Scuola Diaz – La Corte di Strasburgo condanna l’Italia per tortura

Caruso

Sono quasi 50 anni che l’Italia è condannata dalla Corte di Strasburgo.

L’Italia è stata condannata numerose volte non solo per il reato di tortura che ancora oggi viene consumato nelle caserme di Polizia, Carabinieri e nelle carceri italiane. In quasi mezzo secolo, oltre al reato di tortura, l’Italia è stata condannata per la negazione della libertà di stampa, di pensiero, per i maltrattamenti all’interno delle istituzioni totali (carceri e manicomi) e per come si rapporta con il fenomeno migratorio.

Tutto ebbe origine il 22 Maggio 1975 quando il parlamento approvò la legge Reale n°152!u001   

La legge prevedeva l’introduzione di diverse modifiche, fra cui quelle volte a determinare un ampliamento dei casi di uso legittimo delle armi per le forze dell’ordine, la possibilità di perquisizioni d’urgenza non autorizzate, fermi preventivi di 48 ore, il divieto dell’uso di caschi durante manifestazioni, determinando maggiori poteri per la polizia e diversi canali processuali speciali.

Poi venne Kossiga con la Legge n° 16 del 6 febbraio 1980, converte un decreto legge del 1979. u002

Di seguito alcuni punti:
Art. 3, il nuovo reato per associazione ai fini di terrorismo con condanne che si aggiungono a quelle per il reato di associazione sovversiva, l’aggravante del reato di terrorismo, che prevale sempre su qualsiasi circostanza attenuante; L’art. 6, norma che rimarrà in vigore per un anno: il fermo per individui che stanno per commettere un reato legato al terrorismo per 96 ore. L’art.9, estende i poteri di perquisizione e la permette per causa d’urgenza anche senza il mandato del magistrato competente
; L’art.10, in casi riguardanti il terrorismo, estende di un terzo il periodo massimo di carcerazione preventiva a ogni fase di giudizio; 
Incentivo per il pentitismo, con sconti di pena per chi collabora con la giustizia. “Una grande retata che a sorpresa nella Pasqua del 1979 portò in carcere decine di militanti e soprattutto i vertici di Autonomia Operaia. Fu il giorno degli arresti dei principali esponenti di quell’area, il 7 aprile, a dare il nome all’inchiesta per associazione sovversiva condotta dall’allora pm di Padova Pietro Calogero, che emise in tutto 22 mandati di cattura”.

u003 Il 7 Aprile di 36 anni fa del 1979, successivamente al teorema contro gli anarchici per la strage di Piazza Fontana che portò in galera Pietro Valpreda, a seguito delle varie leggi speciali (Reale -Kossiga) fu messa in atto un’operazione politica militare ai danni dell’Autonomia Operaia.

Da allora in Italia è stato sempre legittimato il permesso non solo di reprimere ogni forma di opposizione socio politico culturale, ma anche l’utilizzo di ogni metodo repressivo compreso la tortura.

Per la memoria storica:
Il clima repressivo di quegli anni dal ’77 a metà degli anni ottanta fu permesso, suggerito e sostenuto da quella forza politica (il P.C.I.) costituente l’allora Governo Ombra, con il giovane segretario della F.G.C.I.  un certo Massimo D’ Alema. Oggi il suo degno erede si chiama Matteo Renzi.

Per le nuove generazioni:
Proprio per la memoria storica, stiamo sempre attenti ai Decreti Antiterrorismo e, per una corretta pedagogia politica, è sempre d’obbligo fare delle gran tirate d’orecchio agli eredi della forza politica di allora. Non solo per quello che in passato hanno combinato ma per quanto, per il loro trasformismo camaleontico  della politica, continuano ancora a perpetrare…

 

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