Perché non candidare Biden, Trump, Erdogan e Netanyahu al premio Nobel della pace (eterna ) 2026?

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La portaerei nucleare USS Gerald R. Ford ha raggiunto l’area controllata dall’United States South Command nel Mar dei Caraibi, completando, uno dopo l’altro, i tasselli dell’assedio al Largo del Venezuela”

Gli esportatori di democrazia, gli Stati Uniti , in nome della pace(eterna) e della civiltà,  minacciano di aggredire militarmente il Venezuela contro il” dittatore” Maduro” con operazioni militari di enorme portata per le conseguenze non solo belliche ma anche  per i risvolti politici conseguenziali su  scala mondiale .

Ulteriori  venti di guerra   spirano  in Venezuela, con il bene placito sia mediatico che delle formazioni  politiche  occidentali in primis  l’Europa, preoccupata unicamente di finanziare ed armare il governo corrotto Ucraino ed a creare un clima di guerra mondiale contro la Russia

Tre esempi  per capire e comprendere il clima politico che si respira  ed il quadro politico che si sta delineando in ampie aree geopolitiche dell’America Latina:

·       L’assegnazione del Nobel per la Pace 2025 all’anticomunista, ultraliberista nonché anti Maduro in Venezuela , María Corina Machado;

·        la liberazione della ex presidente ad interim in Bolivia,  la  golpista Jeanine Anez;

·       “La mattanza  avvenuta nelle favelas Alemão e Penha di  Rio de Janeiro il 28 ottobre scorso dove circa 140 persone, di cui 4 agenti, sono state uccise e un centinaio sono state arrestate nel corso di un assalto condotto da 2500 membri della Polizia Civile e della Polizia Militare brasiliane che si sono serviti anche di elicotteri e mezzi blindati.”

Avvenimenti non casuali ma che sono strettamente collegati alla presenza/occupazione  degli USA/NATO in aree geopolitiche dell’ America Latina, al fine ed  acquisire una posizione strategica per il  controllo del Pacifico del Sud in funzione anti Cina.

Storicamente l’imperial  /colonialismo USA ha sempre ritenuto e ritiene  cruciale l’ America  Latina, nell’ambito della guerra globale/planetaria, palesemente dichiarata dai  presidenti USA(Biden /Trump),dall’Africa, Medioriente, all’Europa.

Argentina,  Bolivia, Equador, Perù, El Salvador sono nazioni strategiche che rientrano nei piani egemonici imperial/ colonialisti degli  USA che stanno trasformando, nei fatti,  l ’ America Latina in una   base navale della Nato e piattaforma  per operazioni militari nell’intera regione latina ed è a dimostrazione di ciò  il progetto del porto speciale a Talara nel Perù ed  il presidente dell’Equador che si appresta ad installare una base militare nelle isole Galapagos sempre con la scusa della guerra al narco traffico ed alla pesca illegale.

Dopo il Cile e l’Argentina (Pinochet-Videla) ,l a   presenza di  basi militari nonché i costanti e ripetuti tentativi di Golpe come nell’attuale Perù, la politica colonizzatrice USA  avviene con il sostegno economico  degli States a partiti, forze politiche, movimenti e i tanti nostalgici delle dittature ,alti ufficiali dei vari eserciti, organizzazioni criminali(squadroni della morte addestrati dalla Cia) legati alle borghesie e potenti  famiglie latifondiste  e dell’ industria, apparati della  finanza, tutte/i legati ai profitti delle lobbyes occidentali.

Potenti reti che  tentano in tutti i modi di determinare cambiamenti politici come nel  Venezuela e Brasile  e, come è   già avvenuto di recente in    Bolivia, Argentina, Equador, El Salvador.

Sul ruolo dei politici e militari  nostalgici delle dittature del passato, si inserisce la strage di fine ottobre su  ordine del governatore dello stato di Rio de Janeiro  Cláudio Castro  membro del “Partito Liberale” dell’ex presidente di estrema destra e strettamente legato con l’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro .

l “modello Castro” potrebbe ora estendersi ad altri stati brasiliani, visto che vari governatori della destra propongono di adottare la feroce strategia contro le gang criminali intrapresa dal presidente salvadoregno Nayib Bukele.

I gringos yankees  mirano al controllo  dell’intera America Latina

Per i gringos yankees in America Latina, congiuntamente all’opera di accaparramento delle ricchezze sia energetiche (gas/petrolio ) che del sottosuolo (rame , terre rare ) metalli preziosi ,  legno, colture intensive  ecc ..  coniugano il controllo militare nel Pacifico  di fronte alla  Cina ,con la scusa della guerra al narco traffico.

E’ bene sempre ricordare che  l’imperialismo americano vorrebbe realizzare  il sogno nel cassetto  di arrivare a Cuba con ogni mezzo necessario .

Perché il Venezuela  e l’America Latina?

(da Infoaut)

·       Il Venezuela vi è la più grande riserva di petrolio a livello globale qui vi sono importanti giacimenti di coltan (uno dei materiali strategici per la costruzione delle batterie degli smartphone), di oro e di ferro.

María Corina Machado, leader dell’opposizione di estrema destra recentemente insignita del premio Nobel  della Pace, guarda caso, ha promesso agli USA che, “in caso di cambio di governo  il Venezuela potrebbe aprire agli “investimenti esteri” con il potenziale di generare “un trilione di dollari” di ricchezza in soli 15 anni. Le mire del capitale internazionale sul Venezuela riguardano anche le riserve di acqua dolce del Paese, i 30 milioni di ettari di “terra fertile non sviluppata” (circa la metà di questi terreni in realtà sono gestiti da organizzazioni contadine, in un paese in cui la produzione interna copre il 97% del fabbisogno alimentare) e i 2.800 chilometri di costa caraibica. Dunque Machado ha in mente un progetto di privatizzazioni che comprende l’acqua, già avvenuta in alcune regioni dell’America Latina, come il Cile dove alcune aree rurali sono andate incontro alla totale desertificazione a fronte dell’impianto di coltivazioni agroindustriali di avocado, un violento land grabbing nei confronti delle comunità contadine e la turistificazione delle coste venezuelane. Non sorprende l’identità di vedute tra Machado, Trump ed il regime sionista con il progetto, momentaneamente accantonato, della “riviera di Gaza”.

La Bolivia insieme a Cile ed Argentina fa parte del cosiddetto triangolo del litio, un metallo fondamentale per la tecnologia delle batterie dei veicoli elettrici e dei sistemi per l’accumulo di energia rinnovabile. Anche il Perù, in preda ad una crisi politica che non accenna a terminare dopo la destituzione di Dina Boluarte, vede una significativa presenza di litio

Vi è poi il Brasile che è considerato il  secondo Paese al mondo con più riserve di terre rare, dietro solo alla Cina, con 21 milioni di tonnellate, la metà di Pechino (44 milioni) ma quattro volte l’Australia e oltre dieci volte gli Stati Uniti, che possiedono sul proprio territorio il 2% dei minerali critici del pianeta. I giacimenti brasiliani sono in larga parte inutilizzati: solo negli ultimi anni si è messa in moto la macchina dell’estrazione. Inoltre l’unica azienda che si occupa di questa industria, Serra Verde, per adesso ha venduto quasi esclusivamente alla Cina, anche per la mancanza di competenze tecniche e macchinari per processare il materiale. Non a caso il 7 agosto Trump ha imposto al Brasile di Lula dazi al 50%. La retorica del tycoon americano vuole che questi dazi così pesanti siano stati imposti in nome del suo sostegno a Jair Bolsonaro, ma è probabile dalle notizie che circolano in questi giorni che si sia trattato di una tattica per costringere il Brasile a negoziare con gli USA un accordo bilaterale sul modello di quelli stretti con altri paesi.”

Distruzione del territorio, estrattivismo selvaggio, deforestazioni, privatizzazione dei beni primari quali l’acqua,   la salute ,impoverimento ulteriore delle condizioni di vita dei latinos

Sosteniamo il movimento indigeno brasiliano che ha fatto sentire la propria  voce alla COP30 sui cambiamenti climatici  le comunità  indigene e la mobilitazione popolare in Venezuela contro  i gringos americani.

A proposito di Premio Nobel per la Pace invece della sionista Machado poteva essere assegnato l capo del popolo indigeno Kayapó, Raoni, 93 anni, già candidato al Premio Nobel per la Pace per il suo impegno a favore dell’Amazzonia

“L’Amazzonia non è dei ricchi, nessuno tocchi la nostra terra”