No all'energia padrona!
La tragedia di Fukushima rappresenta la massima espressione del fallimento o meglio della contraddittorietà di un sistema fondato su logiche di mercato, che antepone gli interessi privatistici di breve periodo, i profitti, al bene complessivo della società.
Un sistema cui unico obiettivo è “GUADAGNARE ORA” e poco importano le conseguenze e i danni che subiranno gli altri.
La gestione dell’energia diventa oggi più che mai una questione fondamentale e rappresenta la partita decisiva per il nostro futuro!
Infatti, la gestione privatistica della stessa diviene uno strumento di potere e di speculazione utilizzato a vantaggio delle varie “cricche” (gruppi d’interessi) e a danno di molti!
Tutto ciò è tanto più vero oggi, anche se già nel passato tali elementi erano evidenti: nel ’74 il Comitato Politico dell’Enel (CPE), attorno cui ruota l’origine di quel movimento che nell’87 pose fine al nucleare in Italia, in un convegno affermava che:”la crisi dell’energia (ci riferiamo alla crisi petrolifera del’73, che ebbe delle conseguenze enormi per l’economia internazionale, ma fruttò alle cosiddette 7 sorelle miliardi e miliardi di dollari di fatturato) non esiste, serve solo a sostenere la ristrutturazione delle fonti energetiche”.
Attorno alla questione energetica ruotano interessi enormi che possono causare fenomeni al quanto contraddittori, che ricadono, come al solito, sulle spalle delle famiglie.Un ulteriore esempio, più recente, è dato dal fatto che il Codacons in data 29 marzo 2011 ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica di Roma e al tribunale dei Ministri, che ha come obiettivo l’apertura di un’indagine sull’approviggionamento dell’Italia dell’energia all’estero.Secondo i calcoli del Codacons, il fabbisogno energetico del nostro paese è tale da non necessitare di alcun approviggionamento, infatti “ per quanto riguarda la potenza installata (ovvero la potenza massima erogabile dalle centrali), l’Italia è tecnicamente autosufficiente; le centrali esistenti a tutto il 2009 sono in grado di erogare una potenza massima netta di circa 101 GW contro una richiesta massima storica di circa 56.8 GW (picco dell’estate 2007)”.
Secondo i dati del 2009 tale potenza massima teorica non è quindi stata sfruttata interamente e la potenza media disponibile alla punta stimata è stata di 67 GW” Emerge quindi una “sovrabbondanza di impianti di produzione, già cresciuti del 28.8% fra il 2002 e il 2008”.
Ancor più paradossale è che l’Italia risulti fra i maggiori importatori al mondo di energia elettrica ( secondo i dati dell’International Energy Agency).Inoltre l’Italia è il paese con le tariffe più alte d’Europa, fino al 40% in più di Francia, Spagna, Inghilterra.L’Italia fa pagare in bolletta una voce “oneri generali di sistema” che grava per il 10-12% del prezzo finale della tariffa. In questa voce sono compresi i costi per le energie rinnovabili ( CIP 6), la ricerca e gli oneri per lo smantellamento delle varie centrali nucleari e per l’indennizzo delle popolazioni residenti in siti dove sono presenti rifiuti nucleari ( perché, lo ricordiamo, una volta chiusa la centrale nucleare, il problema non è risolto!)
Nel nostro paese la produzione di energia nucleare risale ai primi anni ’60, durante i quali si costruirono 3 centrali elettronucleari: la prima a Latina, la seconda a Sessa Aurunca (CE), e la terza a Trin (VC).
Fino all’87 (anno del referendum) tali centrali hanno prodotto scorie radioattive che, ad aprile 2010, si trovavano quasi completamente negli impianti di ritrattamento in Francia, dove verranno restituite riprocessate nel 2085, e nel Regno Unito da cui torneranno nel 2017. A riprova del fatto che non basta chiudere la centrale nucleare per eliminare il problema, ricordiamo che la centrale costruita nel comune di Sessa Aurica, vicino al fiume Garigliano, continua a far paura ai suoi abitanti che la definiscono il “mostro”.
CONTRO NUCLEARE ED ENERGIA PADRONA!
PER LA TUTELA DI SALUTE ED AMBIENTE
PER LA RIPUBLICIZZAZIONE DELL’ENERGIA, DELL’ACQUA E DEI BENI COMUNI!
Il nucleare porta con se una doppia dipendenza: si è legati/dipendenti da chi vende l’Uranio e dalla gestione delle centrali stesse, attorno alle quali si costituisce un circolo vizioso di affari, che molto spesso contrastano con i più elementari diritti dei cittadini come quello alla salute.
Di fronte ad una gestione privatistica dell’energia noi rivendichiamo il concetto di “DEMOCRATIZZAZIONE dell’uso delle risorse energetiche”, in contrapposizione a quello di energia PADRONA che per i profitti cancella i nostri diritti!
Diritti che vengono calpestati giorno dopo giorno da un mondo politico funzionale ai comitati d’affari.
Con il decreto legge del 16/02/08 che ha introdotto la possibilità di escludere da qualunque valutazione di impatto ambientale le opere che – a esclusivo giudizio dell’esecutivo- siano considerate opere di difesa nazionale o cui venga apposto segreto di stato, le famiglie hanno visto le proprie terre violentate dall’azione dell’uomo, senza nessuna considerazione per i rischi ambientali e sanitari che comportano la costruzione di centrali e inceneritori.
La stessa manovra del governo che tenta di eludere i referendum, va nella direzione del completo disinteresse della volontà popolare ed evidenzia la preoccupazione dello stesso rispetto al rischio di una possibile bocciatura del suo operato da parte di quei cittadini che non ne possono più di restare inascoltati e che dicono ORA BASTA!
Il nucleare e l’acqua rappresentano questioni troppo importanti per gli interessi del mondo imprenditoriale ed è per questo che si sta tentando in tutti i modi di affossare i Referendum. La vittoria dei Referendum rappresenta una scelta di sistema, un si verso una gestione democratica delle risorse, che si ponga a vantaggio della collettività e non degli interessi privati; per un sistema che guardi al futuro e che rispetti i nostri diritti…perché non si può essere contro gli sprechi di energia senza mettere in discussione una volta per tutte la società degli sprechi!
C.s.a. Asilo politico
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