Il Nucleare è la spada di Damocle dei potenti posta sulla testa dei popoli e del pianeta.

atomic

 

Ore 8:15 del 6 Agosto 1945, sul finire della II Guerra Mondiale, gli Stati Uniti d’America sferrano bombardamenti atomici su Hiroshima a cui seguirà tre giorni dopo Nagasaki.

Il numero delle vittime dirette a seguito del bombardamento, principalmente civili, va dai 100.000 ai 200.000,  le stime delle vittime indirette causate dalle radiazioni provocate dalle testati nucleari  portano complessivamente ad un aumento esponenziale di morti ancora non quantificabile.

Da quel 6 Agosto del 1945, sino ai nostri giorni il ricatto dell’uso militare del nucleare ancora vige ed incombe sui popoli e sul nostro pianeta. Anche se tale tipologia di arma di distruzione di massa fu l’unica ad essere stata utilizzata in terra giapponese, in questi decenni altre tipologie di armi chimiche al plutonio,  sono state e continuano ad essere usate in vari conflitti dall’Iraq, ex Jugoslavia, Gaza.

Con Hiroshima e Nagasaki iniziò l’era del Nucleare sia militare che energetico/civile i cui rispettivi usi in questi 74 anni sono stati   caratterizzati da tantissimi incidenti ed esplosioni che esprimono ed evidenziano il costante pericolo rappresentato dal Nucleare per l’umanità e per il pianeta.

Dagli ani ‘50 al 2011 si sono verificati oltre un centinaio di incidenti nucleari, sia sotto l’aspetto militare con  sottomarini e portaerei che affondano negli oceani Pacifico, Atlantico e nel Mediterraneo recanti  decine di testate atomiche che ancora giacciono nelle profondità marine, incendi su navi con missili atomici ed incidenti vari.

Per la memoria, riportiamo alcuni di questi episodi, anche se la lista nera è molto più lunga: 

  • 10 marzo 1956 - Mar Mediterraneo,un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari;
  • 27 luglio 1956 - Gran Bretagna, un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.
  • 7 ottobre 1957 - Sellafield (Gran Bretagna), nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente,. principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio. La nube attraversa l'Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato;
  • 5 dicembre 1965 – Isole Ryukyu (Giappone), un jet militare americano A-4E con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei statunitense vicino alle isole giapponesi Ryukyu.
  • 17 gennaio 1966 – Palomares (Spagna), un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe ad idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali;
  • 10 marzo 1968 – Oceano Pacifico, il  sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.
  • 21 agosto 1968 – Groenlandia, un B-52 statunitense precipita in Groenlandia. Tre bombe all’idrogeno che si trovavano a bordo esplodono e 400 grammi di plutonio-239 si disperdono nell'ambiente. L’area viene successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità;
  • Aprile 1973 – Isole Hawaii (USA), fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni;
  • 10 agosto 1985 – URSS, un'esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.;
  • 18 novembre 1999 Torness (Scozia), un Tornado della Raf in esercitazione precipita in mare di fronte alla centrale nucleare di Torness in Scozia a meno di ottocento metri dall’impianto. Un grave incidente è sfiorato per un soffio.
  • 17 ottobre 2003 – Arcipelago de La Maddalena (Italia), sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato di poco conto.

Anche nell’uso civile dell’elettro nucleare si sono verificati tantissimi incidenti citiamo, per la gravità e per danni recati alla natura, all’ambiente ed all’umanità:

  • 28 Marzo 1979  Centrale Nucleare di Three Mile Island nella contea di Dauphi in Pennsylvania (Stati Uniti) ;
  • 26 Aprile 1986 Centrale Nucleare di Chernobyl;
  • 11 Marzo 2011 Centrale Nucleare di Fukushima a seguito del terremoto.

Quelli citati sopra sono tristemente i più famosi ma, non si limita solo agli episodi relativi alle fughe radioattive e/o guasti alle Centrali ma anche sull’ubicazione dei depositi, considerati insediamenti militari per cui scatta il “top secret“, delle scorie e dei rifiuti provenienti dalle centrali nucleari.

Segreto militare, censura mediatica complicità politiche con le lobby energetiche hanno fatto sì che in questi decenni non sia stato possibile determinare una reale visione e conoscenza non solo dei danni e dell’impatto sulla salute dei cittadini nel lungo periodo ma anche per l’impatto ambientale nelle aree limitrofe alle centrali tutt’ora operanti, per cui non è dato sapere quanto sia successo e/o stia succedendo nelle aree geografiche dove sono disseminate le varie Centrali Nucleari dagli Stati Uniti d’America, Israele, Giappone, Russia, Ucraina, Germania, Danimarca, Spagna ecc...  

I dati parziali sopra elencati di più di mezzo secolo di politiche nucleari, ad uso militare e civile, delle Grandi Potenze in primis gli Stati Uniti d’America rappresentano solo una piccola parte dei danni recati all’ambiente ed alle incidenze tumorali.

Nonostante tutto ciò le Grandi Potenze continuano a disseminare, celare testate nucleari in tutto il mondo ed a testare le tecnologie nucleari, basta annoverare gli esperimenti nucleari in atmosfera nel mare e deserti, dal deserto del Nevada all’Atollo della Polinesia  Francese di Mururoa.

L’arroganza delle Grandi Potenze continua ancora oggi a mostrare la propria muscolarità, vedi le minacce statunitensi ed israeliane di ricorre all’uso del nucleare contro l’Iran e la Siria ma la cosa più preoccupante sono gli ammiccamenti ed il beneplacito di “grandi scienziati e grandi politici“ asserviti alle logiche colonialiste/imperialiste che considerano utile l’uso del nucleare sia come deterrente militare al terrorismo che per la difesa dell’ambiente dall’inquinamento rappresentato dal carbon-fossile.

Sul tema del nucleare e contro l’energia padrone rappresentato dalle mega centrali termoelettriche dallo sfruttamento irrazionale delle fonti energetiche responsabili dei vari conflitti bellici nel mondo dalla Libia alla Siria ritorneremo a parlarne invitando sempre le compagne/i ad avviare serie riflessioni tese determinare movimenti di lotta per preservare il nostro pianeta, la nostra salute e quelle delle generazioni future da gravi sconvolgimenti del nostro ecosistema già reso molto fragile dallo sviluppo e dal “progresso” capitalista.