Non in nostro nome! L’Italia ha dichiarato guerra alla Russia

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La Fortezza Europa vassalla e suddita degli USA/NATO

Il Parlamento Europeo mostra al mondo intero il volto di un “pacifismo” basato sull’esportazione di armi, incitazioni alla guerra, distorsione delle verità e negazione della libertà di stampa.

L’unione Europea alle sanzioni economiche ha deciso, per la prima volta nella sua storia (1951 - anno di nascita della Comunità Europea e 1957 - Trattato di Roma), “per un pacchetto di sostegno alle forze armate ucraine. Per nuove sanzioni, per impegni diplomatici per isolare la Russia, per misure a sostegno dell'Ucraina e della regione e misure per contrastare la disinformazione”.

“Dal momento che c'è una guerra a tutti gli effetti in Ucraina e vogliamo fare di tutto per sostenere l'Ucraina, abbiamo deciso di usare le nostre capacità per fornire armi, assistenza letale all'Esercito ucraino”, “l’Unione Europea ha ringraziato la Polonia che si è offerta di fungere da hub logististico (Un Hub logistico è composto da una serie di strutture come capannoni e depositi che si trovano in una posizione privilegiata per le operazioni logistiche) per il trasferimento delle armi e materiali bellici in Ucraina”.

“La Germania ha dichiarato che consegnerà missili anticarro e Stinger all'Ucraina, annullando la precedente opposizione di Berlino all'invio di armi. La Germania ha anche annunciato una riorganizzazione delle sue politiche di difesa e sicurezza in risposta all'invasione russa dell'Ucraina, che vanno da pesanti investimenti nelle sue forze armate alla creazione di riserve energetiche strategiche, mostrando come la guerra di Putin contro l'Ucraina stia avendo ripercussioni in Europa”.

La Francia "Abbiamo consegnato armi, continuiamo a consegnarne e aumenteremo le nostre consegne”, l’elenco degli stati europei fornitrici di armi a Kiev è lungo.

L’enorme quantità di armi che sta veicolando verso l’Ucraina, sotto la gestione logistica della Polonia e la Romania, Slovacchia, Ungheria ed stati dei paesi dell’est componenti la NATO, rischia di determinare un arsenale di guerra la cui gestione politica e quindi militare sarà affidata, anche a fine conflitto russo/ucraino, a quei paesi anticomunisti di destra in primis la Polonia, dove le formazioni neo-nazifasciste, come in Ucraina, hanno una incidenza sulle politiche governative, in quanto presenti anche nel governo.

La Polonia xenofoba, che di democratico non ha proprio nulla, potrebbe diventare per la NATO il gendarme principe per le politiche atlantiste nell’est europeo.

Anche l’Italia rifornirà di armi l’Ucraina, entrando di fatto in guerra contro la Russia, andando così a dare una ulterore picconata alla Costituzione, anche se non è la prima volta, all’articolo 11.

Costituzione della della Repubblica italiana: Art. 11

“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

“L'articolo 11 della Costituzione fu scritto e pensato anche per consentire l'adesione dell'Italia all'ONU che richiedeva, come condizione essenziale per tale adesione, che lo stato si fosse dichiarato “amante della pace”. Questo articolo si configura come essenziale anche per l'adesione alla Comunità Europea (1951 - anno di nascita della Comunità Europea e 1957 - Trattato di Roma).

Nel preambolo della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, proclamata in occasione del Consiglio di Nizza del 7 dicembre 2000, si dichiara che i popoli europei, nel creare tra loro un'unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni“.

In pochi giorni sia la Carta dei Diritti dell’Unione Europea che la nostra Costituzione sono stati totalmente violati in segno di fedeltà agli USA/NATO determinando, nell’attuale assetto geopolitico europeo, un quadro che sarà destinato a creare ulteriore instabilità e conflitti con gravi ripercussioni sulla tenuta democratica di vari stati e nazioni sino a poco tempo fa considerate civili e democratiche.

L’Italia di Draghi ha dichiarato guerra alla Russia.

Non bastavano le comparse mediatiche del Generale Figliuolo che faceva sfoggio delle medaglie, molto appariscenti, sia in tuta mimetica che in divisa ufficiale, ora è entrato nella scena mediatica anche un certo Generale Claudio Graziano, plurimedagliato, ad onor del vero con un numero di medaglie di gran lunga superiori a quelle di Figliuolo.

Un generale alpino per ogni emergenza, di Kossighiana memoria, un alpino per l’emergenza sanitaria, un alpino per lo stato d’emergenza per la guerra dichiarata da Draghi sino al 31 Dicembre 2022.

Quale sia il ruolo della nostra nazione italiota, atlantista/europeista, nella Fortezza Europa, lo si può dedurre dalle affermazioni del plurimedagliato Generale Claudio Graziano, attuale Presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea: “Chi attacca Kiev sono i nemici dell’Europa”

“Ora nasce la nostra Difesa” - “Stiamo per concretizzare un task force UE con 5.000 soldati pronta ad agire nelle zone di crisi“.

“L’allerta nucleare ordinata dal Cremlino è un segnale di minaccia. “Il timore che Putin possa usarla è tornato”.

Come con il Generale Figliuolo si dichiarò guerra al Covid, con due anni in stato di emergenza, nel giro di pochissimi giorni il Governo di Draghi ha decretato un nuovo stato di emergenza per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Il Governo italiota ha approvato, oltre alle sanzioni di carattere economico, un nuovo decreto, segretato, che prevede un intervento per garantire sostegno e assistenza al popolo ucraino attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti ed aiuti militari (missili,mitragliatori esplosivi ecc) a Kiev.

Nel Decreto del nuovo stato d’emergenza “si rende immediatamente attuabile” il razionamento del gas utilizzato “dalle centrali elettriche” e “nel settore termoelettrico” e, si prevede che se dovessero scattare i razionamenti del consumo di gas “nel settore termoelettrico”, scatterà “un programma di massimizzazione dell’impiego delle centrali a carbone o olio combustibile” ed anche l’olio di ricino altra genialata di Cingolani.

A termine di questo contributo, a cui sfortunatamente ma necessariamente ne seguiranno altri, possiamo affermare senza ogni dubbio che:

Non in nostro nome l’Italia ha dichiarato guerra alla Russia.