Le rivolte contro le povertà.
Le ribellioni in atto dal Cile al Sud del mondo, mentre il Capitalismo, reo della precarietà in cui versa il 70% dell’umanità del pianeta, festeggia il 30°anniversario della caduta del Muro di Berlino e si appresta a festeggiare il 70°anniversario della NATO .
La repressione in Cile :
- 23 Morti, tra cui un bambino;
- 2.000 Feriti;
- 26 persone hanno perso la vista per i proiettili di gomma da 9 millimetri sparati ad altezza uomo dalla polizia cilena;
- 177 feriti sempre da proiettili di gomma;
- numero incalcolabile di arresti, denunce di violazioni dei diritti umani, casi di torture, praticati dai carabineros e dalla polizia cilena.
Nonostante la repressione del Governo, in stile nostalgico golpista Pinochettiano, da più di un mese le manifestazioni contro il carovita e la povertà continuano.
Le rivolte, le barricate ed i cortei non autorizzati e le forme di autodifesa vanno avanti e vedono come principali protagonisti giovani ed adolescenti.
Studenti, non solo universitari anche delle scuole medie superiori e delle medie manifestano contro l’aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana, contro la precarietà ed impoverimento del 70% del popolo cileno a fronte del 30% che beneficia di tutto.
Nelle rivolte contro l’aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana, asse scatenante delle rivolte, si aggiungono il rifiuto e le rivendicazioni contro la privatizzazione della scuola, della sanità e la negazione dei diritti alla stragrande maggioranza del popolo cileno.
Le rivolte non si verificano solo nello stato cileno ma anche in altre capitali dei principali Stati Latinos, oltre Santiago del Cile, Equador con San Francisco de Quito, per non dimenticare il Brasile e l’Argentina.
Qualche mese fa in 80 città del Brasile, insieme alle Indios dell’Amazzonia ci sono state le proteste contro contro i tagli all’istruzione e le misure di bilancio annunciate dal governo di Destra brasiliano/brasiliota.
Ma scenari di rivolte non si verificano soltanto in America Latina
Anche in altre capitali del mondo come Beirut in Libano, Egitto, Iraq sino a Barcellona e la Francia con i Gilets Jaunes i focolai di rivolta stanno scuotendo lo scenario politico internazionale, i mercati internazionali, le gendarmerie internazionali del FMI e BCE ed i sostenitori principi del neo-liberismo, principali responsabili delle diseguaglianze sociali nel mondo che stanno alla base delle varie rivolte che si stanno verificando in varie aree geografiche del pianeta.
Rivolte e ribellioni che avvengono in un contesto internazionale contrassegnato da una delicata e preoccupante fase di stagnazione in cui versa il Capitalismo dalla fine della “Guerra Fredda/Crollo del Muro di Berlino” che avrebbe dovuto dare il via a un periodo di prosperità capitalista condizione che avrebbe permesso all’umanità intera di “vivere in pace, felicità e ricchezza”.
L’immaginifica ed illusoria prospettiva di ”Pace e Felicità“ del post crollo del Muro per l’intera umanità permessa dall’impressionante opera di bombardamento mediatico degli assertori del capitalismo sostenuti come al solito dagli illusi/miopi rappresentanti di un pensiero democrat/pseudosinistra e pacifista, crollò dopo qualche anno.
Immediatamente all’ammainare della Bandiera rossa dal Cremlino nel Febbraio 1991 corrispose lo scatenarsi del terzo Conflitto Mondiale in Iraq, dando inizio così ad una fase storica contrassegnata dalla ripresa di guerre imperialiste/colonialiste (ex Jugoslavia, Ruanda, Siria, Yemen, Libia, Medio Oriente…) per le quali a tutt’oggi ne subiamo le gravi conseguenze con esodi biblici migratori e distruzione ambientale.
Dal Crollo del Muro di Berlino di 30 anni fa che doveva dare inizio nel mondo ad un’era improntata sulla pace senza più guerre, diseguaglianze e rispetto dei diritti e delle libertà dei popoli, a quante falsità ed ipocriti festeggiamenti per la vittoria dell’unico pensiero e modello economico relazionale, il Capitalismo, abbiamo assistito?
Pensiero Unico globalizzante imposto con le guerre e le minacce del ricorso all’uso del Nucleare posta come spada di Damocle sulla testa di quei popoli che ambiscono all’autodeterminazione che non riconoscono la NATO (sono in procinto i festeggiamenti del 70°anno dell’esistenza della NATO) e l’Imperialismo USA e dei suoi stati fedeli (Israele-Turchia).
Le Poltiche imperialste USA, dopo le elezioni di Bolsonaro in Brasile e di altri Presidenti della Repubblica, tutti di Destra, in vari Stati Latinos non disdegnano di sostenere, finanziare Colpi di Stato, non ultimo quello recentissimo avvenuto in Bolivia.
Da quel crollo del Muro di Berlino, tanto decantato come simbolo di negazione e limitazione delle libertà, quanti muri, quanti simboli di negazione dei diritti e delle limitazioni delle libertà si sono eretti nel mondo dal quel 1989 al 2019?
Si parla almeno di 80 muri eretti nel mondo tra cui quelli più significativi 22 tra i quali spiccano sia il Muro dell’Apartheid realizzato da Israele nei territori palestinesi della Cisgiordania allo scoppio della Seconda Intifada che quello eretto alla frontiera tra gli USA ed il Messico.
Quanti ridisegnamenti di confini mediante filo spinato nella moderna “civile” Fortezza Europa “quante barriere illegali di vario genere sono state edificati già in sei Paesi dell’Europa Centro Orientale a partire dall’Ungheria per non parlare di quel Muro, al costo di 20 Milioni di Euro, che la Francia e la Germania stanno costruendo per impedire ai disperati ammassati nella cosiddetta “Giungla di Calais” di dirigersi verso il Regno Unito? “.
Mentre il 70% dell’umanità è sulla soglia della precarietà e povertà e l’eco-sistema ambientale del nostro pianeta è in serio pericolo, i principali responsabili di tali disastri umanitari si sono prodigati festeggiare il 30° l’anniversario del crollo del Muro di Berlino ed ora si apprestano a festeggiare il 70°anniversario della NATO!
Risulta quindi ovvio fare riferimento agli Stati Uniti d’America, Ghota del Capitalismo internazionale, ed alle politiche economiche di Obama e Trump, entrambi Presidenti degli Stati Uniti d’America che, nonostante le palesi diversità culturali, ideologiche e comportamentali , rappresentano entrambi l’espressione politica dello spirito del capitalismo del nostro tempo.
- Accedi o registrati per poter commentare
