Il reddito di cittadinanza ed il T.A.V.

accozzaglia

 

Questi sono gli agnelli da sacrificare in Italia sull’altare della finanza e delle politiche neoliberiste dell’Unione Europea.

A pochi giorni dai risultati delle elezioni europee riecco il valzer dell’ipocrisia rappresentato dall’inizio di un nuovo clima politico elettorale della sempiterna campagna elettorale, questa tra l’altro, caratteristica tutta italiana.

Per quanto riguarda Salerno e la Campania non è una novità visto che le elezioni amministrative regionali, previste per il prossimo anno e con una campagna elettorale, tra l’altro, iniziata da un bel po’ anche se, gli scenari e gli equilibri politici italioti in caso di sconvolgimenti, a seguito dell’esito elettorale alle europee, i tempi delle elezioni potrebbero ridursi.

Il grande calderone del Neo Parlamento Europeo, con una maggioranza seppur risicata delle vecchie formazioni politiche PPE e PSE, con i sovranisti, gli euroscettici e una Destra Europea molto ringalluzzita che, tutti insieme ed appassionatamente, giurando  fedeltà alla B.C.E , mantengono in vita i dettami ed indirizzi delle politiche privatistiche e liberiste.

Al calderone europeo fa seguito quello italiano dove la fa da padrone il Salvini che, ringalluzzito dall’esito elettorale è intenzionato a portare a termine il programma politico che, con le autonomie regionali in salsa leghista, il decreto sblocca cantieri, il decreto sicurezza bis, la flat tax segnerebbe in Italia una svolta pericolosa, reazionaria con forti saldature tra politica, criminalità, media e piccole imprese ed apparati militari semi nostalgici.

Per quanto sopra evidenziato non è da sottovalutare il rifiuto a partecipare alla sfilata della festa della Repubblica dei tre generali, l’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa Vicenzo Camporini, il Generale Dino Tricarico ed il Generale Mario Arpino.

Inquietanti sono le motivazioni del loro rifiuto, con dichiarazioni che pongono l’accento sui mancati finanziamenti alle forze armate, sul taglio alle pensioni d’oro di generali ed alti ufficiali delle forze armate considerate dai protagonisti del rifiuto, vere..istigazioni all’odio di classe… e sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio giudicate “di vuoto pacifismo“  dichiarazioni  e comportamenti tutte pregnate da ideologie di destra da lobbyes tese a mantenere il ruolo di “apparati separati dello stato” svincolati dalle norme delle nostra Costituzione.

In questo confuso e pericoloso scenario politico nazionale spiccano le varie genialate di tutte quelle forze politiche e dei loro rappresentanti che rappresentano l’attuale “opposizione al governo giallo-verde” dal P.D. di Zingaretti alla Meloni di Fratelli d’Italia che chiedono le elezioni politiche anticipate.

Tutte le forze politiche “dell’opposizione” parlano con lo stesso linguaggio, tutte parlano delle imprese, sono preoccupate di fare figuracce con il Parlamento Europeo.

 

Siamo in presenza della nascita in Italia di un nuovo partito

"Il neo Partito del pil/spread/debito pubblico”

Da Salvini a Zingaretti, il Presidente della Confindustria Boccia, passando per il Segr. generale della C.G.I.L. Landini, tutti insieme vogliono politiche economiche dirette e gestite direttamente ed unicamente dai padroni, nessuno parla dello stato sociale ed individuano nel Reddito di Cittadinanza e nel TAV gli agnelli da sacrificare in quanto misure che negano lo sviluppo, fanno aumentare la recessione e impediscono l’occupazione .

Quando è il caso di dire “Sono tutti sulla stessa barca”

 

A margine di questo sintetico contributo ad una riflessione politica, una puntualizzazione bisogna farla ed è sul ruolo ambiguo che rasenta lo squallore del neo Segretario Generale della C.G.I.L.  che parla con la “ lingua biforcuta dei visi pallidi della Confindustria “.

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