Riflessioni sul corteo del 30 Ottobre a Roma contro il G20
La giornata del 30 Ottobre a Roma contro il G20 ha rappresentato la sintesi delle tante mobilitazioni e iniziative svoltesi in tutta Italia dove i capoluoghi delle Regioni hanno ospitato i grandi della terra che, a 360 gradi hanno affrontato tutte le tematiche dall’ambiente alle politiche internazionali, la cultura, l’economia ecc.
Potremmo affermare che la nazione italiota è stata una tappa per porre/determinare i paletti, progetti, programmi del nuovo Ordine Mondiale.
G20 Italiota nel quale si è distinto l’uomo della provvidenza italiota, un certo Draghi, uomo fedele ed affidato dalla finanza internazionale (fmi-bce) untore e traghettatore delle politiche neoliberiste da consolidare a livello planetario in funzione anticinese e russo.
Nelle plenarie conclusive del G20 di Roma, e non solo, hanno tenuto banco tutte le problematiche legate alla Pandemia/Sindemia da Covid-19 con le annesse propagande vacciniste.
Il Covid ed il nuovo Ordine Mondiale
La narrazione dei vaccini da portare nelle aree povere del pianeta per nascondere:
- la mortatlità per fame, le povertà ed assenza di qualsiasi forma di assistenza sanitaria nei paesi africani ed in ampie aree del pianeta;
- nessun accenno sull’embargo sanitario a Cuba e dei paesi dell’america latina;
- le emergenze sanitarie ed umanitarie nei campi profughi disseminati nel mondo;
- la presenza di Bolsonaro di Erdogan, veri e propri criminali di guerra da processare per crimini contro l’umanità nonchè veri pitbull degli interessi inperialiste nelle aree strategiche (medioriente america latina) per gli appetiti famelici sulle fonti energetiche energie (petrolio gas) e delle varie lobbyes legate al legno, minerarli preziosi, colture ed allevamenti intensivi che, non a caso, rappresentano le concause dei disastri ambientali e cambiamenti anomali del clima;
- l’ipocrita sceneggiata sulla pace quando si assiste periodicamente a scenari che potrebbero portare a ennesimi conflitti mondiali;
- le corse ai riarmi con armi sempre più potenti per la distruzione di massa anche attraverso l’uso di nucleare “intelligente”;
- Un g20 che è servito a sdoganare l’uso del nucleare civile “green“, sempre in nome dello viluppo e del profitto capitalista, l’ennesima saga, sempre più preoccupante, dei potenti “che ballano sul titanic“ dove l’ombrello Atlantico del “nonno Biden” con il suo “l’america è tornata“ suggella ancor di più la sudditanza europea agli scenari USA, sempre in funzione anticinese e russo, nazioni su cui dover scaricare le principali responsabilità sia sul Covid che sul cambiamento climatico.
Sono tantissime le problematiche e diktac posti nel g20 al mondo, compresa la transizione energetica.
Il dato politico che scaturisce dal Corteo del 30 Ottobre
A distanza, di più di 20 anni di quelle mobilitazioni anticapitaliste che misero in difficoltà i potenti della terra, il dato politico significativo è la conclamazione della incompatibilità dello sviluppo capitalista con i tempi dell’umanità e del pianeta.
Risulta palese il dato politico che, da Seattle 1999 alle manifestazioni contro i G20 del 2021, le capacità di complicare la vita dei grandi della terra si sono ridotte ma, bisogna anche tenere conto che in più di 20 anni tanti sono stati gli avvenimenti, gli sconvolgimenti che, se da un lato hanno segnato un brusco rallentamento dell’intero movimento globale anticapitalista, hanno, dall’altro, determinato l’acuirsi di tante contraddizioni che hanno aperto anche ampi margini di manovra politica, come il salto politico dei vari movimenti statunitensi che hanno unito le rivendicazioni dei diritti civili al conflitto di classe persino nel cuore della Grande Mela, gli USA.
Stiamo attraversando una fase storica molto delicata caratterizata da tante vicende/avvenimenti che stanno determinando un imbarbarimento comportamentale tra esseri umani ed esseri umani e la natura, specie a seguito della Pandemia/Sindemia.
La Pandemia/Sindemia sta mettendo a dura prova le nostre resistenzialità politiche ecco perché le mobilitazioni contro il G20 messe in atto nei mesi precedenti dal Nord al Sud Italia ed il Corteo del 30 Ottobre scorso, per il quale non era scontato la riuscita anche da un punto di vista numerico 20.000 persone, potrebbero rappresentare quei momenti da cui ripartire per rideterminare un ampio Movimento di Opposizione Sociale, ripartendo doverosamente/necessariamente dal locale, in grado di incidere sia nelle politiche di casa nostra che in contesto internazionale Palestistina, Comunità Kurde, America Latina.
Altro dato politico scaturito dal corteo del 30 Ottobre a Roma e su cui celermente ci si deve interroggare:
1) l’assenza del Sud con tutti i comitati impegnati sulle tematiche ambientali;
2) la necessità di consolidare l’unione del sindacalismo di base nel locale.
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