Il Capitalismo con Obama e Trump
Il Capitalismo con Obama e Trump
ovvero:
…la spasmodica ricerca di identità del Capitalismo per porre rimedio al proprio declino, autoassolvendosi, al contempo, dai danni storicamente recati all’ambiente ed al pianeta in nome dello “sviluppo” e del profitto.
Non essere provetti economisti/docenti/professori non significa, da militanti politici, non avere la capacità di interpretare, riflettere ed analizzare il dibattito e/o scontro in atto che sta avvenendo nell’ambito del Capitalismo, post crollo del Muro di Berlino, che drammaticamente sta scandendo, in quanto pensiero e modello unico imperante, i tempi della vita del nostro pianeta e dei popoli, in sintesi dell’umanità intera.
Risulta quindi ovvio fare riferimento agli Stati Uniti d’America, Gotha del Capitalismo internazionale, ed alle politiche economiche di Obama e Trump, entrambi Presidenti degli Stati Uniti d’America che, nonostante le palesi diver
Le similitudini di Obama con Trump sull’immigrazione e la guerra:
- Gli immigrati senza documenti deportati durante l’amministrazione Obama hanno superato i 2,5 milioni;
- Le guerre in Afghanistan, Yemen, Siria, Iraq, Libia e Somalia;
- L’uso militare dei droni, (506 attacchi che hanno ucciso 3.040 terroristi e 391 civil)i;
- L’enorme numero di armi vendute all’Arabia Saudita nel periodo in cui la stessa bombardava lo Yemen;
- Il rinnovo dell’arsenale nucleare, per il costo complessivo di un trilione di dollari.
In politica economica interna ed internazionale:
- mentre Obama assimilò i poteri del Capitale a quelli dello Stato, azzerando di fatto il ruolo di mediazione/contrattazione della politica nei riguardi del capitale internazionale, permettendo alle compagnie di bloccare, a tutti i livelli statali, qualsiasi tentativo di «limitare il libero commercio» (cioè di intaccare i loro profitti);
- Trump ha personalizzato, bypassando ogni regola costituzionale, le attuali scelte economiche/finanziarie degli States.
Sotto molto aspetti, sia in politica estera che in politica economica, le politiche di Trump sono in continuità con quelle di Obama.
Sono anche evidenti, però, le diver
Per non contare, con l’avvento di Trump a Presidente degli States, l’attuazione di politiche repressive contro ogni forma di opposizione e fortissime limitazioni alla libertà di stampa di associazione, l’elenco è lungo delle esternazioni di destra considerate “anormali”/reazionarie/di destra/fasciste poiché fatte da un Capo di Stato.
Nell’attuale dibattito interno al Capitalismo internazionale è vivo l’interesse sulle prassi e teorie economiche dei due Presidenti degli States poiché entrambe tese a far uscire dalla fase di stagnazione in cui il Capitalismo versa, dalla fine della Guerra Fredda/Crollo del Muro di Berlino, fase storica che avrebbe dovuto dare il via a un periodo di prosperità capitalista.
Per le motivazioni sopra citate le politiche economiche di Trump considerate “anomali/anormali”passano in secondo ordine.
Il sistema capitalista internazionale, contrassegnato al suo interno dal confronto/scontro tra Capitale Finanziario ed Industriale, è entrato in una crisi prolungata su più fronti, e ciò stà determinando e ravvivando, tra gli economisti al massimo livello, la discussione sulla «stagnazione secolare» del Capitalismo.
Siamo di fronte al crollo del capitalismo ?
Tra gli economisti e nel dibattito interno al Capitalismo sin da sempre più concreta la critica aspra alle misure di austerità dettate dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale alla fine degli anni 80, data in cui sembra che il sistema capitalistico globale sia entrato in un periodo di stagnazione, caratterizzato dalla caduta del tasso di profitto, dalla riluttanza delle grandi compagnie a investire e dall’introduzione da parte dei governi di tassi di interesse molto bassi o vicini allo zero.
Uno dei motivi principali che ha trascinato il Capitalismo in questa fase di stagnazione/crisi è stata la finanziarizzazione dell’economia (finanza-assicurazioni –mercato immobiliare) diventata più importante dell’economia reale.
Le imprese le aziende invece di investire il denaro in investimenti produttivi, ricerche ed assunzioni usavano lo stesso per far salire il valore delle proprie azioni per ricomprarle e da qui ildetto “la finanza finanzia la finanza“ e da qui anche la definizione del Capitalismo paras
Le aziende si preoccupano prevalentemente dei prezzi di Borsa, e non della ricerca e sviluppo, delle risorse umane, della formazione del personale e molte corporation hanno ricevuto massicci benefici dai governi, senza che fossero condizionati all’impiegarli per fare anche il bene pubblico. E’ esemplare il caso dell’industria farmaceutica negli Usa che riceve 40 miliardi di dollari all’anno di investimenti, che potevano essere utilizzati non solo per sviluppare i farmaci che servono ma anche per renderli disponibili a costo sostenibile per la popolazione.
Capitalismo paras
Nel dibattito all’interno al Capitalismo internazionale, sempre secondo economisti, suscita viva preoccupazione il vento nazional-populista che spira in Europa e in vari stati del Mondo, generato dalla crisi finanziaria e dalle conseguenze di cui ancora oggi se ne subiscono le conseguenze e che determinano ancora tanta rabbia nella gente.
Basterebbe citare quanto successe negli Stati Uniti nel Novembre 2010 quando 120 mila case furono pignorate e nessuna delle persone impiegate nelle banche e nel settore finanziario, responsabili della crisi fu chiamata a rispondere legalmente delle proprie azioni.
Le ripercussioni della crisi finanziaria si sono risentite a livello internazionale in tutti i campi della sfera economica, imprenditoriale, sanitaria determinando in termini esponenziale povertà ed iniquità sociale in tutto il pianeta.
Le enormi conseguenze di quella crisi finanziaria ancora persistono specie in una fase storica caratterizzata assenza della lotta di classe e dalla piena crisi della sinistra internazionale incapace di interpretare e fare propria la rabbia e l’insoddisfazione popolare.
Si è alimentato in tal modo alimentato non solo il rigetto della politica ma il qualunquismo facilitando in tal modo la crescita delle destre, fattori che hanno permesso anche l’emersione dei vari Trump, Bolsonaro Salvini ecc. .
Siamo in presenza di un Capitalismo antifascista, in difesa dell’ambiente e dell’inclusione sociale?
Sembrerebbe proprio di si, dei timori dell’avanzata di un nuovo fascismo da contrastare con politiche economiche capace di determinare inclusione e giustizia sociale con attenzione alle diver
La Corporate America manda in soffitta i Chicago Boys: 181 aziende firmano un documento per un "Capitalismo migliore".
In tale documento si sostiene che, “per creare valore di lungo periodo, le azioni non devono solo portare dividendi ai propri azionisti ma tener conto di quello che in Europa chiamiamo “economia sociale di mercato”.
Le duecento imprese firmatarie fanno parte di “The Business Roundtable”, un’associazione imprenditoriale che raccoglie le maggiori imprese e grandi multinazionali del Paese, il cuore del capitalismo a stelle e strisce.
Per decenni le aziende hanno spostato fabbriche, delocalizzato produzioni, cercato di minimizzare il prelievo fiscale spostando sedi legali nei punti più vantaggiosi del pianeta, chiesto flessibilità sul lavoro senza limiti e fuggendo ai primi segnali di venti di crisi del mercato.
“Il Business Roundtable, il gruppo che riunisce 200 aziende americane fra le quali Amazon e JPMorgan BlackRock a General Motors, manda in pensione il mantra degli azionisti che ha guidato il capitalismo americano e mondiale per decenni. Il nuovo motto degli azionisti è, vanno considerati alla pari dei lavoratori, dei clienti, dei fornitori e delle comunità in cui si opera (gli stakeholder). Le aziende devono “proteggere l’ambiente” e trattare i dipendenti con “dignità e rispetto” nel perseguire profitti di lungo termine agli azionisti, afferma il Business Roundtable in un documento, accantonando quel capitalismo sponsorizzato e sostenuto dall’economista Milton Friedman e che ha guidato Corporate America per decenni.”
Chi era Milton Friedman?
“Milton Friedman, l’economista liberista e monetarista nonché premio Nobel nel 1977 e i suoi seguaci chiamati per decenni successivi i “Chicago Boys” per via dell’Univer
“Milton Freidman ebbe un’influenza enorme tale da mettere all’angolo per decenni l’altro grande economista, Maynard Keynes e le sue teorie interventiste dello stato in economia o se preferite la definizione europea di “economia sociale di mercato”. Le teorie liberiste di Milton Friedman, furono applicate per la prima volta in maniera totale soprattutto nel Cile di Pinochet che per primo provò le nuove teorie economiche del neoliberismo dei Chigago Boys che privatizzarono gran parte delle società pubbliche fino ad arrivare anche alla previdenza sociale mandando dopo pochi decenni in bancarotta il sistema pensionistico che dovette essere salvato dall’intervento pubblico”.
Da Pinochet alla Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale ed al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’america con il termine del 1989 Washington Consensus...
“Washington Consensus termine dall’economista J. Williamson era l’espressione di una politica di ri-colonizzazione delle nazioni uscite dalle lotte contro il colonialismo negli anni Sessanta, un colonialismo che si ripresenta nella forma di un capitalismo che non concede nulla alla working class (classe operaia). Qualcuno ha anche paragonato le politiche di aggiustamento strutturale e neoliberista con le politiche economiche naziste degli anni Trenta. Una teorica sociale di stanza in California, Charley Hinton, ha costruito un modello dell’economia nazista che ne sottolinea le somiglianze: l’obiettivo generale era aumentare la ricchezza della classe corporativa, spesso usando la forza e la violenza, e includendo azioni quali la conquista, il furto, l’espropriazione delle proprietà, l’uso di lavori forzati, e il genocidio.
I metodi usati per trasferire la ricchezza dal basso verso l’alto comprendevano:
- la privatizzazione delle proprietà pubbliche/comunali;
- l’assoggettamento del capitale pubblico agli interessi dei privati una politica di sussidi e sgravi fiscali per le aziende;
- la distruzione dei sindacati, delle leggi sul salario minimo e delle leggi sulla sanità e la sicurezza sociale la riduzione delle tasse sui patrimoni e l’aumento delle tasse per i poveri.
Teoricamente nulla è cambiato dagli anni trenta ad oggi, basti vedere i regimi di destra da Regan a Trump/Bolsonaro , in Europa con la Tachter, il ventennio Berlusconiano sino al Governo Monti ,agli scimmiottamenti di Renzi ai programmi di Salvini/Meloni.
Per ritornare all’inizio di tale contributo alla discussione/riflessione.
Come mai il Capitalismo Internazionale cerca di presentarsi come salvatore dei diritti e dell’Ambiente?
Alla domanda si potrebbe rispondere anche con un esempio “terra terra” (termine dialettale di banale/semplice…)
Quando Michele Zagaria, capo indiscusso del Clan dei Casalesi, nel 2017 fu arrestato, nel covo oltre alle immagini su di una parete di Che Guevara e Padre Pio, nel portale personale del boss fu trovato il vademecum sulla nuova figura dei Boss:
- parlare tre lingue ;
- laurea in scienze ambientali.
I Casalesi dalla lupara, tritolo ecc...alla formazione ambientalista, in pratica dai profitti derivanti dallo scempio ed inquinamento ambientale provocati in questi anni ai nuovi profitti per disinquinare e decontaminare.
L’impresa criminale come si è arricchita per contaminare continuerà ad arricchirsi per decontaminare.
Di fronte al disastro ambientale ed agli scenari apocalittici, derivanti dallo sconvolgimento del clima prossimi futuri, che attendono il nostro pianeta, diventa normale e doveroso mettere in atto tutto ciò che è utile almeno per la riduzione del danno recato al pianeta dallo sviluppo capitalista.
Fa bene alle nostre coronarie il Movimento «Fridays for future», così come sono da brividi le note di Bella Ciao, motivo musicale che accompagna tale movimento, diventato internazionale, va bene Greta quando all’ONU con "Mi avete rubato i sogni e l'infanzia" con le lacrime di rabbia contro i leader mondiali comunica le paure delle giovani generazioni di un non futuro o di un futuro contrassegnato da devastazioni, cataclismi e morti.
Fa ben sperare lo sciopero in 123 paesi del mondo contro la distruzione del pianeta così come la sensibilizzazione di una buona parte delle generazioni sia adolescenziale che di età matura e del senso di civiltà e di responsabilità che anima le tante mobilitazioni nel mondo per la difesa e la salvaguardia del pianeta.
Cosi come fa ben sperare il corteo a Roma del 23 marzo 2019 (leggi l'articolo cliccando il link https://www.andreaproto.it/articolo-protagonismo-delle-comunita)
Quanto sopra scritto può rappresentare anche un contributo a riflessioni, dibattiti e fornire indicazioni utili alle nuove generazioni, nonché la memoria storica per impedire l’opera di revisione, di revisionismo e di auto/assoluzione dalle gravi responsabilità storiche del Capitalismo reo di aver condotto il pianeta terra sull’orlo della distruzione.
La prima opera di revisionismo e di negazionismo si è consumata Giovedì 19 settembre al l Parlamento Europeo quando è stata ap
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