Mentre l'Italia crolla, frana, sprofonda con decine di morti in pochi giorni…

salvinibelluno

 

  • Salvini, tra selfies e solite squallide esternazioni del tipo “me ne frego” ed “ambientalisti da salotto...” senza pudore ed impunemente continua a dare spettacolo e lanciare messaggi del suo afflato con la peggiore destra speculando anche sulle macerie e sui morti;
  • Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino con  industriali, sindacati confederali, Forza Italia, tutti insieme appassionatamente e spudoratamente, in nome del ”progresso capitalista” sono così preoccupati che non venga portata a termine la TAV che addirittura si mobilitano per dare vita al movimento “Si TAV” come se il problema in Italia fosse la TAV. Nulla da meravigliarsi in quanto, come lo era il P.C.I. con la miope politica compromissoria con la D.C. gli attuali ex, assemblati nel contenitore del P.D., non smentiscono la linea politica dettata da Enrico Berlinguer e Luciano Lama. Nonostante la drammatica realtà emergenziale dei disastri ambientali, dal crollo del Ponte Morandi alle piogge di questi ultimi giorni, nella isteria politica si ergono a paladini e difensori di un’opera inutile, costosa e dannosa per l’ambiente quale la TAV;
  • Sempre in nome del progresso e dello sviluppo, in Puglia il Gasdotto  Trans -Adriatico TAP  verrà cantierizzato per “manu militare”;
  • Dal Nord alla Terra dei Fuochi del Sud, bruciano i rifiuti per “manu malavitosa”.

E, come da decenni, in Italia si dà sempre la colpa all’eccezionalità dei fenomeni atmosferici, tradotto: la colpa è sempre della natura.

  • Le montagne del Bellunese, con milioni di alberi sradicati dal forte vento, straripamenti di fiumi con pezzi di montagne che si staccano;
  • Da Portofino all’intero litorale Ligure, con le onde che nelle loro naturali manifestazioni, seppur eccezionali, per i forti venti, infrangendosi sulle coste aggredite dal cemento e dai pontili invasivi per ospitare yachts come quelli della famiglia Berlusconi, determinano morti e distruzioni;
  • In Campania, Calabria, Puglia, ed Isole comprese, le eccezionali piogge hanno causato decine di vittime per il determinarsi di enormi fiumane di fango, acqua e rifiuti di vario genere invadendo sia grandi che piccoli centri abitati, le cause sono sempre le stesse abusivismo edilizio e cementificazione selvaggia con abitazioni addirittura edificate lungo gli argini dei fiumi e torrenti.

Se ai drammi ed alle nostre ormai eterne emergenze ambientali si aggiunge…

  • La fiera delle ipocrisie, gli spettacoli indegni delle componenti industriali, delle banche a cui fanno eco le formazioni “apolitiche“ dei grillini, leghisti, fascisti e post fascisti…il pensiero spontaneo che viene da esprimere dal più profondo del cuore è:

“Stamm’  proprio nguaiat” (stiamo proprio rovinati).

Inoltre, se volgiamo lo sguardo oltre i nostri confini c’è un certo Trump che vuole aumentare le immissioni in atmosfera dei peggiori inquinanti, con la becera motivazione che il buco dell’ozono è invenzione e/o roba da ambientalisti da salotto a cui si aggiunge il Presidente del Brasile Balsonaro che vuole cementificare la foresta amazzonica, sempre in nome del progresso, il quadro disastroso che attende il nostro povero pianeta si tinge sempre di più di tinte nere.

Per fortuna in Italia, un po’ di anni fa impedimmo la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina ed, ieri come oggi, gli  oppositori delle Grandi Opere, “senza se e senza ma”, sono considerati nemici del progresso e dello sviluppo.

La natura storicamente a volte nei propri fenomeni si è mostrata violenta, (terremoti, mareggiate, inondazioni e quant’altro) ma tutto ciò rientra nella propria funzionalità.

E’ la mano dell’uomo che, con lo sviluppo capitalista, lo sfruttamento e l’aggressione irrazionale all’ambiente che ha causato il buco dell’ozono da cui ne deriva lo scioglimento dei ghiacciai e la tropicalizzazione del clima.

Per quanto sopra enunciato i fenomeni climatici tropicali si stanno verificando anche in aree geografiche quali l’Europa dove tali fenomeni erano sconosciuti sino a qualche decennio fa e, per tali motivi non dovremo meravigliarci se uragani e tsumani potrebbero determinarsi anche in Italia con conseguenze peggiori di quelle a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni e le distruzioni di quest’ultima settimana sono le avvisaglie.

Quel che è successo in questi giorni dal Nord al Sud isole comprese sono segnali e messaggi che la natura ci ha lanciato ed è da criminali non tenerne conto.

Bisognerebbe prendere consapevolezza, nella logica della riduzione del danno, ambientale in questo caso, ed agire urgentemente, ripartendo dal locale, riproponendo con più incisività  Movimenti di Lotta in grado di coniugare salute ambiente e lavoro per una unica Grande Opera, dal risparmio energetico alla prevenzione e la difesa del nostro patrimonio ambientale rappresentato dalle montagne, i mari e corsi idrici (fiumi e torrenti).

Se non vogliamo consegnare alle future generazioni un pianeta desertificato, armonizziamo i temi umani con i tempi della natura e non con i tempi della produzione capitalista.

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