Emergenza umanitaria, altro esodo biblico verso la Fortezza Europa?

profughi

Prima di entrare nel tema del titolo ci sembra opportuno e doveroso riportare quanto emerso dalla relazione in Parlamento del capo del DIS Gennaro Vecchione e dei Servizi Segreti “Italioti” sul “rischio dei neonazisti e la tenuta democratica così come sui rigurgiti neonazisti tra i giovani“.

Tutto ciò a riprova dei timori politici evidenziati nel nostro precedente articolo “Tra emergenza Nazismo e Coronavirus“.

In Europa le emergenze non finiscono mai e non si limitano all’allarme neo-nazi ed al Coronavirus, infatti come se non bastassero i guai, si profila un’altra emergenza, questa volta provocata dalle guerre che non solo peggiorerà il contesto umanitario di chi fugge dai bombardamenti e quant’altro ma che destabilizzerà gli aspetti geopolitici sia nell’area mediorientale, versante siriano, che degli stati della Fortezza Europa con i propri confini.

 Chi è la principale artefice destabilizzatrice delle aree geopolitiche sopra citate?

La risposta è: il Sultano Erdogan con il suo esercito.

Le mire espansioniste/guerrafondaie di Erdogan, impunemente, già si resero  evidenti al mondo intero nel mese di Ottobre dello scorso anno con l’aggressione militare alle comunità Kurde del Nord della Siria.

L’ennesima aggressione alle comunità Kurde, con la cinica dicitura “Primavera di Pace“ di stampo prettamente mafioso e su modello israeliano, destabilizzò un’area geografica che stava man mano ritornando alla normalizzazione dopo la sconfitta dell’ISIS sul campo per merito delle Milizie di Autodifesa Kurde.

E’ bene sempre ricordare che sono anni che la Siria è contrassegnata da guerre con  migliaia di vittime, la stragrande maggioranza costituita da civili, e ciò ha contributo ad ingrossare il numero degli esodi biblici di una umanità in fuga, sia via terra che via mare, che ha aumentato ed ingrossato i vari campi profughi presenti sia in Europa che nel Medio Oriente.

Non sono bastate le barbarie dell’ISIS  e delle varie milizie integraliste islamiche di qualche anno fa, sconfitte sul campo dalle milizie popolari kurde ora sono ritornate a provocare massacri ed eccidi in quanto, l’aggressione Turca alle postazioni militari ed ai campi di rieducazione kurdi ha permesso sia la fuga di centinaia di criminali  miliziani islamici reclusi ma anche il riarruolamento degli stessi nelle milizie filo-turche.

“L’arruolamento e/o fusione delle milizie jihadiste con l’esercito Turco è confermata dalla loro presenza nelle trincee e nei posti di osservazione turchi nella provincia di Idlib dove da giorni continuano gli scontri tra le forze governative di Damasco e le milizie jihadiste ed ufficialmente l’esercito Turco ha dispiegato illegalmente mezzi pesanti e cingolati nella provincia di Idlib.

Gruppi e milizie jihadiste, ufficialmente riconosciuti terroristici dall'Onu, stanno causando gli attacchi e i bombardamenti dei villaggi nella provincia di Idlib e minacciano l’uso anche di armi chimiche.

La Turchia, con tali manovre militari ha contravvenuto anche agli accordi di Soci nel 2018 che obbligavano la Turchia a respingere i terroristi 15-20 km al di là della zona di de-escalation, oltre che a ridislocarvi l'artiglieria pesante”.

I rapporti tra Erdogan, l’ISIS e varie formazioni Jihadiste è noto da anni così come sono noti i finanziamenti, rifornimenti di petrolio ed armi ai criminali sopra citati ma la cosa più squallida è l’uso dei migranti e dei profughi come minaccia/ricatto di Erdogan all’Europa ed al mondo intero per estorcere miliardi e legittimare le mire espansioniste del Sultano.

Nonostante ciò l’Europa ed i vari stati ipocritamente continuano a mantenere rapporti economici ed a stanziare miliardi al mafioso turco.

La drammatica realtà di questi giorni,come riportato anche da alcune testate giornalistiche:

  • "Sono 138.000 i migranti diretti dalle zone interne della Turchia verso il confine con la Grecia per cercare di entrare nell'Ue, dopo che Ankara ha annunciato che non intende più fermarli";
  • La Grecia ha affermato di aver respinto oltre 4mila migranti che cercavano di varcare la frontiera;
  • Continua il rimpallo tra Grecia e Turchia. Ankara non li ferma, Atene li respinge e li arresta. I turchi accusano i greci di aver ucciso un migrante siriano;
  • I greci accusano i turchi di minacciare consapevolmente le sicurezza nazionale di Atene e condannano a quattro anni di carcere chiunque entri illegalmente nel Paese;
  • Alba Dorata, organizzazione di estrema destra greca ha iniziato la caccia al profugo ed al migrante, con armi e cani che azzannano i profughi. I neofascisti greci prima catturano i profughi e poi li consegnano alla polizia greca. Ci sono testimonianze di profughi con ferite provocate da armi da taglio e da morsi dei cani, gli squadristi di Alba Dorata fanno circolare e mostrano con fierezza, via social, le immagini dei  profughi catturati che vengono mostrati a ”mo” di trofei.

Mentre la Grecia e la Turchia fanno a gara a chi respinge di più, un bimbo siriano di sei anni, a causa del rovesciamento del gommone su cui viaggiava, è affogato sotto gli occhi della Guardia Costiera greca, anche un altro cadavere è stato restituito dal mare ed un ragazzo è morto perché colpito dai proiettili di gomma della polizia greca.

Per l’ennesima volta l’”Europa Civile” difronte ad Erdogan, tranne qualche esternazione “formalmente dura”, cinicamente osserva e, come avviene per Israele, con la sua sudditanza si rende complice verso questi due stati senza far pagare loro alcun dazio né per disastri umanitari causati tanto meno per i crimini contro l’umanità.

Cosa si potrebbe fare per fermare Erdogan ?

  • La Turchia potrebbe essere esclusa dalla Coppa Europa di Calcio delle Nazioni;
  • Si potrebbero boicottare i prodotti turchi;
  • Si potrebbe interrompere il commercio delle armi;
  • Si potrebbe imporre e richiedere la liberazione di Ocalan, unico leader politico in grado non solo di poter far giungere ad una fine il conflitto Turco-Kurdo ma anche di indicare una possibilità concreta di pace nell’area Mediorientale.

10-100-1000 Piazze Kurdistan!


Ricordiamo il compagno anarchico Ennio Carbone docente e medico immunologo venuto a mancare il 3 Marzo scorso molto attivo nel movimento di solidarietà al popolo kurdo in Italia ed all’estero.

Come Frisullo/Orso e tante donne ed uomini che in vita si sono prodigate ed hanno dato ogni attimo del proprio vivere nell’impegno solidale/umano e politico teso alla liberazione dall’oppressione dei potenti della terra dei popoli verso con i popoli oppressi,  anche a te  Ennio che la terra ti sia lieve.   

Ciao


EnnioCarbone