Olocausto Palestinese

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1948 “La Nakba“, 2024 lo sterminio del popolo palestinese, 2025 deportazione in Egitto di un milione e mezzo di palestinesi?

1948 - 2025

Deportare/cacciare i Palestinesi dalla loro terra, al fine di realizzare la Grande Israele, è sempre stato il progetto del suprematismo ebraico che, per le teorie/ideologie etnico/religiose, non ha nulla di diverso dal teorie del suprematismo della razza bianca/ariana.

Il brutale e devastante sogno dei suprematisti ebrei, drammaticamente rischia di diventare un tragica realtà dopo lo sterminio dei palestinesi che, dal 7 Ottobre 2023 ai giorni nostri, visto il numero apocalittico di morti che man mano assume proporzioni drammaticamente alto .

Per completare l’Olocausto palestinese manca soltanto la Deportazione dei Palestinesi nel Deserto.

Di Deportazione dei palestinesi ne parlò nel mese di Marzo 2024 Jared Kushner, genero di Donald Trump, consigliere di Trump durante il suo primo mandato che ha avuto un ruolo importante nel negoziare gli accordi di Abramo.

Kushner ha fondato nel 2021 un fondo di investimento da 3 miliardi di dollari, finanziato quasi interamente da investitori di oltreoceano con ruoli significativi da parte dei fondi sovrani dei Paesi del Golfo Persico.

Già nel mese di Marzo 2024 Jared Kushner, diede il suo personale consiglio a Israele:

  • “Il lungomare di Gaza ha un grande valore immobiliare“ “Le proprietà sul lungomare di Gaza potrebbero avere un grande valore se la gente fosse concentrata sul migliorare il proprio standard di vita”, “Lì c’è una situazione un po’ disgraziata”, ha poi aggiunto definendo in questi termini la guerra in corso da 5 mesi che ha provocato oltre 30mila vittime e ha gettato la Striscia in una disperata crisi umanitaria. “Ma dalla prospettiva di Israele io farei del mio meglio per far uscire le persone e ripulire“;

  • “Non credo che Israele abbia affermato che non vuole che le persone non possano tornare in seguito”. Ma subito dopo ha espresso la convinzione che Israele dovrebbe riuscire a far uscire i civili da Gaza, in particolare da Rafah, e “con la diplomazia” riuscire a farli spostare in Egitto. “In aggiunta di questo, io azionerei i bulldozer nel Negev e cercherei di spostare lì le persone, penso che questa sarebbe l’opzione migliore così possiamo andare ora e finire il lavoro“,

  • “Forse”. Aggiungendo di “non essere sicuro che ci sia molto rimasto a Gaza in questo momento”. Su una cosa comunque il genero di Trump è assolutamente certo: la realizzazione di uno Stato palestinese è “un’idea superbamente cattiva che essenzialmente sarebbe un premio per un’azione terroristica“.

Anti Semiti mai, anti Sionisti sempre

Mai più Genocidi/olocausti, a tal proposito, onde evitare etichettature varie, riportiamo alcune righe del teorico e saggista Tzvetan Todorov, (un antistalinista ed anticomunista):

“Ricordare e commemorare le vittime della Shoah non significa affatto trascurare altri genocidi, né tantomeno stabilire inutili ‘priorità’ tra stermini e dolori di un popolo piuttosto che di altri popoli. Il giorno della memoria non è un omaggio alle vittime, ma semplicemente un riconoscimento pubblico e collettivo di un fatto particolarmente grave di cui l’Europa è stata capace, e a cui l’Italia ha attivamente collaborato, “la singolarità del fatto non impedisce l’universalità della lezione che se ne trae”: in altri termini, la memoria storica della Shoah non riguarda soltanto il popolo ebraico, ma l’intera umanità, perché da questi avvenimenti si possono trarre insegnamenti.

Così Primo Levi dedicò agli orrori dell'Olocausto: "Se comprendere è impossibile conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre"

Sono i giorni della memoria della Shoah, bisogna sempre ricordare Auschwitz e gli altri famigerati campi di sterminio sparsi in Europa ed in Italia, così per la memoria storica è un dovere così ricordare gli orrori causati dal regime fascista e dalla Repubblica di Salò .

Fa ribrezzo La Russa (presidente del Senato) che mentre commemora la Shoah lucido e spolvera il busto di Mussolini tenuto orgogliosamente nel salotto di casa, come la Meloni con tutto il suo conglomerato di sotto segretari ecc. , nelle cui fila militano i negazionisti dei Campi di Concentramento e delle Camere a Gas cosi come è vergognoso l’onnipresenza nei vari Talk Show della Fondazione Giorgio Almirante .

Leggi Razziali in Italia e la Fondazione Giorgio Almirante di Massimo Magliaro

A dimostrazione di quando Sionismo e Fascismo viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda :

Almirante: 'Israele fa una battaglia civile, ripudio mio passato antisemita' (1971)

Chi era Almirante

20 febbraio 1939. “La difesa della razza”. In copertina il disegno di una stella di Davide formata dalle code di quattro vipere fra loro intrecciate e stritolate da un possente pugno, a simboleggiare la razza ariana che disintegra l’abominio semitico. Siamo nell’anno della grave svolta in Italia verso le leggi razziali che danno l'avvio alle persecuzioni e la rivista, fondata l'anno precedente e che ha per segretario di redazione un giovane Giorgio Almirante, diviene l'organo di propaganda di tale nuova politica governativa.

“Il razzismo - precisava Giorgio Almirante nel 1942 - ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore”.

Così conclude Almirante: “Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali.

Giorgio Almirante è il caso più conosciuto che ebbe, tra l’altro, un ruolo di rilievo nella RSI come capo gabinetto del ministero della Cultura popolare.

Ma pensiamo a Pino Romualdi, vicesegretario nazionale del Partito fascista repubblicano nel 1945 e poi fondatore del MSI. Ma poi altri personaggi di rilievo della RSI, come i giornalisti Giorgio Pini, Concetto Pettinato e Bruno Spampanato, attori come Giorgiio Albertazzi Luca Barbareschi.

Nel dopoguerra nessuno di questi ha rinnegato la propria esperienza, anzi: nelle memorie e nelle opere di rievocazione storica prodotta dagli ambienti neofascisti non vi è una parola, non dico di pentimento, ma almeno di dubbio rispetto alla persecuzione degli ebrei. Sono queste le radici “culturali” del Movimento sociale italiano.

E mentre si parla do orrori storici passano in secondo ordine gli orrori attuali e quotidiani anche nei giorni della cosiddetta “tregua”:

Libano, tregua prolungata fino al 18 febbraio ma Israele “spara sui civili”: “26 persone uccise nel Sud mentre tornavano a casa”

Jenin, l’esercito israeliano circonda la casa e apre il fuoco: Laila uccisa a 2 anni mentre era a cena con la famiglia