nella sanità privata saranno necessari, visto che non è possibile prevedere l’andamento del contagio. “
E’ anche sul ruolo delle Regioni che bisognerebbe riprendere la necessità di proporre l’eliminazione delle Regioni in quanto inutili costose e dannose oltre che crocevia di intrecci politici e del malaffare nonché di “distrazioni di fondi di denaro pubblico” nelle tasche dei privati.
Meno male che il mondo sanitario (da scienziati a medici e paramedici) quotidianamente denunciano le malefatte delle politiche di privatizzazione e la distruzione del Sistema Sanitario Pubblico.
Ecco perché i colpevoli e responsabili dello sconquasso del Sistema Sanitario Pubblico sono gli stessi che si appellano alla militarizzazione dei territori .
Il Cornavirus con tutte le conseguenze sarà sempre un tema che ci accompagnerà e sarà oggetto di continui dibattiti e riflessioni.
Il Coronavirus oltre a far uscire fuori la necessità della prevenzione sanitaria sul teritorio pone anche la necessità di conoscere e sapere come ognuno di noi dovrebbe rapportarsi con la malattia/le malattie in genere, così come conoscere concause determinate dai fattori ambientali (inquinamento atmosferico, elettromagnetico, i rifiuti tossici inquinamento delle falde acquifere ecc..) così come tutte le violenze perpretate al nostro ecosistema in nome del profitto.
“L’uomo e la donna non sono merci”
La Pandemia stà mettendo a nudo e facendo riemergere ciò che il sistema capitalista cerca sempre di azzerare, di nascondere ed eludere un principio universalistico, quello legato ai tempi umani che non coincideranno mai con i tempi della produzione e quindi dello sviluppo capitalista.
Resistiamo!
- Accedi o registrati per poter commentare
