Fuori Alfredo Cospito dal 41 bis!

alfredolibero

Dal 20 Ottore 2022 Alfredo è in sciopero della fame  contro il 41 bis ,  che lo ha posto in condizione critiche perciò che riguarda la salute.

Il compagno anarchico Cospito era stato condannato a 10 anni e 8 mesi nel 2014, perché dichiarato responsabile del ferimento alle gambe dell’amministratore dell’Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi ed accusato inoltre di aver collocato  due pacchi esplosivi “a basso potenziale” nel sito della Scuola per allievi carabinieri di Fossano (Cuneo), nel giugno 2006, più di 16 anni fa. Ufficialmente tale atto è stato “riconosciuto” come  atto dimostrativo, senza intenzione, e senza l’effetto, di nuocere all’incolumità di alcuno.

Cospito, detenuto da 10 anni, ha già trascorso 6 anni di carcere nel regime detto di Alta Sicurezza, che prevede forti restrizioni,  comprese il divieto di tenere in cella le foto dei propri familiari.

Il Regime del 41 Bis, destinato ai reati di mafia introdotto negli anni 80, presentato come  misura provvisoria è divenuto, di fatto,  permanente quindi incostituzionale poiché  esprime metodi da un regime di tortura.

A sostegno delle rivendicazioni ed alla vicenda di Cospito si stanno determinando in tutta Italia varie mobilitazioni  così come prese di posizioni nel  mondo della cultura come  Adriano Sofri che si è espresso  in solidarietà ad Alfredo :

“dove sono i garantisti? Quelli che si disperano quando a finire in cella sono sindaci, politici, colletti bianchi, mafiosi e massoni? La pena oltre a tendere alla rieducazione del detenuto, deve essere commisurata al reato commesso. E in questo caso siamo oltre il “buon senso” giuridico. Siamo al fascismo giudiziario che punisce oltre ogni ragionevole interpretazione del codice penale gli “antagonisti”, e assolve sistematicamente la borghesia masso-mafiosa di questo paese. Se Cospito ha commesso un reato, è giusto che paghi, entro i “limiti” previsti dalla Legge però, che parla chiaro, e non per volontà di una paranza politica masso-mafiosa che non ammette alcuna forma di dissenso sul suo operato. Come dire: “colpirne uno per educarne cento”.

La vicenda umana/politica di Alfredo Cospito rappresenta  l’ennesimo e sistemico  aspetto vendicativo/repressivo dello Stato Italiota verso entità umane, sia individuali che collettive, che hanno nel cuore, nella mente e nei sogni  il  voler modificare lo stato delle cose presenti.

Dalle “ civili e moderne “carceri  social democratiche della Germania degli anni 70, carceri di “Stati democratici”USA / Israele, Grecia, Italia agli Stati autoritari come la Turchia, in tutti questi decenni  l’aspetto vendicativo/repressivo del Potere  nei riguardi di chi si oppone, specie se trattasi di formazioni politiche di sinistra ed antagoniste, nulla è  mutato .

Alla  umanità  detenuta, per opporsi alle ingiustizie e per reclamare i i diritti e difendere  la propria dignità non rimane altro che  la  rivolta  carceraria come espressione collettiva   o la scelta soggettiva  dello  sciopero della fame, pur nella consapevolezza della messa a repentaglio della propria vita, sia fisica che mentale.

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