Treni e guerre

 

Gli esportatori di civiltà ieri

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Gli esportatori di civiltà oggi

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Mediaticamente il Riesumare la simbologia sobria e pacifica dei treni da parte dei moderni “esportatori di civiltà, nell’attuale conflitto russo/ucraino,“serve non solo a far veicolare un immagine pacifica e consolidata della moderna Santa Alleanza (sua maestà NATO) ma anche a legittimare decisioni, in materia geo-politca-militare, che causeranno solo tragedie per l’umanità, cosi’ come avvenne in passato con i due più tristemente famosi utilizzatori di treni specie nella tratta Roma-Berlino nelle varie andate e ritorno.

Che l’imperialismo americano abbia messo in atto e dato vita ad una vasta operazione militare su scala globale, in funzione anti Cina e Russia, per imporre e legittimare le politiche egemoniche neo-liberiste su scala planetaria, era evidente già dai primi vagiti ed esternazioni di Biden, a poche ore della sua elezione, con il motto “Gli Stati Uniti Sono Ritornati”.

E’ ancor più evidente, nell’attuale conflitto russo/ucraino, il trascinare gli stati europei e non solo appartenenti alla NATO, in un conflitto mondiale per il quale incombe anche con la minaccia di usare l’atomica, non su modello Hiroshima/Naghasaki, a raggio limitato.

Nel preoccupante quadro geopolitico sopra riportato quel che appare strano ai più dei compagni è il non protagonismo e la non incidenza, sia su scala nazionale che internazionale, dell’intero arco del movimento pacifista, ambientalista, così come dell’associazionismo impegnato, prima del conflitto, per l’accoglienza dei migranti che, tra l’altro continuano purtroppo a morire nei nostri mari, trasformati in cimiteri a cielo aperto.

Il silenzio assordante dell’Associazionismo italiano

Nonostante Draghi abbia trascinato il nostro paese in guerra contro la Russia, assumendone addirittura il ruolo di capofila nella a ormai Santa Alleanza in funzione anti russia/cina ecc., l’umanità ambientalista-pacifista, seppur variegata, resasi protagonista nel recente passato di tante mobilitazioni, sembra essere narcotizzata come se non avesse ancora la percezione che la nazione italiota è in guerra, con una economia di guerra e con la dichiarazione del Governo dello stato di emergenza di guerra .

In varie parti d’Italia si stanno svolgendo delle mobilitazioni, per l’uscita dell’italia dalla NATO, contro l’invio delle armi all’esercito ucraino ma che sono espressioni limitate a qualche comparto delle componenti sindacali di base, formazioni politiche minoritarie come il il P.C. di Marco Rizzo, CARC e del variegato mondo della Rete Contro il Green Pass.

Fortunatamente le mobilitazioni popolari di Coltano e Teulada mantengono vivo il rifiuto della guerra, delle servitù militari e militarizzazioni dei territori che compensano in parte il ridimensionamento delle mobilitazioni di solidarietà internazionaliste nonostante le continue aggressione dell’esercito sionista alle comunità palestinesi così come le aggressioni dell’esercito e formazioni mercenarie contro le comunità kurde i bombardamenti in Yemen ecc…..

Il paradosso della fase, a cui noi come militanti stiamo assistendo, percependolo anche dalle varie mobilitazioni (non tante a dire il vero) di questi mesi sia localmente che a livello regionale, è rappresentato dal fatto la maggior parte della gente comune rifiuta la guerra, ha seri timori di una escalation mondiale per colpa dall’ingerenza USA/NATO.

La maggior parte della gente ha la percezione/preoccupazione dei guai e disastri che saranno causati dalla dichiarazione di guerra dell’Italia alla Russia e per quel che succederà economicamente a discapito della povera gente della salute e della natura.

Dopo la Pandemia e la Guerra ci mancava solo la siccità, sembra quasi assistere alla profezia delle piaghe dell’Egitto come citate nella Bibbia, però laicamente possiamo affermare che le piaghe su scala planetaria sono le piaghe causate dal capitalismo e dal profitto attraverso lo sfruttamento irrazionale delle risorse ambientali ed umane del nostro pianeta attraverso il dominio perpetrato con l’uso della guerra.

Da Tabacci ,Di Maio Letta,Meloni e feccia varia alle maggiori testate giornaliste e delle televisioni sia pubbliche che private quello che fa inorridire è la giustificazione della guerra come difesa dei modelli occidentali e della civiltà dai barbari russi e cinesi.

L’uso improprio, ai fini belligeranti, dei termini civiltà/modernità, avrebbero dovuto almeno far indignare la maggior parte di storici, filosofi, sociologi ed antropologi, (dalle università alle scuole medie superiori) anche per il rispetto della deontologia professionale e /o codice etico per rispettive materie che insegnano nelle scuole ed atenei .

Fanno il deserto e la chiamano civlità

Le peggiori tragedie a cui la nostra umanità ha assistito dalle Crociate al Nazismo/Fascismo sino ai storia recente Iraq, Jugoslavia, Palestina, Kurdistan dai Potenti sono state sempre giustificate dalla esportazione della/e civiltà per cui i peggiori tiranni si travestivano da “portatori/di modelli socio relazionali da imporre con tutti i mezzi necessari quindi anche con l’uso della forza applicata con le armi, poichè “Gott mit uns (Dio con noi)“ .

In ricordo di Dario Paccino…