5-6 Maggio 1998 per non dimenticare Sarno

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Le immagini di macerie e distruzioni, di cui sopra, potrebbero essere riconducibili a bombardamenti israeliani sui centri abitati palestinesi, come in Siria, nei territori kurdi ad opera dell’esercito turco, nello Yemen o in svariati parti del pianeta dove le devastazioni le macerie i grovigli di lamiere rendono simili ed uniscono quelle comunità sulle quali si sono riversate fenomeni e tragici avvenimenti, siano essi guerre che disastri ambientali.

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Le immagini sopra riportate risalgono a quel che avvenne tra la notte del 5 e 6 maggio 1998, quando una valanga di fango si stacca dalla montagna di Pizzo di Alvano e raggiunge alla velocità di 300 metri al minuto i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici, provocando la morte di 160 persone.

Per la strage di Sarno, per’altro annunciata, nessuno ha pagato ma, quel che indigna è che ancora a distanza di 22 anni da quell’evento drammatico nessuna politica di prevenzione e di tutela ambientale è stata messa in atto nonostante che l’80% del territorio Campano ancora è una zona rossa sia per i terremoti che per le frane che per le inondazioni.

Ad essere “zona rossa” non è soltanto la Campania bensì l’80% del territorio nazionale.

A riprova di quanto sopra, la recente tragedia anch’essa preannunciata di Genova, dai ponti sulle autostrade costruiti con la sabbia che crollano all’indomani dell’inaugurazione, dal dissesto idrogeologico che provoca frane dove basta qualche ora di pioggia per determinare alluvioni, frane e straripamenti di fiumi che hanno provocato con stragi (Valtellina, Sarno, Noverato, la stessa Genova, in Sardegna ecc.) tutte preannunciate.

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All’elenco dei tragici eventi di cui sopra, si aggiungono le mareggiate che recano danni gravissimi sia economici che in termini di costi di vite umane, gli incidenti ferroviari che si sono verificati sino ad ora grazie alla la privatizzazione della rete nazionale ferroviaria, sacrificata all’alta velocità, vera causa di in curia delle tratte  regionali e che stanno alla base dei gravi disastri ferroviari anche questi preannunciati.

Per tutte le “stragi preannunciate” seppur si conoscono i responsabili nessuno ha pagato.

  • Sono decenni che assistiamo al ripetersi di queste stragi annunciate e puntualmente si contano solo le vittime, delle quali sino ad ora nessun responsabile ha pagato.
  • Sono ormai decenni che sentiamo dalle forze politiche governative, solo dopo il verificarsi di queste tipologie di stragi, ripetere ipocritamente le solite affermazioni sulla necessità di manutentare, salvaguardare il nostro patrimonio ambientale facendo al contempo opere di prevenzione.

Le holding politico/finanziarie e del cemento, veri responsabili dei disastri ambientali e delle stragi preannunciate, avvenute sino ad ora in Italia, senza “pagare alcun dazio” continuano a ricevere finanziamenti ed enormi quantità di denaro pubblico.

Stessa storia avverrà per la Pandemia da Covid 19, dove gli assertori delle Politiche delle privatizzazioni dell’Assistenza Sanitaria, in primis i “Governatori delle Regioni” che hanno distrutto ed indebolito in questi decenni il sistema sanitario nazionale pubblico, invece di essere giudicati per le loro malefatte diventeranno i salvatori della Patria quindi da riconfermare nelle prossime elezioni regionali.

Il coronavirus ha reso visibile ed evidente in Italia, in Europa, nell’America Latina persino negli Stati Uniti D’America i disastri umanitari ed ambientali provocati dal Capitalismo che attualmente è il pensiero unico dominante del capitalismo.

E’ doveroso e necessario mettere in discussione e porre una critica radicale al modello di sviluppo capitalista le cui teorie e le ideologie neo liberiste basate sulla velocità schizofrenica della produzione e circolazione della merce dettata unicamente dalla voracità del profitto cannibalesco del capitalismo a discapito della salute e dell’ambiente, cause queste, conclamate ed accertate, dell’aver reso più fragile il nostro ecosistema e la salute.

Pensiamo che dovrebbero bastare le decine di milioni di morti nel mondo avvenuti in questi decenni per guerre imperial/colonialiste, morti per fame, povertà, desertificazioni, stragi, cataclismi e disastri ambientali, in nome dello sviluppo e  della Modernità!

Per ritornare a Sarno 2020 riportiamo un articolo di un quotidiano locale:

“Sono bastate poche ore di fase 2 per riportare il fiume Sarno agli antichi squallori, nuovamente il coso d’acqua intorpidito da liquami: una massa torbida che invade il canale.

Nei giorni scorsi il Sarno, fiume tra i più inquinati d’Europa aveva ripreso a “Respirare”, l’assenza di scarichi industriali non purificati (in gran parte abusivi) aveva consentito una sua parziale o, quanto meno iniziale rigenerazione.

Sino al 4 Maggio il Sarno aveva ripreso il colore degno di un corso d’acqua dall’inizio della fase 2 è ripreso l’inquinamento e non abbiamo visto, per la lotta agli eco/criminali, droni, controlli, elicotteri e lanciafiamme”, ogni riferimento non è casuale, è rivolto a De Luca governatore della Terra dei fuochi e del Biocidio.

Altra notizia: il lockdown abbatte lo smog <<Evitati 11 mila morti in Europa, 1.500 soltanto in Italia>>

Per non dimenticare.

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