Anno 2020: fuori la NATO dall'Italia, fuori l'Italia dalla NATO

terroristi

 

Con l’uccisione a Bagdad del generale iraniano Qassem Soleimani, Trump ha dichiarato guerra all’Iran.

  • L’esercito israeliano di Netanyahu, su indicazione USA, stà approntando piani e strategie militari interventiste per colpire obiettivi iraniani in varie aree geografiche dal Libano alla Siria e Striscia di Gaza.
  • La Turchia di Erdogan ufficialmente/militarmente è presente in territorio libico a difesa del Governo Al Serraj riconosciuto dall’ONU ed è addirittura individuata come nazione mediatrice per porre fine al conflitto libico.

Le sorti e le l’instabilità geopolitiche, derivanti dall’ormai quasi certa escalation militare, in aree geografiche importanti e strategiche del nostro pianeta (quali il  Medio Oriente e l’Africa) sono causati dagli interessi imperialisti/colonialisti economici legati all’accaparramento delle fonti energetiche petrolio e dei vari  gasdotti che si intersecano con gli interessi di carattere prettamente politico egemonico dei tre stati killers sopra citati.

Se agli interessi economici/politici si aggiungono le vicende giuridiche dei tre Boss (Trump – Erdogan – Netahanyahu), accomunati anche dai guai giudiziari ed impedimenti nei rispettivi stati da loro comandati, come risoluzione dei loro problemi giudiziari utilizzano le guerre come distrazione di massa facendo leva sull’orgoglio nazionale con la drammatica ed inquietante conseguenza di tenere l’intero pianeta, ormai condannato da tempo, con il fiato sospeso per le guerre che causano barbarie e disastri umanitari.

Di fronte a questi tre Boss che, operando in stile mafioso possono condizionare il destino del mondo quel che indigna, ma non è una novità, è la sudditanza delle cosiddette nazioni “civili” nei loro riguardi.

L’Italia non è da meno.

Salvini già si è espresso in favore di Trump.

I governi europei hanno criticato solo formalmente l’azione di guerra di Trump limitandosi a timide espressioni e dichiarazioni diplomatiche basate su timori e preoccupazioni.

Tutti i governi e le Nazioni Occidentali ”civili” contrariamente a porre un vero veto politico alle ingerenze militari USA e dei due Stai satelliti Israele-Turchia si appellano ad una NATO più parlamentarista con decisioni interventiste/militariste da prendere  collegialmente.

Si presume anche, tra l’altro, che Trump non abbia informato nessun governo facente parte della NATO nelle cui basi (Germania -Italia) ha stazionato il Drone guidato da sistema radar, utilizzati per l’uccisione del generale iraniano e la sua scorta.

Di fronte all’ennesima forma di arroganza degli USA, neanche un cenno di disappunto da chicchessia forza politica sulla necessità e/o validità di mantenere sia le basi NATO in Europa (Germania -Turchia - Italia) ospitanti droni simili a quello usato per uccidere generale iraniano Qassem Soleimani che i sistemi radar potentissimi ed utilissimi a fornire indicazioni sui bersagli da colpire.

La sudditanza dell’Europa verso gli USA , la NATO  e verso i due Stati (Israele e Turchia) pitbull delle politiche imperialiste/colonialiste nel mondo degli USA è deplorevole, l’esempio più evidente si è registrato nell’Ottobre scorso di fronte all’ennesima aggressione di Erdogan e del suo esercito alle comunità Kurde nel Nord della Siria.

E’ fondamentale sempre ricordare che le milizie popolari Kurde oltre a sconfiggere sul campo i tagliatori di teste dell’ISIS hanno impedito altre stragi in Europa ed inferto un duro colpo allo Stato Islamico che stava per dilagare e valicare i confini della Fortezza Europa.

Così come è utile ricordare, sempre a riguardo dell’ipocrisia dell’Occidente, che i  finanziatori dell’ISIS quali il QatarKuwaitArabia Saudita e la Turchia furono ospitati all’EXPO di Milano con il paradosso che le stesse, a seguito delle stragi di Parigi, fecero parte della coalizione anti ISIS.

L’ambigua e contraddittoria coalizione anti ISIS non fu altro che una drammatica rappresentazione scenica belligerante dello scontro tra le principali potenze mondiali, Stati Uniti e la Russia, con messaggi trasversali alla Cina che determinerà lo sfacelo della Siria con le conseguenziali forti instabilità geopolitiche sia in Europa che nell’area Medio Orientale.

Di fronte all’ennesima drammatica instabilità politica con gli scenari di guerra che si prospettano sia in Iraq, Iran e Libia, l’Europa Politica, e la Sinistra Europea e per quello che ci compete la Sinistra Italiana deve cogliere questa occasione per rilanciare in termini laici la scelta politica dell’uscita dalla NATO e dello smantellamento delle basi presenti in Italia per non rendersi complici delle barbarie rappresentate dalle guerre imperialiste.

La Sinistra Europea dovrebbe guarire dalla miopia politica che in questi decenni la ha sempre distinta individuando nei fondamentalismi religiosi/identitari del Grande  Califfato/Stato Islamico di concezione Erdoganiana e dall’ebraicizzazione d’Israele (punta più alta del programma neocoloniale del Sionismo che esclude il diritto al ritorno dei non ebrei e, dunque dei palestinesi nati in quelle stesse terre e dei loro discendenti) elementi su cui rilanciare una forte e decisa opposizione.

L’Europa laica/politica deve essere in grado, se non evitare ma almeno ridurre i danni (anche come numero di vittime) della perenne tragedia delle varie umanità che fuggono dalla miserie e da guerre e da evitarci l’assistere alle scene di cadaveri, di corpicini di bambini sulle nostre spiagge mentre si piglia la tintarella.

Nel prossimo Giugno si svolgerà il Campionato Europeo di Calcio per Nazioni ed sarà proprio Italia -Turchia la partita inaugurale del torneo che si terrà il 12 Giugno allo Stadio Olimpico di Roma.

L’Europa Civile e Democratica ”avrà quindi una grande occasione per porre ad Erdogan" alcune condizioni quali la liberazione dei detenuti politici in primis di Abdullah Ocalan (a tal proposito si allega una parte del Documento Politico unitario presentato al Sindaco di Salerno per richiedere la Cittadinanza Onoraria di Salerno ad Ocalan):

 

 

<<La liberazione di Öcalan garantirà il successo del processo di pace in Turchia e Siria

Abdullah Öcalan, è il leader riconosciuto dei curdi, un popolo di 40 milioni di persone divisi tra diversi paesi del medio oriente, principalmente Turchia, Siria, Iraq e Iran.

In seguito alla richiesta del riconoscimento della propria identità di popolo e dei diritti sociali e civili, il popolo curdo è stato al centro di diverse guerre civili combattute negli ultimi decenni tra le organizzazioni politiche curde e gli stati nazionali in cui i curdi vivono.

Abdullah Öcalan è il simbolo vivente della lotta del popolo curdo, per il riconoscimento e per la sua autodeterminazione.

Per più di quattro decenni ha lavorato per trasformare il conflitto da una lotta armata in una lotta politica e raggiungere una pace giusta e duratura, in particolare per quanto riguarda la popolazione che vive in Turchia.

Tuttavia egli si trova in un carcere speciale turco, nell’isola di “Imrali” in condizioni giudicate “disumane” dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (2003).

L’isolamento cui da oltre 16 anni è sottoposto, viola i suoi diritti umani, mette in costante pericolo la sua sopravvivenza, ostacola i contatti con la sua famiglia e il suo team legale. Inoltre il suo isolamento impedisce di svolgere pienamente il suo ruolo di mediazione per la soluzione della questione curda.

Infatti dall'interno della sua cella, attraverso i suoi scritti e i suoi appelli, Öcalan ha continuato a svolgere un ruolo centrale nella politica della Turchia, così come continua ad esercitare una rilevante influenza tra il movimento curdo.

Öcalan è stato in grado di spingere la guerriglia curda ad aderire a molteplici cessate il fuoco.

Nessun altro è in grado di esercitare una tale influenza sulle forze curde. Le sue proposte costruttive per una soluzione politica hanno costituito la base dei negoziati, durati 3 anni, tra il governo turco e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) per una soluzione pacifica del conflitto.

La proposta di Öcalan per la pace e la riconciliazione tra turchi e curdi è incentrata sulla richiesta di una maggiore "autonomia democratica" all'interno della Turchia, ossia nel riconoscimento delle differenze culturali e nazionali dei curdi all'interno di uno Stato unitario.

Öcalan è stato in grado di proporre una soluzione negoziata, avanzando proposte dettagliate che invitano entrambe le parti ad adottare misure per giungere a una fine definitiva del conflitto>>

 

Per la “Civile Europa Politica” e per la “Civile Italia“ potrebbe rappresentare una occasione politica storica sia per non rendersi complice di Erdogan e della sua politica dittatoriale e sanguinaria che per creare in ambito internazionale, un precedente politico che potrebbe estendersi anche alla risoluzione politica della questione palestinese, senza la quale non ci sarà mai pace nel Medio Oriente e nel mondo intero.

Sarebbe da ipocriti di fronte di fronte alle barbarie limitarsi al pacifismo parolaio utile solo a fine elettorali e per facili scorciatoie politiche senza pagare alcun dazio.

 

Sosteniamo le milizie Kurde ed il PKK!

Poniamo fine all’eccidio del popolo palestinese!