Imminente distacco della luce al C.S.A.Jan Assen (Asilo Politico), urge una sottoscrizione popolare.

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Il distacco della luce al Centro Sociale ripropone la necessità ed il dovere, a noi tutte/i, di riaprire il dibattito sulla difesa e tutela degli spazi sociali r/esistenti in una città, in questo caso la città di Salerno.

Le interruzioni e/o sospensioni di erogazione di energia elettrica e/o idrica rischiano di limitare/impedire e negare quelle forme di autofinanziamento fondamentali per tenere in vita o rendere normale le attività di militanza in uno spazio socio-politico specie se autogestito.

Per un Centro Sociale autonomo ed autogestito, le cui entrate sono rappresentate dalle uniche forme di autofinanziamento quali i concerti ed iniziative simili che, specie in questi 8 mesi di Pandemia da Covid-19 tra chiusure forzate, restrizioni ed impedimenti vari a svolgere eventi ed iniziative di autofinanziamento, causa il distanziamento e chiusure forzate, risulta possibile/normale l’accumulo dei tre bimestri, tra l’altro coincidenti con i mesi di lockdown, di somme da pagare per l’erogazione sia della luce che dell’acqua.

A quanto sopra evidenziato bisogna aggiungere inoltre il dato, di maggior rilevanza, che la condizione socio-economica di chi milita/fruisce del nostro Centro Sociale, il 99% è precario e disoccupato e, tutto ciò crea forti difficoltà anche per una ipotetica quota di anticipazione della somma richiesta dalla Società fornitrice di energia elettrica, tra non molto anche quella idrica.

Il distacco della luce pone in seria difficoltà lo svolgimento di alcune attività quali la le trasmissioni radio (Radio Asilo) in diretta dal Centro Sociale, e lo svolgimento di riunioni e assemblee etc...   

Risulta ovvio che la non erogazione di luce ed acqua in uno spazio sociale autogestito potrebbe mettere in difficoltà l’agire politico e ciò contribuirebbe  all’aumento della desertificazione culturale di una comunità ed ulteriore restringimento delle agibilità politiche nel territorio.

Partendo da un concetto universale che, quando in una comunità si chiude un spazio sia esso di un partito o organizzazione che di una spazio culturale si chiudono pezzi di libertà.

Ce la faremo anche questa volta!

In 27 anni di autogestione ed autonomia del Centro Sociale Asilo Politico di difficoltà, anche di maggior entità ne abbiamo avute tantissime, furti, devastazioni e raids fascisti, cosi ci sono state e ci saranno sempre le problematiche legate ai  pagamento di bollette per fornitura della luce e dell’acqua visto che lo spazio in questione è un Centro Sociale la cui genesi e funzione è legata ad una progettualità politica e non ad attività finalizzate a profitti privatistici

Solo grazie a sottoscrizioni pubbliche, concerti ed altre forme di autofinanziamento  rassegne cinematografiche, vendita e diffusione di giornali e riviste, siamo sempre riusciti in questi, quasi, trent’anni ad affrontare e sostenere complessivamente tutte quelle spese, tese a rendere il nostro Centro Sociale, struttura, originariamente cantiere edile abbandonato/rudere e discarica a cielo aperto, agibile e fruibile per tutte/i.

Tutto in piena autonomia!

Ce la faremo e dobbiamo farcela anche per una semplice dignitosa questione di principio/politico specie dopo la riconferma di Vincenzo De Luca a Governatore della Regione Campania e della città di Salerno.

Il “Governatore“ con la riconferma a tale carica ”para istituzionale” dà inizio al suo Trentennio e, sarebbe una sconfitta per noi tutte/i militanti di sinistra salernitane/i    non far corrispondere i Trenta anni di Asilo Politico (attuale Jan Assen) che storicamente ha rappresentato una di quelle poche forme di opposizione socio-politico nella città contro le politiche neo liberista e privatiste.

Ciò che si è evidenziato sopra, seppur sinteticamente, rappresentano le motivazioni storiche politiche legate al R/esistenza del nostro Centro Sociale e del perché  dell’appello per una sottoscrizione pubblica e popolare.

Per rimanere alla storia recente, tra Gennaio ed inizio Febbraio del 2020 la Pandemia da Covid-19 con tutte le norme, decreti e restrizioni varie abbiamo dovuto interrompere tutte quelle iniziative/forme di autofinanziamento tese a sostenere tutte le spese sopra enunciate.

Già nei mesi di Aprile ed inizio Maggio cominciammo a porre pubblicamente attraverso le trasmissioni ed assemblee radiofoniche (Radio Asilo), i timori politici e le conseguenze che si sarebbero riversate sulle attività socio-politico-culturali, non solo del nostro Centro Sociale ma anche degli altri spazi sociali (pochi) esistenti in città e che si basano sull’autofinanziamento.

A tal proposito riproponiamo stralci della “Lettera aperta alla città di Salerno” datata 4 Maggio 2020, lettera mai pubblicata da nessun quotidiano, visto il clima di servilismo e sudditanza degli organi di informazione locale.


“Lettera aperta al Prefetto,Questore, Sindaco ed alla comunità di Salerno”

Rispetto protocolli sanitari SI, Restrizioni delle agibilità politiche NO!

La vicenda dei tre compagni del Centro Sociale Jan Assen (Asilo Politico), nonché soci dell’ Ass.ne Culturale Andrea Proto, multati (180,00 Euro a persona)per aver commemorato il 25 Aprile e sottoposti a domicilio obbligatorio (14 giorni) apre  dubbi ed inquietudini, ma in particolar modo profonde incertezze sia sulle restrizioni delle agibilità politiche /culturali che sul futuro e l’esistenza in vita dell’Associazionismo Culturale di base operante in città. 

Nello spirito della “Convivenza con il Covid-19”, per la ripresa delle attività produttive previste per la Fase2, da parte governativa nessun accenno tanto meno nessuna informazione sino ad ora, per quanto riguarda, nel rispetto delle attuali norme, la ripresa delle attività culturali, in special modo di  quelle realtà  di base ed associazionismo che operano da sempre territorialmente in piena autonomia.

“E’ opportuno evidenziare e ribadire che, per l’Associazionismo di base il venir meno  di quelle forme di autofinanziamento (concerti ed attività ludico/culturali aggregative), potrebbe mettere in seria discussione il mantenimento in essere e l’esistenza delle varie esperienze socio/politico/culturali/aggregative, andando così ad incrementare la desertificazione culturale, già presente a Salerno negli anni che hanno preceduto la Pandemia da Coronavirus.

  • Per gli spazi sociali, autogestiti e non, presenti  in città, tra cui lo Jan Assen (Asilo Politico) che in metà maggio entra anche nel 27°anno di autogestione  e di r/esistenza, i concerti e le sottoscrizioni popolari hanno permesso, in piena autonomia non solo di effettuare lavori ma anche e principalmente il  pagamento delle bollette (luce ed acqua).

L’associazionismo di base e  gli spazi  sociali sono un bene comune !

La cultura e le realtà culturali politiche associative, da sempre sono impegnate, sia localmente che a livello nazionale, contro ogni forma di imbarbarimento sociale  (razzismo/xenofobia/omofobia e rigurgiti neo-nazifascisti) e per la solidarietà internazionale verso quei popoli fatti oggetto di restrizioni della libertà vedi Palestina le comunità Kurde, anche in questa fase di piena pandemia.

Il volontariato politico/culturale dell’associazionismo di base, mai come ora diventa utile e fondamentale per fronteggiare forme e comportamenti umani condizionati da aggressività/autolesionismo/depressione e varie complicanze sotto l’aspetto psicosomatico a cui potrebbero aggiungersi le difficoltà a relazionarsi con il prossimo, tutte fenomenologie che potrebbero manifestarsi una volta che, svariate umanità attualmente in isolamento, ritornino ad una pseudo normalità della vita quotidiana.

Il Coronavirus, con tutte le tragedie umane che ha causato, ha messo a nudo i danni derivati dalle privatizzazioni, in primis quello della sanità e del resto dei servizi pubblici, dalle povertà e precarietà, dalla distruzione dello stato sociale e che stanno anche alla base del sovraffollamento della carceri che hanno scatenato le rivolte.

L’auto isolamento accomunato alle paure di ammalarsi, ha determinato un clima di incertezze, di frustrazioni ed aggressività derivanti aggravato anche dal non sapere come sarà il domani ,stà innescando pensieri ed esternazioni che spesso sfociano in comportamenti di aggressività ed autolesionismi.

E’ per tali motivi che diventa necessario, pur convivendo con il Coronavirus e nel rispetto  dei protocolli sanitari, iniziare ad ipotizzare forme di “evasioni domiciliari terapeutiche” propedeutiche per un ritorno alla vita sociale reale e non virtuale tese a valorizzare gli aspetti ed i tempi umani traendo allo stesso tempo utili suggerimenti  dai nervi scoperti dal Coronavirus relativamente alle disastrose e scellerate scelte politiche messe in atto nei decenni passati per ipotizzare modelli socio/relazionali compatibili con la natura/l’ambiente e la salute.

Per comprendere intuire e desumere le volontà politiche circa le interpretazioni sulla “Convivenza con il Coronavirus “senza restringere/limitare/impedire le libertà dell’agire politico basterebbe, partendo da un piccolo esempio, porre due semplice domande, al Prefetto, Questura e Sindaco di Salerno:

  • Per svolgere attività ed iniziative di carattere socio culturali in luoghi all’aperto (es. giardini esterni del Centro Sociale Jan Assen) qualche piazza, in pieno rispetto delle norme e prescrizioni quali il distanziamento “sociale “, basta solo comunicare l’evento alla questura?
  • Il Sindaco di Salerno e gli Assessorati alle Politiche Sociali ed alle Politiche Culturali,nelle more e nei tempi delle riprese di quelle forme di autofinanziamento (Concerti ecc...) possono farsi carico delle spese per l’erogazione di energie elettrica ed idrica a carico delle realtà componenti  l’Associazionismo  Culturale di Base non a scopo di lucro?

Dalla risposta a queste semplici domande  si potrebbe già desumere lo scenario prossimo futuro, a partire dal post 4 Maggio Fase 2, ed il clima che si respirerà, per quanto concerne la tenuta democratica, sia in città che nel resto del paese.

Associazione Culturale Andrea Proto

Franz Cittadino

 

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