Il nuovo riordino/disordine mondiale e le continue prove tecniche di guerra totale

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In questa settimana e nel giro di pochi giorni, sempre a seguito del conflitto russo-ucraino, nella scena mondiale si sono verificati tragici e preoccupanti eventi, l’attentato ad Istanbul ed il missile ucraino caduto all’interno del confine polacco (Polonia stato membro della NATO) che esprimono quel che attualmente è la posta in gioco nello scacchiere mondiale nel quale i conflitti regionali si intersecano in un contesto globale.

La ”Mossa del Gambero”, qualche volta può sembrare di andare in dietro, in realtà si va sempre avanti...

La NATO/USA, con le nazioni loro satelliti sudditi, sta imprimendo ed attuando, nella geopolitica internazionale la strategia politico/militare che potremmo definire la “mossa del gambero” evidenziata dall’altalenante gestione politica, sia nel conflitto con la Russia che con la Cina (vedi la Pelosi a Taiwan).

Infatti per quanto sopra enunciato, gli USA potrebbero dare l’immagine di uno stato confusionale per come stanno gestendo l’attuale conflitto in territorio ucraino:

  • mentre Biden invita il “comico” Presidente ucraino a non esagerare nelle richieste di coinvolgimento diretto della NATO, il Parlamento USA vara continui finanziamaneti economici e forniture di armi all’esercito ucraino ammassando al contempo truppe e mezzi ai confini dei stati membri dell’Est Europa attorno la Russia;
  • mentre gli USA, politicamente invitano il Comico ad essere cauto nelle sue esternazioni e richieste di guerra globale tendete alla distruzione politica militare della Russia, l’intero apparato militare NATO cerca/spera, in un errore di calcolo dell’esercito russo di un missile/proiettile che sconfini in territori di nazioni facenti parte della NATO.

La dimostrazione di quanto precedentemente enunciato è data dalle manovre militari a tenaglia attorno la Russia, sempre in nome della pace, che ingolfano di armi, mezzi ed uomini le varie strade (cielo, terra, mare ) nelle quali si verificano spesso quello che potremmo definire confronti muscolari da cui ne potrebbero scaturire, anche involontariamente, qualche azione militare che determinerebbe una escalation dalle conseguenze inimmaginabili.

L’intera umanità è condannata a stare con il fiato sospeso anche per i timori dell’utilizzo di armi nucleari come spesso minacciato.

Anche se impropabile che un uso di nucleare militare si possa verificare in Europa, nella geopolitca internazionale sono i conflitti regionali (Iran, Siria, Giordania, Yemen, Serbia Taiwan, Afganistan,) come possibili teatri di guerra dove potrebbe verificarsi drammaticamente quel salto di qualità militare di una escalation militare anche con l’uso di armi nucleari e/o di distruzione di massa cinicamente definite “a raggio limitato/ moderne/intelligenti”.

Nei conflitti regionali si inserisce anche la bomba di Istanbul e l’arresto immediato di una donna di nazionalità siriana che ha ammesso non solo la propria responsabilità diretta nell’attentato ma ha anche dichiarato l’essere stata addestrata dal Partito dei lavoratori curdi (Pkk) e dalle milizie curdo-arabe della Siria (Ypg), che a loro volta non solo ufficialmente hanno dichiarato di non essere coinvolti ma hanno condannato tale gesto .

In questi drammatici scenari, non poteva non andare in onda la tragica sceneggiata, che vede come protagonista Erdogan che ha respinto il messaggio di cordoglio arrivato da Washington ed accusato il governo americano di sostenere i terroristi, ossia le milizie curdo-arabe della Siria del Nord.

E’ noto che Ankara, chiede da tempo agli Usa di interrompere ogni rapporto con l’Amministrazione autonoma del Rojava e con le Ypg/Ypj.

E’ bene ricordare anche che Erdogan chiede da mesi a Svezia e Finlandia l’espulsione degli esiliati politici curdi in cambio di un parere favorevole alla loro adesione nella NATO.

E’ evidente la gestione politica sia della la bomba di Istanbul, con l’apparente tensione tra la Turchia e gli USA, che il sostegno condizionato all’ingresso nella NATO della Svezia e della Finlandia sono finalizzati anche ad un ritorno elettorale nelle elezioni che si svolgeranno in Turchia nel Giugno 2023.

Come Erdogan va trovando il via libera da Nato e Russia a sterminare le Organizzazioni politiche e di resistenza militare delle comunità Kurde in primis l’Amministrazione autonoma del Rojava e con le Ypg/Ypj, così Israele con il solito Benjamin Bibi Netanyahu, e l’organizzazione di estrema destra (HaTzionut HaDatit) vorrà mano libera nel salto di qualità nell’opera di genocidio del popolo palestinese e delle sue formazioni politiche e di resistenza militare.

Nel nuovo riordine/disordine mondiale, basato sul terrorismo/mafioso sistemico USA/NATO, ad essere sacrificati sull’altare nel neoliberismo saranno quelle comunità/umanità laiche che non si attengono ai principi del pensiero unico del Capitalismo basato unicamente sula guerra colonial /imperialista.

E fra qualche giorno inizieranno i Mondiali di calcio in Qatar, alla faccia degli Yemeniti, dei diritti umani, e delle migliaia dei “nuovi schiavi” morti in nome del profitto delle Lobbyes internazionali.