Verso la giornata del 30 ottobre contro il G20 con la mente al dopo corteo di Roma

mobilitazioni

E se ripartissimo dal Corteo di Roma del 23 marzo 2019 “Stop Biocidio”? 

23 Marzo  2019  - 30 Ottobre 2021...un biennio contrassegnato a livello planetario da drammatici eventi e sconvolgimenti che mai ci saremmo aspettati di vivere a causa del maledettissimo virus da Covid-19, complice, tra l’altro, dell’accelerazione dei tempi dello sviluppo globale del capitalismo.

Quel corteo del 23 Marzo 2019 evidenziò la necessità di rilanciare una unificante strategia politica per determinare un reale movimento politico di opposizione in grado di ridurre i danni  sull’ambiente e sulla salute derivanti dallo sconvolgimento e cambiamenti climatici che desertificano ed impoveriscono intere aree del nostro pianeta come l’Africa dando origine, di conseguenza, agli esodi biblici verso le nostre coste trasformando i nostri mari in veri propri  cimiteri.

La riprova degli sconvolgimenti e cambiamenti climatici è data da quello che in questi giorni si sta verificando in Sicilia ed in Calabria, alluvioni, fiumi di fango e vittime ed addirittura si teme per la formazione di un tornado che dovrebbe sconvolgere le regioni meridionali.

La distruzione e lo scempio ambientale ha inciso anche sull’aspetto socio/sanitario facilitando la diffusione nel mondo della Pandemia/Sindemia da Covid-19 per la quale risultano ormai chiare le incidenze ed implicazioni delle politiche neoliberiste che hanno  privatizzato la sanità e negato il diritto alla salute per ¾ della popolazione mondiale.

Gli Stati Uniti d’America, il Brasile con una gran partedell’ America Latina e le iniquità sociali nell’Africa e nel Medioriente ne sono un esempio.

Di fronte a tali scenari risulta, pertanto, doveroso e necessario mettere in atto tutto ciò che è utile almeno per la riduzione del danno recato al pianeta dallo sviluppo capitalista a seguito anche delle guerre colonialiste, fomentate e create dai due fondamentalismi imperanti nel mondo, quello religioso e quello capitalista.

Le Privatizzazioni selvagge della cosa pubblica (sanità/pubblica amministrazione), e sconvolgimenti ambientali e le vicende politiche internazionali ecc...  pongono seri timori sugli scenari futuri che ci attendono e che metteranno a dura prova l’umanizzazione della vita e della geopolitica sia nazionale che internazionale.

Per quel che compete la nazione italiota...

Le Grandi Opere, il fattore Energia, le modifiche dei rapporti e dei sistemi lavorativi, compresa la scomparsa del contratto nazionale del lavoro, quindi dei diritti sindacali, privatizzazione della sanità e della p.a., rappresentano il filo conduttore dei programmi di restaurazione capitalista, che debbono attenersi ai dettami del capitalismo industriale e finanziario europeo ed internazionale, attraverso la militarizzazione e l’utilizzo della forza che  dovranno garantire, in tempi rapidi, l’applicazione e la messa in atto dei vari progetti, previsti nel Recovery Fund, in tutti gli ambiti delle attività economiche, finanziarie e produttive.

Il ruolo di Draghi e dell’attuale governo, insediatosi, è bene sempre ricordare, a seguito del “Golpe alla matriciana di Renzi”, sta scandendo celermente i tempi dell’utilizzo del Recovery fund, anche attraverso la riforma prevista nel Decreto Semplificazione che non può farci fare sogni tranquilli poiché avrà ricadute devastanti sulla qualità dei lavori, per l’ulteriore  impennata del numero dei  morti sul lavoro, per le devastazioni ambientali e regalie alle varie mafie e politici/forze politiche corrotti/e.

Dall'inizio dell'anno 2021 fino a fine Ottobre si sono superati gli 800 morti sui posti di lavoro (dati INAIL) una vera mattanza di vite umane in nome del profitto, dei tempi di sfruttamento e dello “sviluppo” capitalista.

Semplificazione /Transizione

Il binomio Transizione/Semplificazione, con annesse terminologie immaginifiche come modernità, sviluppo, decisionismo, ci accompagnerà per tutto il tempo necessario alla normalizzazione della messa in atto dei vari progetti del PNRR (Grandi Opere, Energia ecc.)

Nel linguaggio capitalista di Draghi e del suo staff, un nome a caso Cingolani, attuale Ministro alla Transizione Energetica, che fa un uso sovente e spropositato della terminologia Transizione (“Passaggio da una situazione a un'altra) e Semplificazione intesa come la velocità dei tempi in cui essa deve avvenire che, nel linguaggio semplice si traduce in nessun intoppo/problema/disturbo/nessuna opposizione.

Per l’uomo della Provvidenza, Draghi, l’uso dei Recovery Fund nel Sud, sempre in nome dello Sviluppo e della modernità, la questione meridionale è impostata come area geopolitica da conquistare a mò colonialista dal TAP, varie TAV, il Ponte sullo Stretto di Messina, altri allargamenti delle reti autostradali, depositi scorie nucleari ecc…, progetti ed opere che automaticamente provocheranno ulteriore degrado, scempio ambientale e militarizzazione del territorio.

Dallo “Stop Biocidio” del  Corteo di  Roma del 23 marzo 2019 alle recenti mobilitazioni planetarie del   Movimento «Fridays for future», quel che si sta evidenziando è la necessità ed il dovere, da un lato di impedire forme di aggressioni alla salute ed all’ambiente e dall’altro quello di porre la critica radicale allo sviluppo capitalista reo dello sconvolgimento e modifica  dei cambiamenti climatici che desertificano ed impoveriscono intere aree del nostro pianeta  come l’Africa dando origine, di conseguenza, agli esodi biblici verso le nostre coste trasformando i nostri mari in veri propri cimiteri.

Se alle problematiche ambientali si aggiungono le guerre, vedi la Siria lo Yemen, la Libia, l’occupazione Israeliana dei territori palestinesi e le continue rappresaglie della Turchia nel Nord della Siria,l’Afghanistan, la devastazione della Foresta Amazzonica, le fughe radioattive dalle Centrali Nucleari così come la corsa al  riarmo e le minacce dell’uso del nucleare militare per la risoluzione dei conflitti, è ancor più evidente l’instabilità degli equilibri geo/politici internazionali che contribuiscono a rendere ancor più fragile il nostro pianeta.

Dalle mobilitazioni dell’intera galassia dei vari movimenti, che esprimono di fatto una critica radicale allo sviluppo capitalista oltre al migliorare la qualità della nostra vita (dal cibo che ingeriamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo) congiuntamente al  bisogno della pace rifiutando le guerre, sono tutte tematiche che rappresentano il filo conduttore che anima e dovranno animare le tantissime mobilitazioni in atto nel mondo.

Per ridurre i danni dello sviluppo del capitalismo in Italia…

Riproporre le esperienze dei tanti Coordinamenti Salute-Ambiente presenti nei territori oltre a porre come priorità le tematiche dirompenti quali la salute, l’ambiente, lavoro eco-compatibile.

Coordinamenti o reti capaci di esprimere il bisogno delle Comunità, di porsi come soggetto politico-esistenziale come vero referente dei conflitti da cui è possibile ripartire per costituire un vero fronte d’opposizione socio politico nel paese, vista anche la poca sussistenza delle forze politiche di sinistra/sinistrate.

Con le Comunità locali per determinare un umus politico di ampio respiro nazionale  necessario oggi non solo per fronteggiare l’attuale fase storica/politica molto delicata che sta attraversando il nostro paese ma anche per marcare le contraddizioni ed ambiguità e le distinzioni ed il non essere “Tutti sulla Stessa Barca “ con i  neo assertori della green economy.

Non si può essere insieme con chi è a favore della TAV, delle trivelle, delle mega Centrali Termo Elettriche con la cementificazione selvaggia con le servitù militari in Sardegna e Veneto, con chi fa dell’ambientalismo di facciata, prettamente ad uso mediatico per conquistarsi una verginità politica.

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