L’utopia e il progetto: 22 anni di R-Esistenza
La nascita di Asilo Politico va inserita nel contesto politico culturale italiano degli anni ’90, che furono caratterizzati per la discesa in politica di Berlusconi. A Salerno, vista anche la storia politica del movimento antagonista locale, si sentiva il bisogno, da parte di molti giovani, di un punto di aggregazione nel quale sviluppare le proprie attitudini politiche, artistiche, un posto dove analizzare gli eventi “storici/politici” del periodo. L’occupazione della struttura di Via Magnone coincise in città con la prima giunta De Luca che si distinse sin da subito per l’applicazione delle “politiche neoliberiste applicate al territorio” attraverso la pratica delle cosiddette “Grandi Opere“. Ovviamente tali politiche furono subito in contrasto con quelle del C.S.O.A. Asilo Politico che aveva sviluppato al suo interno un comitato per il recupero delle aree dismesse, la cui idea portante era appunto lo sviluppo di un sistema ecocompatibile della città. Partendo da tale base nacque l’occupazione della Ex Marzotto da parte di diverse ragazze madri e donne separate ove si ipotizzò una ristrutturazione dei capannoni, la costruzione di alloggi per occupanti, una struttura sportiva e un mercato. Il progetto però naufragò in pochi mesi.
La capacità aggregativa dei compagni di Asilo Politico si manifestò anche nella mobilitazione contro la chiusura dell’Ospedale Da Procida che nei piani di Berlusconi doveva diventare un grande albergo. La legittimità acquisita con le lotte e il riconoscimento di ampi strati sociali e culturali, ha permesso di vincere svariate vertenze, da quelle degli immigrati per i permessi di soggiorno, passando per l’esperienza del centro giuridico per immigrati, nonché alla centrale termoelettrica con la grande manifestazione del 23/10/2004. Non di meno l’impegno internazionalista, che negli anni 90 si caratterizzò per le Piazza Kurdistan contro “ la guerra giusta “ di D’Alema, e che nella Palestina ha avuto un filo conduttore che tutt’ora caratterizza l’attività internazionalista del centro attraverso l’impegno politico del Collettivo Handala.
In questi anni diverse generazioni si sono succedute determinando conflittualità sociale, che ha permesso la formazione di diversi movimenti di lotta per il lavoro, non ultimo quello che ha portato 500 persone a fare esperienza di formazione e work experience senza però avere seguito alcuno, visto l’ostracismo dell’ente provincia e del suo presidente. Impegno pure verso le problematiche socio sanitarie, per i diritti civili: interessantissima l’esperienza del telefono Viola (antipsichiatria), quella del centro di ascolto per le tossicodipendenze, a cui si unì la creazione di Radio Asilo 100.30, l’ attivismo a supporto del “ Comitato verità e giustizia per Mastrogiovanni “.
Non ultimo il dato inerente alle innumerevoli attività culturali che hanno caratterizzato questi 22 anni, le quali hanno fatto si che Salerno fosse inserita in un contesto socio/culturale nazionale: infatti sono stati organizzati più di 700 concerti, laboratori, sperimentazioni, tutto ciò che appartiene alla cultura di base, moderna, resistente e innovativa; dalla musica al disegno, dalle arti visive a quelle ludiche, alla danza, al teatro, ai carnevali alternativi nati dal lavoro nel quartiere centro storico- comparto Fornelle.
Oggi, dopo un’attenta anamnesi si sente fortemente di dar vita ad un Progetto attraverso il quale si possano valorizzare i bisogni reali e concreti della gente e del territorio; tenendo conto che il ruolo e l’agire di un’associazione deve svolgersi principalmente nell’area dove essa è ubicata o dove svolge la propria attività (Via Irno/Rione Petrosino). Si deve avere come finalità ultima il comprendere ed interpretare le trasformazioni socio/comportamentali delle diverse generazioni, evitandone i conflitti e valorizzare la memoria storica delle conquiste sociali derivanti dal protagonismo popolare, fatta di emancipazioni collettive, avente come fulcro la solidarietà, l’uguaglianza, senza discriminazioni di sesso, religione, aspetto fisico.
Il Collettivo
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