Salerno...un deserto chiamato Città...
Continua progressivamente la desertificazione della nostra città nascosta molto bene dalla visione delle bellezze naturali del mare e delle coste.
Alle problematiche di carattere materiali ed oggettive quali la disoccupazione, l’emigrazione, l’emergenza abitativa ed assenza totale dello stato sociale.
Alle sopra citate problematiche ed emergenze, tra l’altro e non a caso, si sono cosi appesantite ed aggravate specie in questi 26 anni, tali da porre la nostra città tra i primissimi posti nelle classifiche della città per il basso livello qualitativo di vita, si aggiunge la desertificazione culturale che condiziona negativamente il vivere quotidiano della nostra comunità.
“Salerno città Deserto da cui fuggire“
L’irrefrenabile desiderio e bisogno di fuga dalla “città turistica/città cartolina“ viene evidenziata dalla stridente contraddizione rappresentata dal continuo fiorire di Centri Commerciali posti ai margini della città a cui corrispondono le chiusure di attività commerciali, la scomparsa delle attività artigianali sostituite/soppiantate da pizzerie, ristoranti e bar i cui gestori, tra l’altro, in maggioranza provenienti dal casertano dal napoletano ecc.
Un ulteriore aspetto della desertificazione e sul quale sarebbe necessario soffermarsi è rappresentato dalla chiusura di testate giornalistiche, vedi il recentissimo caso è del quotidiano “La Città“ che riduce sempre di più l’informazione demandando la circolazione di notizie a due testate giornalistiche delle quali una è totalmente addomesticata l’altra specializzata in cronaca nera.
Per noi compagne/i la necessità di avere in città un organo di informazione serio ed onesto è da sempre un serio problema in quanto a Salerno sempre condizionata e diretta e resa funzionale, specie in fasi che precedono le varie stagioni elettorali.
In questi 26 anni, tranne qualche raro esempio di informazione libera ed autonoma, sia cartacea che televisiva, la si è avuta grazie all’onestà ideologica ed intellettuale di qualche Direttore che a sua volta ha pagato in prima persona per la sua onestà come nel caso di Andrea Manzi sia nella reggenza di una emittente televisiva che del quotidiano “La Città".
Tranne il positivo esempio sopra citato, i quotidiani e televisioni locali hanno sempre scritto e filmato avvenimenti che stridevano con il potere grazie a forme di pressione dei movimenti, con le occupazioni e presidi delle direzioni delle testate sia giornalistiche che televisive.
E’ storia di Salerno che dai Movimenti dei Disoccupati di Salerno ai Movimenti contro la Centrale Termoelettrica, dell’Inceneritore come le lotte contro le Guerre Imperialiste ed a sostegno con il Popolo Palestinese per rompere il muro omertoso e fare veicolare contenuti differenti da quelli imposti e tele/diretti dai potentati politici sia locali che nazionali. Siamo stati sempre costretti ad usare metodi storici di lotta e di pressione anche per difendere ed imporre la libertà di stampa.
La Sinistra a Salerno e la comunicazione alternativa.
Ricordiamo a tutte/i le compagne/i che nel mese di Maggio il Centro Sociale Jan Assen (Asilo Politico) entrerà nel 26° anno di R/esistenza.
L’arco temporale di 26 anni corrisponde anche ad una fase storica della nostra comunità la quale, nonostante le enormi potenzialità e possibilità e qualità per elevare il proprio livello emancipativo culturale, socio/economico/ambientale ha sempre visto una lenta ma costante forma regressiva sia sotto l’aspetto economico che culturale compresa la libertà di Stampa e la libera circolazione del pensiero.
In città tranne le forme resistenziali rappresentati dal Centro Sociale Asilo Politico e da qualche formazione politica, con tutte le sue enormi contraddizioni come Rifondazione Comunista, una comunicazione libera ad autonoma è stata rappresentata e garantita, seppur limitatamente, mediante l’uso storico dei mezzi di comunicazione a disposizione quali i volantini, manifesti, cortei, presidi, concerti e siti web e radio.
Una possibilità si era determinata, due anni fa a seguito del risultato elettorale alle Amministrative scorse con l’elezione di un Consigliere Comunale nella lista civica di Sinistra “Salerno di Tutti” che nel suo programma elettorale aveva inserito come priorità quella da determinare una struttura di comunicazione alternativa in grado di controbilanciare nella città sia sull’informazione che competere con gli strumenti di informazione veicolati dai potentati politici.
Vista la presenza di giornalisti, tecnici ed operatori televisivi, sia nella Commissione Politica che come candidati nella lista “Salerno di Tutti” e , visto anche il favorevole esito elettorale si erano create tutte le condizioni politiche per creare a Salerno una vera struttura di peso in grado di far veicolare una informazione libera ed antagonista.
Il Centro Sociale Jan Assen, visto l’impegno politico ventennale nell’ambito dell’informazione (sito Web, esperienza di radio, stampa e diffusione di giornali e riviste) metteva a disposizione, da un punto di vista logistico una parte della struttura per la creazione di una televisione con un progetto di sostegno economico basato sull’azionariato e sostegno popolare.
Ma, come da moltissimo tempo accade nostra città, tutto ciò che potrebbe mettere in discussione lo “status quo” deve essere impedito e come al solito quel progetto che poteva concretizzarsi e realizzarsi dando vita ad una vera struttura comunicativa libera ed alternativa per giunta presso il Centro Sociale si è ridotto ad una semplice apparizione del solito faccione in quel che rimane delle testate giornalistiche esistenti in città.
Tutto deve rientrare nella pax De Luchiana della serie "Ciò che il Mattino non dice“
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