Le operazioni militari della Russia in terra Ucraina
Le operazioni militari della Russia in terra Ucraina?
E’ la prima reale e diretta conseguenza dell’"America è ritornata“!
In riferimento al titolo, sorge spontanea una ulteriore domanda, quanto e dove avverrà e/o si svolgerà il secondo scenario di guerra come conseguenza delle politiche imperialiste del dis/ordine mondiale ratificato nel G20 italiano all’insegna dell’”America è ritornata“?
Forse nel Pacifico dove Tokyo come Kiev sta per accettare l’installazione di batterie di missili a medio raggio americani sul suolo giapponese per tenere sotto controllo la Cina e la Corea del Nord, a riconferma del patto tra gli USA ed il Giappone in funzione anti Cina?
La Russia di Vladimir Putin come ha affermato in una dichiarazione, “ha iniziato una operazione militare in territorio ucraino per difendere dall’aggressione di Kiev le autoproclamate repubbliche secessioniste di Donesk e Lugansk ”per proteggere“ le persone che sono state oggetto di bullismo e genocidio da parte del regime di Kiev per otto anni”.
Sempre Putin ha aggiunto che l’obiettivo è la “demilitarizzazione e denazificazione” dell’Ucraina.
Decomunistizzare
Putin nel discorso alla Nazione, prima del “denazificare”, ha usato anche il termine decomunistizzare per tranquillizzare l’intero Occidente capitalista per una paventata riproposizione della vecchia Unione Sovietica come avevano ipotizzato vari politologici ed analisti.
Qualche accenno sulla Denazificazione dell’Ucraina
In Ucraina,dal 1991 esistono ed operano formazioni politiche e paramilitari nazifasciste che sono appoggiate sostenute da Kiev e persino addestrati (modello Contras in Nicaragua) da istruttori militari NATO in funzione anti russa.
“Le formazioni paramilitari nazi-fasciste hanno commesso numerosi crimini sanguinosi contro i civili nelle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
Tra i gruppi neonazisti ucraini il più forte è il Battaglione Azov nato il 2014 a Mariupol, città ucraina affacciata sul Mar d’Azov il cui leader è un certo Andriy Biletsky, militare noto con l’appellativo di ”Fuhrer bianco” sostenitore della purezza razziale ucraina.
Il neonazista Battaglione Azov inizialmente operava da milizia irregolare che combatteva contro i ribelli ucraini filorussi si è macchiato di numerose atrocità contro la popolazione civile sia nel settore di Mariupol quanto negli oblast orientali da Kharkiv a Lungansk.
Le atroictà del Battaglione Azov furono denunciate sia da Amnesty international che dall’Osce e, nonostante tutto, nell’indifferenza generale degli stati occidentali, addirittura tale battaglione divenne così imponente da essere inquadrato nella Guardia nazionale, sotto il controllo del ministero degli Interni, per sfruttare al meglio le milizie rivelatesi cruciali per arginare l’avanzata dei ribelli nel Donbass. Biletsky ottenne il grado di colonnello e una medaglia al valore per aver guidato la squadra probabilmente più efficace al fronte.
Ora l’Azov, che conta circa 1.260 effettivi, è un reggimento di forze speciali e viene addestrato da istruttori Nato, ma ha mantenuto le insegne che ricalcano gli emblemi delle SS naziste sopra al cosiddetto sole nero, un altro simbolo caro a Hitler.
Dal febbraio 2019 è dislocato nuovamente in Donbass, e probabilmente è attualmente impegnato in prima linea contro le forze armate russe.
Ma l’Azov non è solo un reggimento: è anche un movimento politico, che si è dato una struttura nel corso del tempo. Il suo fondatore Biletsky ha creato un partito, Corpo nazionale, nell’ottobre 2016 e ha pubblicato un libro, “Le parole del Führer bianco”, che funziona da manuale per l’addestramento delle reclute.
Il movimento Azov ha tentacoli in tutta Europa anche oltre: insieme ad altre organizzazioni forma una rete nera di reclutamento internazionale che richiama neonazisti e suprematisti bianchi da entrambe le sponde dell’Atlantico, guadagnandosi il soprannome di “legione nera ucraina”.
Centinaia di giovani giungono da luoghi diversi in Ucraina per combattere tra le sue fila, e una volta rientrati nel proprio Paese mantengono il collegamento con i centri di reclutamento ucraini.
In Italia il battaglione ha avuto diversi contatti con la galassia dei gruppi di estrema destra (messi in evidenza anche attraverso le indagini sulle reti del neo terrorismo nero) e in particolare con i militanti di Casapound, alcuni dei quali avrebbero partecipato agli addestramenti dell’Azov”.
Sottolineamo alcuni aspetti che hanno preceduto le attuali “operazioni militari“ dell’esercito russo in terra ucraina:
- gli USA sono da più di un mese che stavano mettendo in atto le condizioni che avrebbero portato di fatto ad un conflitto contro la Russia, sia mediaticamente che operativamente, coinvolgendo l’intera Unione Europea, in quel che ora è l’attuale scenario politico/militare in Ucraina, a dare prova della fedeltà al Patto Atlantico in virtù del quale il Parlamento Europeo, a dimostrazione di fedeltà/sudditanza verso gli USA, ha varato “i pacchetti di misure sanzionatorie più dure mai adottate”;
- le dichiarazioni belligeranti degli USA del presidente Biden contro la Russia, non appena eletto, rappresentano la continuità delle politiche internazionali sostenute e guidate dalla Clinton (vedi Siria, Liibia) che nelle sue ammissioni, come rappresentante di Wall Street, intendeva isolare economicamente la Russia per assorbirla nell’economia globalizzata, con ogni mezzo necessario;
- Biden attualmente ha un consenso elettorale al di sotto del 50% e potrebbe perdere la maggioranza al Congresso nelle elezioni di metà mandato che si terranno Martedi 8 Novembre 2022 e, visto che il sentimento nazionalista/miltar imperialista yankee piace ad una buona parte del popolo statunitense, il nonno pacifico gioca la carta imperiale contro lo spauracchio bolscevico;
- la sudditanza europea al Patto Atlantico, anche attraverso le sanzioni contro la Russia per un suo isolamento economico e finanziario, rappresentano trasversalmente un ulteriore attacco alla Cina per limitarne le influenze economiche in Europa;
- determinare la dipendenza energetica dell’Europa dagli USA/emirati arabi e quindi Israele che l’Europa pagherà con costi maggiorati e ciò determinerà un ulteriore aumento delle tariffe di luce e gas.
La Guerra le guerre sono atrocità
Noi non dobbiamo correre l’errore di fare il tifo con Putin per il suo ”denazificare l’Ucraina”, tanto meno optare e limitarci ad un pacifismo fine a se stesso che si tradurrebbe in termini politici in una assoluzione degli USA/NATO.
La guerra, come tutte le guerre imperialiste colonialiste ed a sfondo etnico-religioso determinano solo atrocità per i morti di civili, gli esodi, le macerie, lo sanno molto bene i palestinesi, kurdi, siriani, yemeniti, iracheni, afghani, africani e l’elenco delle varie umanità fatte oggetto dei crimini di guerra è ormai lunghissimo.
Per costruire un ospedale, per realizzare opere utili ed essenziali per la vita di una comunità come una rete fognaria, idrica ed elettrica per realizzarle ci vogliono mesi ed anni, per distruggerle bastano pochi minuti a causa di un colpo di mortaio o di una manovra di un cingolato.
Lo scenario mondiale nel nuovo ma sempreterno dis/ordine mondiale
Il crollo del muro di Berlino, 9 novembre 1989 come il disintegrarsi dei paesi dell’est componenti del Patto di Varsavia, furono glorificati dagli USA ed nazioni alleate, come la panacea di tutti i mali del mondo ed inizio di una nuova era di pace nel mondo.
L’imperialismo USA e la NATO non fecero trascorrere neanche un anno per mostrare i loro intenti nefasti e predatori, visti i precedenti in Vietnam ed i sostegni economici e militari alle varie dittature e golpe (Cile, Argentina, Grecia ecc.).
E’ dalla prima guerra del Golfo di quell’Agosto del 1990 dove l’ONU, su imposizione USA,con una coalizione composta da 35 Stati iniziò il terzo conflitto mondiale per spodestare Saddam Ussein e fu nella notte di quel 28 Febbraio del 1991, con i tracciati nei cieli di Bagdad della contraerea irachena in risposta al primo bombardamento USA, a cui noi assistemmo quasi increduli ma ben consapevoli di quel che tragicamente sarebbe significato nel tempo.
E’ da quel primo bombardamento su Bagdad avvenuto di notte da parte delle potenze occidentali USA/NATO che si diede inizio ad una lunga serie di escalation militari delle forze imperialiste che vanno sotto il termine Riordine Mondiale che al 2022 si traduce in milioni di esseri umani trasformati in profughi, in capi profughi in varie parti del mondo dall’Africa alla Fortezza Europa con fili spinati e muri ceh delimitano i confini.
L’attuale quadro geopolitico mondiale, con tutte le macerie derivanti dalle guerre colonial-imperialiste, si configura ed è condizionato da un lato dalle politiche globalizzanti dell’imperialsimo USA che vede di buon occhio le mire ed ambizioni espansioniste, seppur con i richiami al sentimento religioso-identitario come la Grande Israele, la grande Turchia/ottomana, ma che non coincide con le ambizioni di espanzione nell’Est europeo della Russia.
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