Rilanciare localmente i Movimenti di Lotta per il Lavoro.

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Porre la centralità della dignità umana.

Anno 2021, tra Recovery Fund, precarietà, povertà, neo-schiavitù, invisibili del lavoro nero, stragi nei posti di lavoro e la vergognosa conferma del dato attestante che i ricchi, anche in piena pandemia, sono diventati sempre più ricchi mentre aumenta il numero dei poveri, sempre più poveri, mentre a Davos 2021 si versano “lacrime da coccodrillo”.

Cominciamo con il triste elenco dei morti sul lavoro avvenuti dal 1 Gennaio 2021 sino ad oggi, nella sola provincia di Salerno, con 4 morti avvenuti nei cantieri edili e, sussistono seri timori che il 2021 nella Provincia di Salerno, come nel resto d’Italia, si possa verificare un esponenziale ulteriore aumento delle stragi/omicidi “bianchi”   sui posti di lavoro.

Le stragi sul lavoro

Atteniamoci ad alcuni dati riferiti al 2020 dal 1 Gennaio al 31 Dicembre:

  • 574 i lavoratori morti sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno, 1172 complessivi con i morti sulle strade ed in itinere;
  • Altri 525 morti per infortunio da Coronavirus con 276 i medici morti, 74 gli infermieri e innumerevoli altri lavoratori di varie categorie lavorative, con oltre  134 agricoltori schiacciati dal trattore, l’età anagrafica va dal più giovane aveva solo 13 anni il più anziano 90, segue l’edilizia, l’autotrasporto e l’industria;

I Dati sopra elencati sono quelli ufficiali (INAIL) ma, visto quel che predomina nel nostro paese è il lavoro nero/sommerso, il numero delle stragi di invisibili sul lavoro avvenute nell’anno 2020 drammaticamente si può considerare aumentato con cifre ben superiori di quelle ufficiali.

Davos 2021

Mentre lo sfruttamento selvaggio con le figure dei nuovi schiavi, congiuntamente al  fenomeno migratorio, il cui numero aumenta sempre di più, anche in piena Pandemia da Covid-19, il profitto dei padroni e delle varie lobbyes mondiali della finanza, commercio, industria, va a gonfie vele.

L’aspetto lucroso speculativo del Capitalismo anche in piena emergenza pandemica  ha indotto i partecipanti a Davos per il World Economic Forum (le grandi potenze globali dagli USA alla Cina e Stati Europei) a confermare il dato riguardante l’aumento sul nostro pianeta, anche in piena pandemia, delle disuguaglianze sociali.

La Pandemia da Covid-19 è il filo conduttore del World Economic Forum di questo anno per pianificare il programma per il rilancio economico/finanziario internazionale del Capitalismo per il nuovo anno (2021) e per porre indicazioni sul destino del mondo.

Gli appuntamenti annuali di Davos sono da paragonare ad una rappresentazione ammodernata della “la Saga dei Forsyte“ ciclo di romanzi scritti di Jonn Galsworthy,  in quanto esprimono, congiuntamente al declino il più alto tasso di ipocrisia del capitalismo proteso da un lato alla continua rappresentazione dell’auto assoluzione dai danni recati al pianeta ed all’umanità dall’altro al continuo rilancio/legittimazione  egemonico universale del "Pensiero Unico” per affrontare fasi emergenziali, siano esse le crisi finanziarie, conflitti bellici e quest’anno la Pandemia.

Le tematiche che verranno affrontate questo anno 2021, contrassegnato dal Covid, quest’anno pongono la discussione su 7 punti:

“come salvare la terra, rendere più eque le economie, sviluppare la tecnologia, costruire la società ed il lavoro del futuro, migliorare il mondo del business, migliorare i sistemi sanitari, incentivare il multilateralismo”. 

Puntualmente l’Oxfam pubblica alcuni reports, per altro apparsi su organi di stampa:

  • mille più ricchi al mondo hanno recuperato in 9 mesi le perdite da Covid mentre i miliardi di poveri lo faranno in 10 anni;
  • la Banca Mondiale prevede che entro il 2030 oltre mezzo miliardo di persone vivrà in povertà, con un reddito inferiore a 5,50 dollari al giorno;  
  • tra Marzo e Dicembre 2020, mentre il Covid-19 innescava la più grave crisi occupazionale degli ultimi 90 anni, lasciando centinaia di milioni di persone disoccupate o sottooccupate, tanto per fare un esempio il valore netto del patrimonio del fondatore di Amazon Jeff Bezos, è aumentato di 78,2 miliardi di dollari.
  • Per i mille più ricchi al mondo a Dicembre la loro ricchezza totale è arrivata a 11.950 miliardi di dollari, l’equivalente delle risorse stanziate da tutti i Paesi del G20 per rispondere agli effetti della pandemia. Le fortune dei miliardari hanno raggiunto i massimi storici.

A Davos, per quanto riguarda gli stati europei la centralità/l’alta priorità è posta sulla gestione e destinazione dei Recovery Fund.

Recovery Fund

Nella Repubblica italiota, per la gestione e l’accaparramento del Recovery Fund, spiccano gli appetiti cannibalisti di Bonomi/Confindustria con il sostegno delle bagarre di Renzi che ha determinato la crisi governativa.

Alle manovre di Renzi si aggiungono gli appelli filo-trumpisti di Salvini, Meloni, i continui richiami di tutte le forze politiche italiote, all’Europeismo ed al soccorso dell’ombrello Atlantico/NATO, con il neo presidente degli USA Biden, tutti aspetti che  dimostrano e svelano le fameliche intenzioni di accaparrarsi più fette di torta del Recovery.

In questo balletto famelico di contesa dei Recovery quel che appare evidente è la totale assenza in Italia delle Organizzazioni Sindacali e di un movimento di opposizione politica e sociale, tranne tutte le forme corporative del mondo de lavoro (ceti commerciali, piccole e medie imprese ecc... fatte oggetto della crisi da Covid).

Si è in presenza, nei fatti, di una vera e propria delega alle forze impolitiche che a loro volta, tutte insieme appassionatamente, sulla gestione dei Recovery Fund recitano ed esprimono concetti e terminologie, divenute vero e proprio mantra, che ammaliano tutti in quanto prospettano, attraverso l’uso dei Recovery, un futuro immaginifico con un liberismo/capitalismo dal volto umano che si auto assolve da tutti i peggiori danni recati all’umanità intera ed al pianeta.

Gli obiettivi del Recovery

”Digitalizzazione, transizione green, infrastrutture, istruzione, inclusione sociale, salute.   

Belle parole, buoni propositi ma che nella realtà dei fatti si traducono solo in fumo da lanciare negli occhi del popolo.

Siamo ormai consapevoli che, nonostante la Pandemia abbia fatto uscire fuori tutte le malefatte e le ricadute negative sulla salute pubblica, causate dalla privatizzazione scellerata, causa dello sfacel della sanità pubblica, della scuola e della Pubblica Amministrazione, nessuno ha intenzione di fare una inversione di tendenza per il  ritorno al pubblico.

Nei Recovery Fund nessun accenno alla piena occupazione, riduzione dell’orario di lavoro, di salario minimo universale, solo  sgravi contributivi e finanziamenti alle imprese, come incentivi alle assunzioni, specie nel Sud.

Solo sostegni e ristori alle imprese ed agli industriali ma nessun ristoro per i disoccupati e per le lavoratori/trici a nero rimasti senza reddito a causa delle chiusure delle attività dalla ristorazione alle varie tipologie del commercio.

Di assunzioni sia nella sanità che nella nella scuola non se ne parla se non in termini di misure tampone sotto forma di assunzioni a tempo determinato e bonus.  

Si rifinanziano la cassa integrazione come il reddito di cittadinanza unicamente per impedire la conflittualità sociale, mentre si chiudono fabbriche (Wirphool ecc…) e fondi debbono essere destinati solo per le infrastrutture, (in primis il TAV ) con l’asse dei due Matteo (Renzi-Salvini) che ripropongono il Ponte sullo Stretto come rilancio dell’acciaio italiota da produrre nell’ex ILVA (tutti messaggi inviati alle varie holding  mafiosi).

Sui Fondi da destinare sulla Digitalizzazione tutte le lobbyes e le forze politiche sono concordi.

Infrastrutture e digitalizzazione rappresenteranno la testa d’ariete del rafforzamento delle politiche liberiste e privatistiche che, in modo sistemico condizioneranno il mercato del lavoro specie nel Pubblico Impiego, come le forme di ulteriore controllo e militarizzazione del territorio attraverso la cybersecurity (1,25 miliardi di euro)

Non poteva mancare  il capitolo riguardante la spesa militare per la quale si prevedono investimenti di 6 Miliardi per sommergibili, fregate, cacciabombardieri, blindati lanciamissili che il Governo ha già messo a bilancio della Finanziaria 15 miliardi del Recovery plan.

Solo soldi ai padroni ed agli industriali che storicamente, specie nel Sud, hanno avuto (hanno ed avranno) le principali responsabilità per la precarietà, povertà, disagio sociale con il ritorno al fenomeno migratorio che specie in questa fase delicata   esprimono l’aspetto più drammatico.  

Mentre su infrastrutture/digitalizzazione sono tutti chiari, unanimi e concordi, sulla transizione green, inclusione sociale nessuna specificazione mentre si rimane nel vago sulla salute e sulla scuola.

I 209 Miliardi di euro da destinare all’Italia, almeno sulla carta, nonostante siano tutti  a debito/pagherò, saranno gli unici soldi e/o fondi che circoleranno ed incideranno per anni sulle condizioni di vita della popolazione ma, l’assenza di un reale  movimento di opposizione politico sociale, a partire dal locale (Comuni/Regioni), farà si che ad aggiudicarsi l’intera somma o varie somme, saranno le solite lobbyes degli industriali di sempre.