Edy Ongaro della Carovana Antifascista nel Donbass è rimasto ucciso in battaglia nel villaggio di Adveedka a nord di Donesk

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Ci sembra doveroso riportare alcune note del Collettivo Stella Rossa-Nordest.

Il nome di battaglia di Edy Ongaro,”Bozambo“, era stato scelto in ricordo di un partigiano della seconda guerra mondiale, e sosteneva che a spingerlo alla lotta con i ribelli filorussi delle repubbliche di Donetsk e Luhanskm sarebbe stato il ricordo delle violenze inferte dai fascisti alla sua famiglia.

“Si trovava in trincea con altri soldati quando è caduta una bomba a mano lanciata dal nemico. Edy si è gettato sull’ordigno facendo una barriera con il suo corpo. Si è immolato eroicamente per salvare la vita ai suoi compagni”.

Il “martirio” di Edy Ongaro“ serva a rompere il castello di bugie di questa guerra, ma soprattutto a rilanciare la lotta antifascista e internazionalista.

Il sacrificio di Edy mostri la forza del proletariato che saprà portare al trionfo del comunismo”, proseguono i compagni del miliziano italiano: “era un compagno puro e coraggioso ma fragile ed in Italia aveva commesso degli errori.

In Donbass ha trovato il suo riscatto, dedicando tutta la sua vita alla difesa dei deboli e alla lotta contro gli oppressori. Ha servito per anni nelle fila di diversi corpi delle milizie popolari del Donbass fino alla fine dei suoi giorni. Ti salutiamo Compagno Partigiano con il motto che ti era tanto caro: ‘Morte al fascismo, libertà al Popolò”.

Riportiamo inoltre parte di una intervista rilasciata nel 2015.

“Con molto orgoglio e molto onore posso dire di essere parte della Prizrak, questo battaglione internazionalista, mi sento dal primo momento tra compagni e compagne.

In ogni Stato, in ogni parte del globo c’è qualche minoranza, qualche etnia che viene calpestata e allora bisogna reagire”, dice nell’intervista.

A spingerlo nel Donbass “il rispetto verso se stessi e verso gli altri: questo dovrebbe portare molte persone, soprattutto per chi come me era in condizioni deplorevoli, scandalose per uno stato che si dice civile”, a fare la stessa scelta di ‘Bozambò. “A queste persone dico; se potete, venite qui“, diceva. “Finché ci sarà aria nel mio corpo e finché sangue scorrerà, da qui non uscirò mai. La mia scelta è restare qui, sto cercando di avere la cittadinanza in queste repubbliche”.

Che la terra ti sia lieve.