Sfiorata la tragedia a Salerno

presidio disoccupati

 

Venerdi 13 Dicembre 2019, sfiorata la tragedia a Salerno.

Alberi caduti ed allagamenti in tutta la città.

Quel che accaduto nel pomeriggio di Venerdi 13 Dicembre con allagamenti e caduta di alberi che per puro caso non hanno causato vittime, deve necessariamente non solo farci riflettere ma deve anche porci il dovere di impegnarci per imporre politiche tese alla salvaguardia dell’ambiente ed alla tutela della pubblica incolumità.

Il dovere di noi tutte/i, visto che viviamo ed abbiamo deciso di vivere nella nostra città, è quello di determinare e contribuire a migliorare la condizione di vita della nostra comunità in quanto sia storicamente che sino a qualche anno la sinistra rivoluzionaria/antagonista locale ha avuto le capacità di incidere sia nel mondo del lavoro (sanità, comune), nella difesa dell’ambiente e dei diritti che nell’ambito culturale, riuscendo ad emancipare un cospicua parte della comunità salernitana.

I vari Movimenti di Lotta per il Lavoro, dagli anni 70 sino alla fine degli anni 80, creati e diretti dalle/i militanti della sinistra rivoluzionaria ed antagonista salernitana hanno permesso e garantito il diritto al lavoro a più di duemila disoccupati impedendo sia la privatizzazione dei servizi pubblici, garantendone sia la funzionalità e gratuità degli stessi, specie per le fasce sociali più disagiate, che la difesa dello Stato Sociale. 

Nel Venerdi nero del 13 Dicembre scorso a Salerno dagli sguardi della gente che si trovava in strada, che aveva trovato rifugio nei bar, nei magazzini si palesava incredulità e paure di fronte all’evento climatico di tale e seria portata.

La gente semplice, non politicizzata, anche come reazione emotiva ai momenti di paura, dava le responsabilità sia ai mutamenti climatici che stanno pericolosamente modificandosi che alla mancanza della manutenzione del nostro patrimonio ambientale, del verde pubblico nonché della rete fognaria.

Nella nostra città, specie in questi ultimi tre anni sulle problematiche legate al lavoro ed alla salute vige una coltre omertosa facilitata anche e principalmente dalla totale assenza di Movimenti di Lotta per il Lavoro e dal disimpegno palese di un’area della sinistra che ha totalmente delegato alle forze politiche e sindacali, divenute autoreferenziali e totalmente slegate dai bisogni reali della stragrande maggioranza della nostra popolazione che vive in forte precarietà.

Quel che sconcerta di più è l’assenza di indignazione verso il verificarsi dei tristi primati raggiunti dalla nostra città, al livello nazionale, sia per la qualità della vita che per i diritti negati, in primis il lavoro, così come l‘altro triste primato legato al fenomeno migratorio di nostre/i concittadine/i verso il Nord ed all’estero.

Fenomeno migratorio che colpisce anche tante/i compagni, con le conseguenziali ricadute negative in quanto riducono il numero di una umanità militante.

Quanto evidenziato sopra ed in mancanza di opposizione e di visibilità della stessa, contribuisce al fenomeno descrittivo della nostra città come “babba”, “plebea” fatta solo per anziani, bambini, raccomandati e malandrini.

Mentre in Cile e nei sud del mondo scoppiano le rivolte contro le precarietà e contro le privatizzazioni dei servizi pubblici, nella nostra città regna la narcosi, la sfiducia, e la sempiterna immancabile delega e richiesta di favori verso i “soliti autorevoli” rappresentanti politici.

 

Usciamo  dalla narcosi riprendiamoci le strade e  le piazze!

 

È da qualche settimana che a Salerno una rete costituita da lavoratori, lavoratori precari, pensionati e disoccupati si sta riunendo con il proposito di riavviare nella città un serio dibattito sul lavoro, attraverso anche iniziative, compresa anche quella del 13 Dicembre scorso che prevedeva una pubblica assemblea nella zona orientale di Salerno, iniziativa per altro vietata dal facente funzione di Sindaco ed impedita dal bruttissimo tempo.

La motivazione, ridicola, legata alle Luci d’Artista, del divieto di svolgere l’iniziativa pubblica, aveva una funzione “anti/pedagogica” ”inculturale” o meglio diktat imperiale che tende a sancire che sulla mancanza di lavoro nella nostra città non se ne deve minimamente neanche porre un  accenno.

I componenti della Rete, nonostante tutto, comunque si sono ritrovati nella Piazza di Pastena resa desertissima dall’acqua alta a mò di una laguna veneta assistendo al crollo di un albero  che fortunatamente ha colpito di striscio una macchina ed in questo scenario storicamente stazionava la volante della polizia ed personale della DIGOS pronti a far rispettare il diktat che solo dei pazzi con quel tempo potevano violare.

I propositi della Rete sono tesi non solo a riproporre un Movimento di Lotta per chi un lavoro non lo ha ma anche per dare dignità a chi ha un lavoro precario malpagato e ricattato.

Questi sono alcuni dei motivi che necessitano del sostegno individuale e soggettivo di tutte/i noi affinché si riesca a scalfire non solo il muro di gomma, di rassegnazione intorno alla problematica del lavoro ma anche per  rilanciare un vero movimento di lotta contro la privatizzazione dei Servizi e per il ripristino dello Stato Sociale.

Un Movimento in grado di dare un serio contributo alla salvaguardia dell’ambiente, della salute partendo proprio dalla ripubblicizzazione di quei servizi atti alla manutenzione del verde, dell’intera rete fognaria, alla salvaguardia delle colline, che possa ridurre i danni provocati dalla urbanizzazione selvaggia, dalla cementificazione che amplificano e rendono più devastanti le mutazioni climatiche causate dallo sviluppo irrazionale del capitalismo.

Sosteniamo tutte/i l’appello lanciato dalla Rete, nubifragi permettendo, la prossima iniziativa pubblica sul lavoro che si svolgerà nel mese di Gennaio sempre in Piazza Caduti di Brescia (ex piazza Largo Prato) di Pastena.

Contribuiamo tute/i alla reazione di un forte Movimento di Lotta per il Lavoro e per difendere la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

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