Reddito di Cittadinanza per tutti i disoccupati e precari salernitani!
Questo sabato i corsisti salernitani del progetto “conoscenza e lavoro” hanno fatto sentire la loro voce: durante il presidio in piazza Portanova hanno distribuito i loro volantini e col megafono hanno spiegato ai passanti i motivi della loro protesta.
Protesta che dura da anni!!! Chiedono ai principali rappresentanti delle istituzioni di utilizzare i fondi del Piano Regionale per il Lavoro impiegando i corsisti per lavori legati alla loro formazione: potrebbero essere utilizzati per monitorare i fiumi, riforestare e rafforzare gli argini dei torrenti, controllare e prevenire i disastri, intervenendo sul dissesto idrogeologico e morfologico del nostro territorio. Inoltre hanno ribadito ancora una volta la necessità di istituire il Reddito di Cittadinanza per tutti i disoccupati e precari salernitani!
Il sistema sociale ed economico italiano risulta essere fra i più escludenti dell’intero Occidente. Secondo i dati della Caritas, nel suo Rapporto 2011, intitolato “Poveri di diritti”, infatti, nel 2010 erano in Italia 8,3 milioni i cittadini che vivevano in povertà, pari al 13,8% della popolazione. Fra coloro che si rivolgono ai centri della Caritas, i giovani sono aumentati, dal 2005 al 2010, del 59.6% e tra questi il 76,1% non studia e non lavora.
Un contesto desolante, determinato senza dubbio dall’inazione di un sistema politico, nel suo complesso, inefficiente e sempre più sganciato da esigenze, aspirazioni e sentimenti dei cittadini, che è in realtà il principale responsabile di un disagio sociale che si aggrava ogni giorno di più.
Se non vogliamo che chi ci governa continui a degradare il clima del nostro Paese, sottraendo risorse al popolo, privatizzando i beni comuni e derubando del loro futuro le giovani generazioni, è necessario rilanciare proposte di ampio respiro, soprattutto sul terreno della distribuzione e della produzione del reddito per sfuggire al ricatto della povertà, dell’insicurezza, della precarietà e dell’esclusione sociale.
Di fronte a ciò, non basterà uno sciopero generale se non accompagnato da proposte utili come quella del reddito per tutte le disoccupate/disoccupati, al fine della riduzione dei danni provocati da politiche di governi scellerati e truffaldini; non basteranno cortei e forme di opposizione sociale se non si praticheranno, a partire dai territori, forme di politiche economiche comunitarie che possano determinare reali esempi di economie solidali, in piena autonomia dalle scellerate e classiste manovre finanziarie.
L’Italia, su questo tema come su altri, è su una posizione di estrema arretratezza. Infatti in tutta l’UE (tranne in Italia e Grecia) è riconosciuto un reddito minimo di cittadinanza (mediamente di 350 euro, più le spese per fitto alloggio), e il 20 ottobre 2010 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sul ruolo del reddito minimo nella lotta contro la povertà e la promozione di una società inclusiva in Europa.
C.S.A. Asilo Politico
Movimento dei corsisti salernitani
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