Tra Emergenza Nazismo e Coronavirus

nazista

L’attenzione pubblica sulla strage nazista del 20 Febbraio scorso perpetrata dal  suprematista bianco Tobias Rathjen che, sparando nel mucchio in tre bar in Assia, frequentati da curdi, turchi, uccidendo otto uomini ed una donna incinta, è entrata nel dimenticatoio poiché soppianta dall’emergenza del Coronavirus che sta sconvolgendo il vivere quotidiano di varie comunità in varie parti del mondo.

Pur prestando doverosa attenzione al Coronavirus, sul quale qualche riflessione ed analisi sarebbe necessario farla, non possiamo sorvolare sull’ennesimo efferato atto stragista compiuto da un nazista per cui si rende sempre di più necessario monitorare la galassia dei movimenti neonazisti operanti nel mondo (Stati Uniti ed Europa).

Di articoli, di denunce, di materiale contro/informativi sulle attività dei movimenti neo nazi-fascisti ne abbiamo fatti numerosi, tra i tanti riportiamo stralci da un nostro articolo del 2017 dal titolo “All’armi son fascisti” pubblicato sul  nostro sito nel quale  lanciammo l’ ennesimo allarme sui rigurgiti dei movimenti neofascisti/neonazisti...

“Un piccolo esempio può essere rappresentato dalla vendita del libro Mein Kampf, divenuto un best seller, con un guadagno di circa 15 milioni di marchi tedeschi, pari a circa 90 milioni di dollari odierni, superando la vendita di 241.000 copie del 1933, anno dell’ascesa al potere di Hitler.

Dopo gli sfaceli della Sinistra Europea, Italia inclusa, sono un po’ di anni che Centri Studi ed Osservatori europei attenzionano i fenomeni di una ripresa dei movimenti neo-nazisti e fascisti sia europei, ex paesi dell’Est ma anche in Svezia, Olanda Finlandia che negli Stati Uniti D’America dove l’elezione di Trump ha determinato un vero salto di qualità nel far spirare venti di una destra fascista, sia in casa americana che in altre parti del mondo, Europa compresa, e dato maggior impulso a movimenti che basano il proprio agire politico sui nazionalismi, difesa identitaria muri e fili spinati anti immigrati.

Altro dato politico inquietante è la presenza numerica cospicua di parlamentari espressione delle destre xenofobe in parlamento in grado di condizionare scelte politiche governative nelle ultime elezioni in Germania, in Austria, Svizzera, Olanda Danimarca.

Potrebbe sembrare una barzelletta, e  lo sarebbe se non vi fossero vittime, ma fa riflettere ed inquietare allo stesso modo l’accusa di plagio a Donald Trump da Tobias  Rathjen, l’autore della strage, per avergli scippato lo Slogan <<America first >> (Prima di tutto l’America e quindi gli Americani, tra l’altro sulla stessa riga di Prima di tutto gli Italiani).

Son ormai arcinote le simpatie di Trump verso i movimenti suprematisti ed oltranzisti bianchi ed i continui richiami al nativismo ed alla identitarietà del colore bianco americano:

  • Il Presidente degli USA  ha considerato “espressioni d’americanismo” le manifestazioni del Ku Klux Klan e dei nostalgici sudisti;

  • Il Muro ai confini con il Messico è il simbolo della resistenza dell’America “bianca“ all’invasione etnica dei “popoli colorati”;

  • l’esternazione, sempre di Trump ”tornatevene a casa vostra“ rivolte a 4 Deputate d’origine ispanica, islamica sono tantissime le affermazioni ed esternazioni del Presidente degli States.

Così come risulta essere evidente l’effetto “Trump mit tuns“ di stimolo alla galassia nazi fascista all’indomani della sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America. 

Le teorie sugli ”Stranieri da Sterminare“ non appartengono solo a Tobias Rathjen che dalla teoria è poi passato alla pratica, l’elenco dei seguaci ormai comincia ad essere lungo così come le stragi e le tentate stragi sempre in nome del suprematismo bianco.

Dalla strage di Dayton in America alla tentata strage a Macerata in Italia del nazi-psicopatico Traini, quello su cui è doveroso riflettere è l’impunità che questi  personaggi godono sino ai compimenti delle stragi…., a tal proposito riportiamo alcuni stralci di un nostro documento del 06-02-2018.

<<La tentata strage del Nazi/Psicopatico Luca Traini>>

La tentata strage di Macerata ad opera del nazi-fascista Luca Traini, ci riporta alla violenza del Boia Amedeo Mancini, padrone e fascista di Fermo, che nel Luglio 2016 massacrò Emmanuel Chidi Namdi e, nel n°10 del nostro giornale mensile Asilo Politico - Luglio 2016, l’articolo riguardante l’efferato l’omicidio di Emmanuel, a sfondo razzista, terminava con la domanda:

“Quanti Amedeo Mancini ci sono in Italia?"

L’elenco di persone che in questi ultimi anni, sia singolarmente che in gruppi, si stanno distinguendo per gesti ed azioni di efferrata violenza squadrista con motivazioni ideologiche nazi-fascite sta drammaticamente diventando lungo.

Se poi, ai vari Traini e Mancini si aggiungono personaggi come Davide Mango, sempre militante di Fora Nuova che il 22 gennaio scorso uccise la moglie, sparò dal balcone all’impazzata sulla gente e urlava frasi inneggianti al Duce, prima di suicidarsi, il quadro comincia ad essere preoccupante .

Anche quei ragazzi che in 12 aggredirono a Roma il 29 Ottobre 2017, al grido di sporco negro, un bengalese, la cui colpa è quella di avere il colore della pelle non bianca, riducendolo in fin di vita senza dimostrare un minimo di pentimento per un’azione vigliacca, 12 contro 1, al contrario gli stessi, in un intervista televisiva, giustificavano ideologicamente l’aggressione come atto dovuto in difesa della razza italiana ostentando tali motivazioni anche con i loro sorrisi sfacciati >>.

A proposito di impunità e di libertà di movimento dei nazi-fascisti, le forze di polizia tedesca come riportano alcuni giornali tedeschi erano a conoscenza sia delle sue ideologie che della vita di Tobias Rathjen: 

  • Tobias Rathjen, iscritto a un’associazione di cacciatori, possedeva legalmente tre pistole: la Glock 17 calibro 9 Luger che ha scaricato mercoledì sera contro i clienti dei due shisha bar curdi, una Sig Sauer e una Walther, tutte acquistate via Internet. Era membro di una società di tiro a segno a Bergen-Enkheim da otto anni, e il suo porto d’armi è stato rinnovato appena l’anno scorso.

Prima della strage ad Hanau, in nove mesi in Germania si sono verificati due episodi, diversi tra loro, ma accomunati dall’odio per lo straniero l’odio razziale, l’antisemitismo e la difesa della identità tedesca:

  • Un terrorista di estrema destra attacca la Sinagoga di Halle piena di ebrei in preghiera, fa alcuni feriti e solo per miracolo manca la strage;

  • Un terrorista di estrema destra uccide il prefetto di Kassel Walter Lubcke paladino della politica dell’accoglienza.

L’allerta nazismo in Germania esiste, le varie organizzazioni neo-nazifasciste risultano essere bene armati e con coperture:

  • Appena pochi giorni prima del massacro di Hanau, la polizia federale ha arrestato 12 uomini di età compresa tra i 20 e i 60 anni in sei Laender tedeschi. Sono accusati di aver dato vita a una cellula del terrore, che progettava attacchi a moschee e centri di accoglienza per migranti, attentati a uomini politici e rifugiati. Disponevano di armi, munizioni, granate, lingotti d’oro per finanziarsi. Il loro scopo: provocare una guerra civile, mettere in discussione l’ordine costituzionale.

  • L’Ufficio Federale per la tutela della Costituzione, i servizi civili, segnala infatti l’esistenza di 25 mila estremisti di destra sul territorio federale, dei quali poco più della metà sono considerati «pronti alla violenza».

Gli esempi di cui sopra rappresentano solo una parte delle attività nazi-fasciste in Germania operanti sia in clandestinità che in semi clandestinità a cui si unisce l’opera di supporto e di legittimazione, alla luce del sole, addirittura nel Parlamento Federale con i leaders di AFD (Aleternative Fur Deutuschland).

Il fondatore del Partito AFD è un certo  Bjoern Hoecke, che per i suoi discorsi attinge senza ritegno al vocabolario nazional-socialista ed anche per questo che i cosiddetti lupi solitari e/o il branco di questi lupi (come la stampa li definisce) autori delle stragi si sentono legittimati nell’opera di sterminio degli stranieri.

Se in Germania esiste un l’allarme nazi, non sono di meno i fermenti neo-nazi in Italia verso i quali già con precedenti articoli abbiamo denunciato, è solo di pochi giorni fa le svastiche naziste che in varie città d’Italia hanno sfregiato le lapidi di partigiani.

Tobias Rathjen, è stato descritto come un pazzo, visionario e quant’altro, sarà un caso ma è il disagio psichiatrico che accomuna personaggi, da Tobias Rathjen  a Traini ed ad altri, che si sono resi e si rendono protagonisti di gesta brutali con  motivazioni di lucide follie, di carattere identitario, ideologico e religioso, come se prescelti per una missione da compiere.

Tobias Rathjen, come tutte le fecce simili, non è un pazzo è solo un nazista, anche Hitler, come da testimonianze storiche, soffriva di manie persecutorie, psicopatie con scissione di personalità, eppure è diventato capo di una nazione, rendendosi protagonista di una delle efferate più grandi tragedie dell’umanità.