Lo Yankee e gli italioti

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Da Trump con la Bibbia in mano, Bolsonaro con l’esternazione <<mi spiace per le vittime ma moriremo tutti >> ai retaggi pseudo cultural/ideologico/nazional/patriottico/italiota che nella giornata del 2 Giugno si sono manifestati nella loro più becera in/consistenza nelle manifestazioni indetta dalle destre italiche.

(Piccolo particolare le manifestazioni delle destre si sono svolte in barba a tutti i distanziamenti, mascherine ecc.. e ben tollerate dalle forze del disordine)

La trama che unisce lo Yankee agli italioti è identica è identica richiamo alle identità nazionale, della razza, religione e famiglia.

Razza - Religione - Famiglia…

…Solito “Cumpanatico inculturale” di messaggi fuorvianti da far veicolare nello stomaco di fasce e categorie economiche/sociali reazionarie conservatrici utili per la manipolizzazione di porzioni di umanità ridotte sempre di più in condizioni di plebei e quindi facilmente da strumentalizzare.

Mentre negli Stati Uniti è in atto uno scontro sociale con tasso di guerriglia urbana, definita dai media ed apparati militari <<guerra di bassa intensità>> nel resto del mondo, Europa compresa, i vari governi e stati si stanno attrezzando a fronteggiare la pandemia sociale con i conflitti sociali, sempre in “attesa della 2 ondata della pandemia da Covid-19 prevista in Autunno".

Cosa cova sotto la cenere nel contesto internazionale, anche a seguito del Covid-19, in assenza dello scontro di classe e di un movimento rivoluzionario specie in Europa in grado di modificare l’esistente?

Quale il ruolo delle Destre Europee, impegnate a far quadrato attorno a Trump, attuale loro mentore e burattinaio e riferimento dell’intera galassia della destra mondiale dove spicca l’intera America Latina, non solo vittima sacrificale ma anche  maggior interprete dell’imperialismo USA con le politiche economiche finanziare neoliberiste?

Quali scenari futuri, quali instabilità politiche si intravedono per lo scontro economico/finanziario tra gli USA la Cina?

Di fronte a queste tre domande di tale portata, ci sembra evidente che le manifestazioni e le Marce su Roma dello scorso 2 Giugno della destra italiota (F.D.I.-LEGA-  F.I)  e dei cosiddetti gilet arancioni con alla testa il generale Pappalardo, potrebbero assumere aspetti ridicoli/insignificanti ma anche per il quadro politico  nazionali, mai sottovalutare quanto accaduto il 2 Giugno in Italia.

Si commetterebbe un grave errore poiché la destra sociale italiota post fascista, con sostegni palesi di apparati economici/finanziari/imprenditoriali con gli storici intrecci tra interessi malavitosi ed occhiolini benevoli di apparati dello stato, tale destra è sempre nel perenne tentativo di guidare e cavalcare il malcontento sociale approfittando anche dell’attuale clima politico internazionale instaurato da Trump che, per movimenti, forze politiche e governi reazionari e di destra rappresenta un valido ombrello protettivo, nonostante i disastri umanitari/sanitari e l’imponente stretta repressiva attuata negli USA.

Per ritornare allo spirito Yankee/USA, occorre sempre ricordare il perenne incubo che nel cuore del capitalismo e dell’imperialismo l’inasprimento dei conflitti sociali, attualmente è in atto negli USA, si possano trasformare in uno scontro di classe porterebbe alla diffusione di movimenti politici reali ed organizzazioni politiche di sinistra con relativi radicamenti in ampi strati sociali che potrebbero mettere in seria crisi il molok dell’imperial/capitalismo.

Per tali motivi che le varie organizzazioni e la Rete Aantifascista debbono, per il ramanato Trump, essere considerate, e quindi incluse, nelle lista nera delle formazioni terroriste.

Sia il ruolo della polizia americana con l’omicidio di George Floyd che lo scontro sociale in atto negli USA, con il protagonismo di tantissime organizzazioni politiche e movimenti di opposizione attive in America negli USA non sono avvenimenti casuali ma è la continuità di fasi politiche/sociali che si trascinano da tantissimo tempo.

Per ripercorrere la storia degli USA ,con tutte le sue sfaccettature e contraddizioni, non basterebbero chilometri di inchiostro per i tantissimi ed interessantissimi momenti di conflittualità che hanno caratterizzato l’era moderna forniti importanti contributi emancipativi (la Guerra in Vietnam, il Movimento Studentesco le lotte dei diritti civili e movimenti femministi ed ambientali la storia dei Black Panters movimenti culturali ecc…..  lotte dure di sindacati ecc.).

Noi a livello temporale vorremmo soffermarci sempre negli USA, dalla scia tracciata dal movimento Occupy Wall Street del 17 Settembre 2011, alla rete attuale dell’opposizione sociopolitica di Black Lives Matter, Climate Chang, No Dapl, Movimento anarchico, quello delle Donne, Movimenti per i diritti civili, poiché rappresenta un dato politico di un tentativo di salto di qualità che tenta di coniugare la difesa dei diritti civili alla critica radicale al capitalismo e quindi allo scontro di classe che coincide con la fine dell’era Obama e che accompagnerà il cammino presidenziale di Donald Trump.

E’ per i motivi sopra citati che noi da quattro anni sui movimenti di opposizione negli USA che manteniamo accesi sempre i riflettori nell’intento di stimolare il dibattito non solo sulla solidarietà ed il sostegno all’opposizione sociale e politica dei vari movimenti ma anche per riflettere ed interpretare il significato della conduzione di una guerra di “bassa intensità” condotta internamente agli USA partendo dagli 800 morti ammazzati dalla polizia americana nel 2016.

In virtù di quanto sopra affidiamo l’escursus politico di questi 4 anni a riproporre stralci del nostro Speciale America del 2017 partendo anche due foto simbolo:

L'infermiera Ieshia Evans

Ventottenne e madre di un figlio divenuta un simbolo per la comunità afroamericana per aver fronteggiato da sola gli agenti in tenuta antisommossa. La giovane madre, seppur esile, nella sua coraggiosa individuale azione, forte del coraggio delle proprie idee e consapevole in quanto giovane mamma, dell’universale necessità di aspirare e pretendere una società migliore per sé e per il figlio. Alla base del suo gesto al contempo quelle paure, che stanno alla base delle rivendicazioni della comunità afroamericana che si evidenziano nelle numerose manifestazioni che pur essendo  pacifiche sono sistematicamente represse dalla polizia.

Micah Johnson

25 anni, incensurato, ha prestato servizio militare in Afghanistan come falegname nel 420° brigata del Genio. Micah Johnson, era un sostenitore di gruppi militanti neri l’African American Defense League e il New Black Panther Party, ed i suoi riferimenti storici al Black Power e le tendenze musicali delle formazioni storiche del rap antagonista e militante americano di fine anni Ottanta e Novanta, come i newyorkesi Public Enemy.

Micah Jonson, non era una fondamentalista islamico, non apparteneva ad alcuna gang o banda delinquenziale, non faceva uso di crack o allucinogeni, non era un emarginato, non era un disturbato mentale non apparteneva a famiglia disagiata, Micah era uno dei tanti afro americani che dopo aver prestato servizio militare negli scenari di guerra in Afganistan sperava nel sogno americano.

Sogno americano che svanisce se appartieni a quei milioni di afroamericani, ispanici la cui quotidianità è scandita dal potere bianco con una polizia che, seppur multirazziale, ne difende gli interessi anche razziali con migliaia di singoli poliziotti sparsi negli USA da cui dipende il diritto di vita o morte su un uomo/donna dal colore nero.

Ucciso il 7 Luglio 2016 dalla polizia americana  il quale, pur consapevole che con la sua individuale azione militare, avrebbe firmato la sua condanna a morte, ha voluto lanciare un messaggio politico verso il suo popolo. Messaggio politico teso a canalizzare la rabbia, nell’ambito della lotta di classe, rivolto a quella galassia afroamericana di sottoproletariato dei quartieri poveri, dove le contraddizioni sociali sono ampie e che sono tristemente famose solo per la guerre tra gang e la violenza gratuita, quartieri questi, dove si manifesta la brutalità poliziesca.

Ieshia e Micah sono diventati, non solo negli USA, due simboli del riscatto sociale degli oppressi dei neo-schiavi che popolano la maggioranza delle periferie e dei quartieri ghetto ai margini delle metropoli sia americane che europee.

Se trasferissimo nel contesto europeo i simbolismi e le azioni di cui sono  stati protagonisti Ieshia e Micah Johnson potremmo evidenziare che negli USA è in atto un vero e proprio scontro di classe e contestualmente affermare che nel movimento americano è in atto un confronto tra due strategie:la lotta armata e l’agire politico di massa.

Per comprendere quello che sta succedendo in questi giorni negli USA bisognerebbe ripartire dai primi vagiti di Trump da quel 20 Gennaio del 2017 che agli occhi della platea internazionale, con riferimenti europei con i suoi apprezzamenti verso Berlusconi considerato suo mentore e riferimento ma quel che lo contraddistinse fù la figura con la definizione del tipo l’uomo del “fare”, il decisionista che in quegli anni attraeva tante attenzioni .

  • Il decisionismo nella costruzione del muro con il Messico;
  • L’uscita degli States dalla Trans Pacific Partnership (TPP);
  • L’apparente messa in discussione del NAFTA;
  • Lo spostamento dell’ambasciata USA in Israele a Gerusalemme;
  • Il divieto di finanziare con fondi federali le ONG internazionali che praticano aborti;
  • La minaccia di applicazione di pesanti dazi verso quegli industriali  che decideranno di spostare la produzione fuori dal territorio degli USA per poi esportare in patria;
  • Monito diretto all’Europa sui costi della NATO;
  • Possibile riuso della tortura in funzione anti islam;

così come alcune decisioni prese da Trump nelle 72 ore successive al suo insediamento alla Casa Bianca, apparentemente indirizzate verso una politica isolazionista, protezionistica, economica e finanziaria introiettata all’interno del pianeta USA .

Decisioni che posero nel dubbio molti politologi attraendo ed illudendo anche qualche pensatore di sinistra per alcune scelte politiche internazionali inizialmente ipotizzate da Trump, tali da poterlo inserire in un quadro raffigurante un Trump NO GLOBAL.

Figurarsi immaginare le politiche internazionali di Trump potevano essere tese a:

  • Trump che consegna alla Cina lo scettro della globalizzazione. 
  • Che rinuncia alle ingerenze nel Medio Oriente .
  • Che “regala” alla Russia, in piena espansione politica nell’area Euro/Mediorientale, il ruolo principe di egemonia politica .
  • Convalida degli con l’Iran sia sul nucleare che sul petrolio .
  • Che si defila dal conflitto con la Cina, nel sud est asiatico, dove la Cina rivendica il 90% delle acque dove esistono riserve di gas naturale e petrolio, e dove più volte con la Cina, la marina militare giapponese e degli USA, hanno sfiorato lo scontro militare negli arcipelaghi delle  Spratly e delle Paracel , arcipelaghi contesi per un ruolo di fondamentale importanza da un punto di vista strategico militare .

Trump, con lo slogan prima di tutto l’America e gli americani, piace al Ku Klux Klan (KKK), al Partito della Razza Ariana Americana così come alla classe operaia bianca  (capelli e barba biondi con l’orecchino e il tatuaggio dell’aquila sul braccio e qualcuno anche con la svastica) che vede negli immigrati e negli ambientalisti i responsabili delle loro precarietà, abbassamento del potere d’acquisto del salario e dei licenziamenti. Piace ed è sostenuto dalla chiesa più reazionaria  verso la quale è previsto il taglio di tasse con promesse di favori così come le lobby delle armi, della sanità privata, delle auto e dell’industria energetica specie dopo la promessa del ritorno al carbone.Dichiarazioni, decisioni, esternazioni ed atteggiamenti che tendono ad ammaliare gli americani attraverso una politica nazionalista a sovranità popolare.

Sovranità nazionale e cristianità.

Il Presidente Trump con la mossa di basare il diritto di cittadinanza americano sul genetismo della cristianità, ha pagato subito la tangente all’arcipelago delle organizzazioni puritane, religiose e cattoliche fondamentaliste che hanno finanziato e sostenuto la sua campagna elettorale. Nel soddisfare e valorizzare le richieste provenienti dal fondamentalismo religioso americano, da una immediata risposta all’irrazionale paura di una parte del popolo americano derivante dai terroristi che, a parere loro, si infiltrano in America attraverso i flussi migratori.

Da questi pochi giorni di presidenza del biondo e ramato Trump, “o guaglione nun è scem” , possiamo dedurre alcune caratteristiche che lo accompagneranno nella sua politica interna ed estera.

La politica dei “Due piccioni con una fava” :

  • Soddisfare subito il suo elettorato sull’applicazione del programma, dimostrando di garantire agli americani la sicurezza interna;
  • Azzerare la memoria storica sulle responsabilità degli USA e della famiglia Bush sulle guerre che hanno destabilizzato l’intero pianeta (Afghanistan, Iraq) che sono alla base del terrorismo che fa leva sul fondamentalismo religioso e che hanno determinato l’esodo biblico di milioni di uomini.

La politica camorristica :

  • Uso mediatico finalizzato a compiacere le pance popolari motivate dalle più stomachevoli ideologie nazionaliste/identitarie;
  • Mantenere e consolidare i rapporti storici degli USA con l’Egitto, Emirati Arabi non presenti nella Black List; nascondendo i suoi interessi economici e finanziari legati ai petroldollari e non solo.

La politica internazionale :

  • Fare leva sulle contraddizioni in Europa del dopo Brexit e sul vento nazional-populista che imperversa e che vede nella britannica May, in Putin, Erdogan, Netanyahu, Le Pen, Grillo e Salvini i suoi principali sostenitori;
  • Sostenere i vari stati fondamentalisti in primis Israele, da cui trae suggerimenti per un modello politico fondamentalista da applicare negli USA, modello geopolitico identitario  che rischia di configurarsi in Europa senza dimenticare la Turchia;
  • Illudere e ricattare l’Europa sul non sostegno economico americano alla NATO;

In questo contributo al dibattito ed alla riflessione abbiamo tralasciato il disastro umano/sanitario per il Covid-19 che, tra l’altro semina morte specie tra gli afroamericani, in quanto questo problema lo stiamo seguendo e trattando sia in precedenti documenti che nelle varie trasmissione di RadioAsilo ma comunque seguiranno altri spunti ed inviti ala riflessione di quel che succederà negli USA .