Regali a Salvini
Non facciamo più regali a Salvini…come quello fatto dal marito dell'ex ministro Kyenge :
<<«Mi candido per la Lega di Salvini», «sono persone perbene quelli della Lega», «sono a favore dello slogan "aiutiamoli a casa loro">>.
Sono diverse, purtroppo, le regalie ad uso mediatico fatte a Salvini come quelle di immigrati dietro striscioni della Lega, i pseudo bagni di folla nei quartieri popolari meridionali con i selfie con mamme, bambini e con la presenza sempre ragazzi di colore, una vera manna per il leghista per l’uso politico/mediatico, nonché personale, che lo porta ad essere attualmente nel massimo gradimento come politico sia in Italia che all’estero…
...roba da non credere ma è così...
Per contrastare Salvini, inoltre, non sono sufficienti le manifestazioni di umana solidarietà che avvengono, tra l’altro, sempre in occasioni emergenziali come quelle della Sea Wacth e/o stragi di emigranti così come sono deleterie le prese di posizione di forze politiche da
La manifestazione nazionale indetta C.G.I.L. - C.I.S.L. - U.I.L di Sabato 9 febbraio a Roma , va nella direzione politica sopra citata seppur camuffata dai sempiterni proclami/slogans sui quali figurarsi non trovarsi d’accordo <<contro la manovra penalizza non solo lavoratori, pensionati, donne e giovani perché incapace di rilanciare l'economia e contrastare l'aumento della disoccupazione, soprattutto quella giovanile e femminile, ma che avrà ricadute nefaste in quanto priva di un progetto organico di crescita del Mezzogiorno>> dimenticando come i filo padronali sfacciati C.I.S.L. e U.I.L. ed i neoliberisti dal volto “umano“ C.G.I.L. si siano resi complici nell’opera di disarmo reale del Movimento Operaio e Sindacale.
I peggiori accordi antioperai, la privatizzazione della cosa pubblica, la gestione del mercato del lavoro consegnato alle Agenzie Interinali ed alle segreterie politiche che nel cancellare e sostituire il ruolo degli ex Uffici di Collocamento (gli attuali Centri per l’impiego) hanno totalmente stravolto le regole costituzionali sulla trasparenza degli inserimenti lavorativi e determinato la sudditanza totale del lavoro ai programmi e proclami governativi.
Il movimento dei lavoratori del pubblico e del privato deve restare in attesa del neo segretario della C.G.I.L. che segni una controtendenza per una reale ripresa del fronte di una opposizione sociale nel nostro paese?
Se i presupposti sono quelli della manifestazione del 9 Febbraio, Salvini e la Destra “CAMPERANNO CENT’ANNI”
Non solo vivranno a lungo ma non sappiamo neanche gli scenari che ci attendono, sia per i contesti internazionali, a tal propo
Negli scenari internazionali irrompono le
Così come è importante comprendere la riforma delle Regioni, mancano pochi giorni alla scadenza prevista per presentare al Presidente del Consiglio le intese sull’autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e, non è ancora chiaro su quante risorse verranno trasferite dallo Stato alle Regioni, si parla di 21 miliardi di euro da trasferire alle Regioni del Nord.
L’obbiettivo di come smontare l’architrave repressivo della Legge Salvini, diretto ai movimenti di lotta ed alla sinistra anche attraverso l’uso dell’arma di distrazione di massa degli immigrati, e di spazzare via l’oscurantismo socio-politico-relazionale che predomina e condiziona il nostro attuale quotidiano con il timore non solo della sua longevità ma anche del divenire sistemico si dovrebbero evitare altre regalie a Salvini.
Per le considerazioni sopra riportate i vari comitati contro la Legge sulla Sicurezza di Salvini debbono saper articolare, in ambito territoriale, movimenti d’opposizione dando priorità alle politiche sul lavoro e tematiche sociali, in grado di controvertire l’attuale stato pachidermico dell’intera sinistra sapendosi inserire anche nel clima di aspettative e di speranze di milioni di persone derivanti dal Reddito di Cittadinanza e dal Prepensionamento nel Pubblico Impiego e nel privato.
Localmente le compagne/i sia disoccupate/i, precari che svolgono lavori a nero e schiavisti in prima persona debbono creare Comitati e Movimenti di Lotta per il Lavoro, che nel determinare vertenze locali non solo riaprono seriamente un vero dibattito sul problema lavoro ma diventano riferimenti per quei strati sociali sino a poco tempo fa nostri referenti e attualmente propensi, per l’assenza di una vera opposizione politica in Italia, ad essere attratti dai messaggi “Prima di Tutto gli Italiani“ e robacce varie.
Per quanto riguarda sempre la nostra città sarebbe da stupidi ed autolesionisti delegare ai Cinque Stelle, Salvini e lasciare tranquillo De Luca ed Org. Sindacali nella gestione del Piano Lavoro che sulla carta prevede Diecimila Posti di Lavoro nella Regione Campania.
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Piano Regionale sul Lavoro che prevede, sulla carta, 10.000 assunzioni nel Pubblico Impiego tramite Corsi di Formazione;
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Centinaia di posti di lavoro che si libereranno nell’Ente Comune per le centinaia di pensionamenti anche per la quota cento.
Due occasioni per rimettere in moto un vero Movimento di Lotta per il Lavoro che se non in grado di impedire ma almeno riduca i danni di una gestione privatistica e clientelare dall’attuale potere politico locale su tali assunzioni.
Sarebbe un grave errore che la Sinistra salernitana non si attrezzi adeguatamente o che si ponga in modo approssimativo, superficiale e schizofrenico sulle ipotesi di acquisizione del diritto al lavoro e il Reddito di Cittadinanza.
Non creare movimenti e/o conflitti sociali per il lavoro e le problematiche sociali che attanagliano la nostra comunità, significherebbe aprire delle vere autostrade alle logiche repressive di Salvini dove a Campi Rom e Centri di accoglienza abbattuti con ruspe e deportazioni corrispondono solo sgomberi di Centri Sociali, vedi e l’Asilo di Torino, Centro Sociale dei compagni anarchici, ed aggressioni e repressione dei Movimenti che si oppongono alle Grandi Opere che risultano essere gradite a P.D. -
Un pensiero ed un sarcastico dubbio infine va rivolto alla Manifestazione nazionale indetta dalla Triplice Sindacale del 9 Febbraio a Roma ed all’asse Landini/Confindustria/P.D., visti gli stessi slogans e programmi legati agli investimenti, alle sensibilità verso il Sud, contrari ad ogni forma di assistenzialismo. Non è che forse noi tutte/i compagni non ci siamo accorti, in questi anni, che i padroni ed i fautori dello sviluppo degli investimenti siano addirittura d’accordo per la Riduzione dell’Orario di Lavoro a parità di Salario sia nel pubblico che nel privato in sintesi con Lavorare Meno Lavorare Tutti?
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