Il perenne stato comatoso della sinistra salernitana

marx

 

(già sinistrata da almeno venti anni)

Era il 29 Settembre del 2015 quando come compagni del Centro Sociale Jan Assen distribuimmo e facemmo circolare, un documento dal titolo :

“Salerno città plebea e/o babba“

Il titolo aveva una funzione di stimolo utile ad avviare una doverosa e necessaria riflessione, anche in termini ricompositivi, per ridare vitalità e visibilità ad una sinistra locale, già sinistrata di per sé per via anche di tante scelte sbagliate e prassi politiche ambigue per le quali spicca per la sua negatività anche il ruolo avuto di Rifondazione Comunista in ambito locale, provinciale, regionale ed a livello nazionale.

Era sempre il 2015 quando uscirono i dati SVIMEZ riguardanti il posizionamento della nostra città, con annesso il territorio provinciale, nella triste classifica nazionale per la peggiore qualità della vita nelle città per:

  • “alto tasso di disoccupazione (un salernitano su due è disoccupato - uno su tre è emigrato al Nord e/o all’estero);
  • tasso di fallimenti e chiusure di attività commerciali ed industriali;
  • per numero elevato dei suicidi (70% derivante dalla povertà e/o precarietà);
  • per uso di droghe alcol ed antidepressivi;
  • per le tasse più care d’Italia, per i fitti di case e magazzini più cari d’Italia;
  • per la cementificazione e privatizzazione selvaggia del litorale marino”.

Le catastrofiche cifre ed tristi primati sopra evidenziati avrebbero dovuto, già 7 anni fa, suscitare nella sinistra locale almeno un po’ d’indignazione di dissenso a cui avrebbero dovuto contribuire, forze politiche, il mondo della cultura, organi dell’informazione compresi visto che, se il vivere quotidiano dei nostri concittadini è dettata dall’oblio e/o da una narcosi collettiva tutto ciò è permesso anche dal vuoto culturale dove l’informazione/disinformazione ha una certa importanza (berlusconi docet).

“Tutto questo, pur r/esistenti nella nostra città forme ed espressioni del pensiero critico e di opposizione politico, che, in termini molto resistenziali, quotidianamente debbono fare fronte all’opera di marginalizzazione, delegittimazione portata avanti da un ceto politico il cui ruolo è quello del mantenimento dello “status quo” compreso il mantenere in vita il comune senso del pensiero plebeo (lamentio, servilismo, le risse del sabato sera, ostentazione dell’effimero e chi più ne ha più ne metta...“

Da quel Settembre 2015 cosa è cambiato?

Assolutamente nulla, anzi è peggiorato tutto se si tiene conto della Pandemia, della dichiarazione di guerra della nazione italiota alla Russia e le controriforme reazionarie ed antipopolari del governo Draghi.

Nonostante tutti gli scenari catastrofici che peggioreranno le condizioni socio/economiche della povera gente, unitamente alle scelte repressive per prevenire ed affrontare ribellioni e movimenti di opposizione politiche e sociali (vedi il casi del C.S.A. Askatasuna di Torino e dei sindacalisti di base arrestati a Piacenza) nella nostra città sembra, specie per le nuove generazioni, non esserci la percezione, neanche esistenziale, di macigni che pioveranno sulle nostre teste.

L’Italia, catapultata in modo scellerato/pericoloso ed incosciente nel conflitto russo ucraino, ha assunto servilmente ai dettami USA/NATO addirittura il ruolo di capofila in un conflitto bellico teso anche ad un ampliamento, in funzione anticinese, su scala planetaria (Guerra Mondiale) con minacce dell’ uso anche di armi nucleari.

Draghi con la sua Agenda (programma politico/economico/finanziario) sostenuto e caldeggiato dai servi sciocchi Letta, Renzi, Calenda, Tabacci e l’intero arcipelago della Destra italiota, prevede l’uso del Nucleare Civile, stanziamenti di miliardi di Euro destinati all’industria bellica (corsa al riamo),che si tradurrà nell’ulteriore distruzione dell’ambiente, impoverimento massiccio della maggioranza della povera gente, restringimento sempre di più delle libertà ed agibilità politiche e culturali e libertà di stampa e di pensiero, ecc…potremmo continuare all’infinito su quel che ci aspetta.

Le contraddizioni della sinistra salernitana, a dire il vero anche a livello nazionale, possono essere rappresentate e/o sintetizzate all’or quando il PD indisse la manifestazione nazionale per la pace a Firenze dove le bandiere arcobaleno della pace facevano da sostegno e corollario anche scenograficamente all’intervento di Zelenski che incitava alla guerra mondiale .

A livello locale ?

La nostra città, Salerno, già disastrata per la privatizzazione della Cosa Pubblica, (Comune e Sanità) dove il lavoro risulta essere un diritto solo per chi fa parte e sostiene il clientelismo politico/elettorale locale, in questi decenni, tranne i movimenti di lotta dei disoccupati, il nostro Centro Sociale ed uno sparuto gruppo di compagne/i che hanno rappresentato l’opposizione politico sociale locale non ha visto, tranne nelle campagne elettorali, una minima visibile indignazione di una sinistra molto impegnata nell’associazionismo del “volontariato” del terzo settore.

E’ vergognoso e preoccupante allo stesso tempo la totale assenza di qualche giorno fa davanti al Comune, in occasione del Consiglio Comunale nel quale si è varato il Decreto Salva Salerno, che prevede addirittura l’aumento delle rette delle mense scolastiche, far pagare il servizio dei trasporti scolastici pur di mantenere un sistema clientelare e di privatizzazione che va avanti da decenni che ha portato il Comune di Salerno al Default (disastro finanziario) con la complicità delle Org Sindacali del Pubblico Impiego in primis la C.G.I.L.

Come si può rimanere indifferenti e spettatrici/ori di fronte al varo di misure antipopolari nella nostra città, anche se in linea con le politoche finanziarie/guerrafondaie di Draghi, quando i dati Istat attestano che in Italia e specie nel Meridione i poveri dal 2005 al 2021 sono triplicati con condizioni socio economiche che costringono tante/tanti salernitani ad emigrare al Nord Italia ed all’estero per un posto di lavoro dignitoso non da schiavo, a fuggire nei paesi limitrofi alla città per trovare casa visto che i fitti della case e le tasse più care d’Italia.

A protestare e volantinare davanti al Comune eravamo pochissimi compagni quanto le dita di una mano

Ad onor del vero, dall’inizio delle operazioni militari russe in territorio ucraino, tranne pochi militanti giovani, nuove generazioni appartenenti ad org.ni di sinistra, i pochi e soliti noti, qualche raro rappresentante del Sindacalismo di Base locale, lo siamo stati anche nella varie iniziative e mobilitazioni, contro la NATO, in solidarietà al Popolo Palestinese e Kurdo, contro gli arresti dei sindacalisti Si Cobas ed USB.

Sempre ad onor del vero, nel giorno successivo all’uccisione per mano di un cecchino israeliano della giornalista Shiren Abu Akleh si è svolto in città un corteo con la partecipazione di circa 200 persone.

Per la cronaca, il corteo indetto dalla Rete che include il P.C.I. di Marco Rizzo, il Comitato locale e provinciale contro il Green Pass, i CARC ecc. ha fatto rivivere, con un senso anche liberatorio, spirito antimperialista contro la NATO e contro l’invio delle armi in Ukraina.

Il corteo è stato anche l’occasione per urlare la nostra rabbia contro l’uccisione della giornalista palestinese, fatto gravissimo che avrebbe dovuto creare in Italia almeno una fortissima idignazione.

Anche nell’occasione del corteo in questione tranne qualche compagno di Salerno nessun presenza di pacifisti e nessun rappresentate del sindacalismo di base salernitano.

E’ da evidenziare che la Rete di cui sopra sono due anni che presidia le piazze su varie tematiche, qualcuna di esse non condivisibili ma, bisogna, per onestà ed umiltà riconoscere loro l’impegno profuso, dalla difesa della sanità pubblica alle tematiche contro la guerra e per l’uscita dalla NATO.

Altro dato che dovrebbe farci interrogare e forse porci qualche domanda sulla capacità aggregativa nelle iniziative indette dalla Rete a differenza, almeno localmente, di quelle indette dalla sinistra classica ed antagonista.

La totale assenza nelle varie iniziative sopra evidenziate delle nuove generazioni, plurimpegante nei vari campi del terzo settore, così come delle ambientaliste/i, pacifiste/i ecc…, rappresenta un quadro molto preoccupante.

Sarebbe assurdo che tali umanità/entità riscoprano la militanza e l’impegno socio/esistenziale/culturale nella prossima campagna elettorale in quanto cooptate da Letta e & company facendo leva sull’antifascismo e lo spauracchio della Meloni, omettendo un particolare che il P.D.C (Partito Democartico Cristiano) sostenitore dell’agenda Draghi oltre che essere guerrafondaio, ha caldeggiato e sostenuto gli aiuti militari ed economici al Battaglione AZOV che, seppur ridimensionato militarmente mantiene ancora un ruolo politico militare di peso in terra ucraina.

Il P.D.C. , che professa essere democratico ed antifascista, sostiene e leggitima politicamente in Europa uno di quei Stati NATO dell’Est Europeo, la Polonia, stato arcinoto essere “democraticamente” nazifascista e xenofobo.

Cogliamo l’occasione per ricordare il compagno antifascista, antimperialista ed ambientalista Gaetano De Simone, venuto a mancare qualche giorno fa.

 

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