Solidarietà al C.S.A. Askatasuna di Torino ed ai Dirigenti Sindacali del Si.Cobas e dell’Usb di Piacenza!

 

Cosi come per il Movimento dei Disoccupati di Napoli anche per i Militanti del C.S.A. Askatasuna di Torino e i dirigenti sindacali di Piacenza l’accusa ancora una volta è quella di “Associazione a Delinquere”.

Il messaggio che le diverse procure vogliono far passare è chiaro: chi lotta è un criminale, chiunque si organizza è un criminale!

Si è considerati criminali semplicemente per non aver abbassato la testa ed essersi organizzati per opporsi alle politiche del governo e dei padroni, o per aver lottato per costruire delle condizioni di vita migliori per le classi lavoratrici, praticando forme storiche di lotta che vengono eguagliate ad atti di delinquenza comune: gli scioperi e i picchetti per un salario adeguato sarebbero diventati atti “estorsivi” secondo qualche procura.

Seguendo questa linea un corteo e un blocco stradale possono essere equiparati ad un sequestro di persona, per non parlare poi dei diversi interventi repressivi previsti verso chi esprime qualsiasi forma di dissenso previsti dai vari Decreti Sicurezza di Minnitiana, Renziana e Salviniana memoria il cui unico obiettivo è zittire chi alza la voce e rivendica un domani migliore.

Trasformare cortei, picchetti, blocchi stradali e lo sciopero in reati di delinquenza comune ed associativa rappresenta la più becera opera di criminalizzazione del dissenso.

Opera a noi tristemente nota, in quanto i movimenti di lotta dei disoccupati in Campania sono stati oggetto di queste accuse infamanti più volte nel corso della loro storia: dalla compagna Consiglia ed i disoccupati di Napoli ed Acerra arrestati nel Febbraio 2014, fino ad Eddy e gli altri compagni dei giorni nostri.

La guerra e la crisi in atto si traducono, da un lato nel peggioramento delle già nefaste condizioni di vita di una gran parte della popolazione, dato l’aumento dei beni primari causato dall’inflazione, dall’altro in un'offensiva sempre più dura verso chi lotta e chi tiene alta la testa.

Le accuse infamanti rivolte alle compagne e ai compagni del C.S.A. Askatasuna ed ai Dirigenti Sindacali del Si.Cobas e dell’Usb di Piacenza fanno pensare per tanto ad una guerra preventiva interna per reprimere ogni forma di conflitto sociale derivante dalle misure economiche finanziarie che vorrebbero far pagare alla povera gente i costi della guerra e delle loro nefandezze. Per questo è necessario mobilitarsi a sostegno delle nostre compagne e continuare a tenere alta la testa perché altrimenti il nostro più grande reato sarebbe solo quello di non lottare!

L’unica associazione a delinquere: Stato e Padroni!

C.S.A. Jan Assen