L’arresto e l’estradizione di Cesare Battisti rappresentano una spudorata violazione della Convenzione di Ginevra

diritto asilo

Il titolo, di cui sopra, potrebbe essere spunto per un dibattito/riflessione collettiva e prassi di un Centro Giuridico e/o di una rete di Autodifesa Giuridica/Soccorso Rosso Supporto Giuridico dei vari Coordinamenti costituitisi e neo costituenti accomunati dal dovere e dalla necessità di  opporsi al DDL Sicurezza di Salvini.

Come il DDL sicurezza Salvini, relativamente allo status giuridico dei richiedenti asilo e/o rifugiati, oltre ad una chiave di lettura, razzista e di destra, manifesta una palese violazione del Diritto internazionale, anche   l’arresto di Cesare Battisti si inserisce nella violazione del Diritto Internazionale facilitata principalmente da quel filo nero che unisce l’Italia con il Brasile con la grande delusione di Evo Morales.

Perché l’arresto di Battisti rappresenta una violazione della Convenzione di Ginevra?

  • l’art.33 della Convenzione di Ginevra del 1951 e dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), garantisce ai richiedenti asilo la protezione contro l’estradizione durante tutto il periodo di riconoscimento della condizione di rifugiato.

La Convenzione di Ginevra si basa sull'articolo 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 che riconosce il diritto delle persone a chiedere l'asilo dalle persecuzioni in altri paesi.

Un rifugiato può godere di diritti e benefici in uno stato in aggiunta a quelli previsti dalla convenzione.

Ai vari Salvini, Renzi, Bonafede, Boldrini, ai “giornalisti garantisti” di Repubblica, a tutti/e coloro che partecipano al banchetto mediatico e che si riempiono la bocca di garantismo, del rispetto della nostra Costituzione e della Democrazia vorremmo domandare se conoscono gli articoli e lo spirito della Convenzione di Ginevra.

La Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, conosciuta anche come la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, è un trattato multilaterale delle Nazioni Unite che definisce chi è un rifugiato e definisce i diritti ai singoli che hanno ottenuto l’Asilo e le responsabilità delle nazioni che lo garantiscono.

  • Nella Convenzione di Ginevra l’articolo 33 garantisce ai richiedenti asilo la protezione contro l’estradizione durante tutto il periodo di riconoscimento della condizione di rifugiato;
  • Evo Morales nel Palazzo di Governo della città di La Paz, il 19 dicembre del 2012, aveva firmato la Legge numero 251 riguardo alla protezione di persone rifugiate,  Decreto Supremo numero 1440,
  • Cesare Battisti aveva fatto richiesta per essere riconosciuto come rifugiato politico il 18 Dicembre scorso, il Ministro degli Esteri boliviano aveva timbrato come “ricevuta” alle 12:35 del 21 Dicembre;
  • La Bolivia di Evo Morales non avrebbe potuto estradare un richiedente asilo, nel nostro caso Cesare Battisti, al suo paese fintanto che la sua richiesta di riconoscimento della condizione di rifugiato non fosse ancora stata considerata, incluso il periodo di un eventuale ricorso in appello.

La vicenda di Cesare Battisti, al di là delle valutazioni politiche circa la necessità di una risoluzione politica riguardante non solo i prigionieri politici ancora detenute/i nelle nostre carceri e dei nostri esuli politici in varie parti del mondo, pone il dovere, specie per le nuove generazioni di militanti antagonisti, di riliberare gli anni 70 attraverso la ripresa di una prassi collettiva (Centri Sociali, Collettivi, Associazioni Culturali) basata anche sulla controinformazione ed il lavoro di inchiesta.

Praticare la controinformazione ed il lavoro d’Inchiesta anche attraverso un uso intelligente e laico dei mezzi comunicativi a nostra disposizione (radio, giornali e lo stesso facebook) necessita la diffusione di massa  militante, senza rimanere nel chiuso delle salette/salotti delle università, nelle sedi o peggio nelle camerette se ci si vuol contrapporre ai bombardamenti mediatici spettacolari come nel caso Battisti, che avvengono attraverso l’uso delle armi di distrazioni di massa quali l’invasione degli immigrati,  la caccia ai ”terroristi rossi”  e l’odio anticomunista, imperversante da un po’ di tempo sia nel nuovo che nel vecchio continente.

Sempre nell’ambito della controinformazione sul caso Battisti, prendendo spunto da un articolo tratto da “Carmilla on-line “ e pubblicato su InfoAut , approfondiremo la vicenda giudiziaria/processuale e tutti i reati contestati a Cesare Battisti e specie, specie se nella vicenda giudiziaria come protagonista c’era un  magistrato Armando Spataro considerato il Tomas de Torquemada, il grande inquisitore dell’inquisizione spagnola,  degli anni 70 per lo spirito ed impegno repressivo dimostrato in quegli anni verso le compagne/i .

E’ strano vedere l’ex P.M. Armando Spataro nella trasmissione “Piazza Pulita” di giovedì 17 Gennaio intervistato dal conduttore, dal volto umano ed antirazzista e contrario al DDL Salvini, ma che glissava rapidamente sulla vicenda specifica di Cesare Battisti ed ironizzava con cinico sarcasmo sulle motivazioni ideali ed umani a scelte politiche, condivisibili o meno, di tantissime donne ed uomini giovani e meno giovani verso cui non disdegnava infliggere condanne di anni da scontare in carceri speciali, anche per la diffusione di un semplice volantino anche inneggiante alla lotta armata, reato ideologico.

Le vicende storiche di questo mezzo secolo che hanno accompagnato e/o caratterizzato una intera umanità politica di sinistra e rivoluzionaria  del nostro paese, se non fossero contrassegnate da tragici eventi dalle stragi di stato, le morti di tante/i compagni ai secoli di carcere inflitti ad una intera generazione, potremmo definirle delle vere opere farsesche  ben ritratte ed interpretate, tra l’altro, dai compianti Dario Fo e Franca Rame e che non sarebbe male riproporre, specie alle nuove generazioni,   le opere teatrali quali “Morte accidentale di un anarchico”, “Non si paga non si paga”, “Pum Pum chi è? La Polizia…