Scavate case rosse…la centrale non si farà!

Dedicato a chi non ha memoria…

…a chi, in questa città (Salerno) facilmente dimentica…

La destra cresce e il deserto aumenta intorno alla disperazione della gente!

La Centrale Termoelettrica non sorgerà più in località Scavate Case Rosse (Pontecagnano Salerno). La Energy Plus ritira il progetto. Evviva! Evviva!

vediamo…

Doveva sorgere a poche decine di metri dai primi nuclei abitativi, dalla rete ferroviaria, dalla tangenziale, a duecento metri, in linea d’aria, dall’Ospedale San Leonardo, dal carcere di Fuorni, dal Rione Ponticelli di Fuorni, da Fuorni e da Pontecagnano.

La Centrale doveva insediarsi in un contesto abitativo dove 50.000 esseri umani sarebbero stati costretti a inalare e ingoiare prodotti del completo ciclo nocivo della politica dell’incenerimento e similari.

Il pesante traffico automobilistico (molte abitazioni sono situate in prossimità delle uscite della Tangenziale e dell’Autostrada), da quelle fabbriche che di notte soprattutto accendono i forni, e ancora dalle ciminiere che danno vita a strani fenomeni (fiumi grigi tendenti al nero, dal Cementificio, dagli olezzi di Ostaglio e Sardone e per completare questo tetro ciclo mancavano allora nell’elenco, ma è questione di poco tempo, la Centrale Termoelettrica e “dulcis in fundo” l’inceneritore.
Per onestà ideologica, per la cronologia storica degli avvenimenti e trasformazioni che attualmente, in bene o in male, stanno condizionando le nostre vite e quelle delle nuove generazioni, risulta necessario riflettere e discutere, all’interno di tutto l’arcipelago della Sinistra e Centro Sinistra, delle miopie politiche e sugli errori, da non ripetere, di quelle componenti politiche che hanno guidato le rispettive amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali.

Queste dovrebbero fare una seria autocritica sia sulla problematica dei rifiuti che su quella energetica, per non parlare del problema lavoro, scuola, sanità, e su come hanno applicato il famoso concetto di “sviluppo neoliberista” ai nostri territori.

La riflessione e l’autocritica sono doverose per dare una spiegazione a quelle generazioni di uomini e donne salernitane che sono pervase da una voglia di fuggire dalla nostra città, da territori ameni, invidiati da tutto il mondo per le proprie caratteristiche climatiche e ambientali.

Sempre per onestà e per un’obiettiva rilettura cronologica, i protagonisti di allora, come il Sindaco De Biase ed i rispettivi Assessori di “Sinistra” ( Rif. Comunista , Verdi, ecc…) dovrebbero magari, se non chiedere scusa, ma almeno fare critica a se stessi per i comportamenti avuti nei riguardi del giornalista e scrittore Andrea Manzi, all’epoca direttore di Telecolore, ai compagni e alle compagne del Centro Sociale Asilo Politico, alla Rete degli Studenti, al Coordinamento Salute Ambiente di Salerno, alle Rete del Sud Ribelle, allo scienziato Paul Konnet di Chicago, agli abitanti di Scavate Case Rosse, ai Comitati di Pontecagnano, alla scrittrice Laura Corradi, e a quelle donne e uomini di scienza, di medicina e di cultura che si schierarono contro l’eco mostro, poiché fatti oggetto di forti attacchi mediatici.

Attacchi provenienti dagli schermi televisivi e dai giornali, quando allo scherno e alla derisione si aggiungevano le incitazioni alla popolazione al linciaggio verso quei portatori di idee, etichettati come untori/portatori di peste, di Manzoniana memoria, che impedivano il progresso, così come gli appelli alla tolleranza zero verso le forze di polizia nei confronti di chiunque manifestasse contro la Centrale Termoelettrica.

Non è polemica, non è per spirito di riscatto per quello che abbiamo subìto allora, i cui segni sono ancora tangibili, ma per un dovere di onestà politica/ideologica rivolta alla storia della nostra comunità che vede trasformarsi sia visivamente che urbanisticamente, per scelte giuste per la maggior parte delle persone ed opinabili per coloro che non comprendono come mai dei fenomeni normali e naturali, come la pioggia, si possano mutare in fenomeni nocivi e nefasti (scioglimento dei ghiacciai, effetto Serra e la conseguente desertificazione di ampie aree geografiche). Tutte queste catastrofi insieme alle guerre causano i grandi esodi migratori verso l’Occidente che con il suo “modello di sviluppo” costituisce una seria minaccia di morte al nostro pianeta.

Noi quasi 8 anni fa ponemmo una seria e forte opposizione alle scelte politiche economiche di allora e sul modello sviluppo/neoliberista applicato al nostro territorio. Oggi abbiamo seri timori che quelle forze politiche, molto modificate nel tempo, che colpite dalla malattia del camaleontismo, che per alcuni causa l’estinzione per altri si manifesta con ripetuti passaggi di colore (dal rosso al nero, dal nero al bianco), possano riproporre scelte scellerate sulla base di un modello di sviluppo già condannato dalla storia.

La destra cresce e il deserto aumenta intorno alla disperazione della gente!

C.S.A. Asilo Politico
Ass. Culturale Andrea Proto
Centro di Documentazione Giovanni Marini
Rete Studenti Salerno

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