Asilo Politico, a trent’anni da quella fatidica data che cambiò il volto dell’Italia Meridionale, vuole ricordare e aprire un dibattito su quel momento di dolore e catastrofe, di violenza della terra e di abusi politici, ma al contempo di resistenza e costruzione.
Un ricordo tra parole, immagini, suoni, rumori…
Dopo 30 anni ci ritroviamo di nuovo a fare i conti con i disastri di sempre: Sarno, Atrani, Vibo Valentia, l’Aquila, Messina… e ancora i rifiuti, le miserie sociali, la precarietà della vita e l’allarmante fenomeno dell’analfabetismo. A nulla quindi sono valsi i sacrifici fatti per il Meridione, anche in termini di vite umane, il sacrificio/lavoro di intere generazioni e categorie sociali/politiche/culturali/sindacali, dell’intero Movimento Comunista ed Operaio Nazionale ed Internazionale, se oggi ci ritroviamo una classe politica ignorante. Padroni imprenditori (Marchionne) neo schiavisti che ripropongono modelli di sviluppo arretrati, che all’imbarbarimento delle relazioni umane aggiungono la distruzione della natura?
Nonostante la enorme fragilità del nostro ecosistema, si parla di costruire il Ponte Sullo Stretto di Messina, di re/industrializzare il Meridione e riempirlo di inceneritori e centrali nucleari…
L’evento è così strutturato
h.20.00 Proiezione del cortometraggio “A piena voce” di Michele Schiavino, un intenso dialogo con Carmelo Bene (a cura di Lucia Di Giovanni) che nasce proprio a partire dal terremoto dell’Ottanta. Successivamente questo dialogo con un Maestro del Novecento diventa anche un libro “La voce mancante. Dialogo con Carmelo Bene” a cura di Michele Schiavino e Lucia Di Giovanni (postfazione di Marco Dotti, collana Corpo Novecento, Plectica Edizioni).
A seguire dibattito
Salerno, Napoli, Campania, Meridione siamo sempre terremotati e disastrati?
Introduzione di Franz Cittadino – Pres. Associazione Culturale Andrea Proto
intervengono:
Domenico Negro – Geologo
Alessandro Livrieri – Ufficio Stampa Università di Salerno
Alfonso Amendola – Docente di Linguaggi audiovisivi presso l’Università di Salerno
Alessandro Livrieri racconta alcuni frammenti radiofonici di cronaca dal terremoto (l’esperienza di quella sera e dei giorni successivi nell’ambito di una contestualizzazione più ampia del fenomeno delle radio libere di quegli anni) e Filippo Trotta presenta alcune videointerviste sull’evento.
Infine un doppio concerto performance nell’estetica del suono estremo due formazioni che navigano tra elettronica e flusso audiovisivo Makina Nefastis e Kletus.

Trent’anni fa (precisamente la domenica del 23 novembre del 1980 alle ore 19,34) alcune zone della Campania, della Basilicata e della Puglia furono colpite dal terremoto (magnitudo 6.5-6.8 Richter/ 9-20 della Scala Mercalli). Quel terremoto (il cui picco di durata della scossa fu di 90 secondi) squarciò una superficie di 15400 Kmq del Sud Italia con 2998 morti, 8245 feriti, 234960 senzatetto, 687 comuni colpiti (di cui 37 completamente distrutti). Oltre 5 milioni gli abitanti coinvolti ed oltre 8000 i soccorritori “gli angeli del Terremoto”.