L’emergenza Disoccupazione, Emigrazione, Precarietà a Salerno ed il “turismo politico“ della Sinistra salernitana.

NoPrivatizzazioni

Nelle nostra città è arcinota la non esplicazione della funzione di difesa “res pubblica“ da parte della Giunta Municipale, Consiglio Comunale i cui componenti “delegati/messi del popolo” (Consiglieri/Assessori/Sindaco) dovrebbero operare per migliorare le condizioni di vita dei cittadini senza distinzione e/o discriminazione e favoritismi personali.

Il dato più rilevante e sul quale la “Sinistra, peraltro sinistrata” salernitana, dovrebbe seriamente interrogarsi e porsi il problema, è quello che ad un’asfittica indifferenza delle Istituzioni pubbliche sulle gravi problematiche, quali lavoro, precarietà e povertà corrisponde l’assenza ed il il silenzio assordante di donne ed uomini, giovani e meno giovani, che compone il popolo della sinistra locale sulle problematiche sociali.

Sarà indifferenza, rassegnazione, delega agli specialisti del problema (segreterie politiche, Organizzazioni sindacali, conoscenze personali con i potentati politici di turno) scelta culturale (e non solo) scelta di vita da turisti e non da residenti e/o, per ultima ipotesi, assenza in città di problematiche serie su cui determinare conflitti  sociali?

L’ultima delle motivazioni è totalmente da scartare in quanto la nostra città è contrassegnata sia dall’assenza di qualsiasi forma d’inclusione sociale che dalla mancanza di qualsiasi forma di riferimento istituzionale per i cittadini bisognosi, con il rischio socio/geopolitico dello scatenarsi di una guerra tra poveri con fenomeni di comportamenti razzisti/xenofobi.

Per i “senza niente salernitani“ le uniche strade rimaste da scegliere per procacciarsi reddito sono il delinquere, attività, (parcheggiatori e varie forme di ambulantato abusivo ecc.) che sono giudicati, spesso ipocritamente illegali e quindi da reprimere, farsi amico di qualcuno che conta, accettare forme schiaviste di lavori a nero  implodere nell’autolesionismo sino al suicidio, l’oblio, il rifugio nell’alcolismo, l’uso di antidepressivi e la rassegnazione nell’emigrare al Nord ed all’Estero.

Un ulteriore dato “ultra negativo”è rappresentato dal vasto fenomeno emigratorio di emigranti salernitani e, particolare non di poco conto, è la presenza, nel folto esercito emigratorio di salernitane/i, di tante/i militanti locali e ciò, sta causando una  riduzione di militanti politici.

La militanza politica locale, per quanto sopra evidenziato, risulta essere affidato quindi solo a chi una fonte di reddito che in termini anagrafici si riduce ad una vecchia generazione composta da pensionati e prossimi alla pensione, mentre per la media e nuova generazione politica risulta essere composta da ragazze/i che  effettua lavori precari, spesso a nero, senza alcun diritto tanto meno sindacale,  quindi ricattate/i.

Se al dato anagrafico anche per le ovvie necessità del ricambio generazionale, il mantenere in vita l’agire politico per la sinistra locale, in termini resistenziali, diventa sempre più estenuante vista anche la distanza e la separazione di fatto dell’Università dal territorio urbano e dai contesti socio politici territoriali.

Anche di fronte alla situazione sopra descritta ed ai disagi politici che ne derivano, nell’ambito dell’attuale umanità r/esistente della sinistra locale non avviene nessuna seria e doverosa riflessione con il conseguenziale risultato di sporadiche visibilità politiche e rari momenti di opposizione e di indignazione sia sulle problematiche locali che nazionali internazionali per cui:

Nessuna indignazione è avvenuta

  • verso chi  dovrebbe o avrebbe dovuto svolgere un ruolo di opposizione in ambiti istituzionali che avrebbe dovuto rappresentare nel Consiglio Comunale le istanze dei movimenti a partire da consigliere eletto nella lista civica di sinistra Salerno di Tutti nel cui programma massima priorità era data al lavoro ed alla inclusione sociale;
  • Per il muro di gomma e l’ indifferenza del Palazzo di Città, nonostante le iniziative pubbliche e di piazza del Comitato dei Disoccupati di Salerno e del Collettivo Asilo Politico la Petizione Popolare che consegnarono al Sindaco ed alla Commissione Consiliare alle Politiche Sociali del Comune di Salerno, per l’indizione di un Consiglio Comunale Tematico su “Lavoro e Miserie a Salerno”. Anche in questo caso all’indifferenza del Palazzo di Città , corrispose anche la indifferenza della sinistra locale;
  • Per la una ingiustizia consumata a danno di 130 disoccupate/i (spaccato di una umanità salernitana), del Movimento dei Corsisti Disoccupati “Progetto Conoscenza e Lavoro” che dopo lotte e sacrifici e processi, in una vertenza a carattere Regionale con i Movimenti di Lotta di Napoli e Provincia furono scippati del riconoscimento del diritto al lavoro, acquisito e riconosciuto legalmente con Delibere Regionali e Provinciali. A distanza di anni il Movimento dei Disoccupati Organizzati BROS di Napoli dopa tanti sacrifici lotte e repressioni è stato legittimato all’inserimento lavorativo dal governatore De Luca. Nell’essere contenti del risultato dei Disoccupati di Napoli, è bene ricordare che della stessa vertenza faceva parte anche il Movimento dei Disoccupati salernitani;

Come  nessuno  si indignerà   quando

  • Il Primo Marzo prossimo, ufficialmente, lo storico Settore del Comune delle Nettezza Urbana verrà chiuso, dove sono palesi le enormi le responsabilità storiche della Triplice Sindacale e delle componenti di sinistra presenti nelle varie Giunte e Consigli Comunali che hanno contribuito in questi anni a completare l’opera di smantellamento della Cosa Pubblica per l’Esternalizzare e Privatizzare quei Settori Operai addetti alla manutenzione ed alla igiene urbana;
  • Per la chiusura degli Uffici Comunali delle Anagrafe così come rischiano la chiusura di altri uffici fondamentali per i cittadini;

Solo i Movimenti di Lotta per il Lavoro locali con le mobilitazioni e denunce pubbliche si sono opposti ai piani di privatizzazione in atto nel Comune, imbattendosi in questi anni contro il muro della Repressione e dell’indifferenza politica della Sinistra Locale che, negli anni in cui maturavano e si indirizzavano le scelte politiche privatistiche,  era presente con propri Assessori e Consiglieri.

Rialzare la testa è ancora possibile

Viste le enormi potenzialità e possibilità di riaprire una stagione di lotta sul fronte occupazionale anche per le eredità storiche lasciate dai vari Movimenti di Lotte Sociali che, sempre per la Memoria Storica, sono risultati vincenti nelle varie vertenze sia per all’acquisizione dei diritti che per aver permesso e determinato una vera emancipazione della nostra comunità.

Usciamo dalla narcosi

Sosteniamo quei collettivi r/esistenti nella città che cercano di rilanciare i conflitti  sociali a partire dai bisogni primari della povera gente e delle fasce sociali più precarie rese per tali motivi più ricattate.

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