Landini – De Luca e la modifica del Titolo V della Costituzione

LandiniDeluca

 

Landini stà alla Confindustria come la Segreteria C.G.I.L. Funzione Pubblica di Salerno stà al Governatore/Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca.

Le motivazioni politiche che stanno alla base del non riconoscimento del Governatore/Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca dei 471 Navigator, necessari per completare l’iter previsto dal Reddito di Cittadinanza, sono duplici.

  1. Il riconoscimento dei 471 Navigator, sminuirebbe ai fini elettorali, viste le prossime regionali del 2020, il Piano Regionale per il Lavoro che prevede, almeno sulla carta, la copertura di 2000 Posti di Lavoro in Regione Campania nelle P.A. tramite il “Concorsone”;                                                              
  2. Il Nuovo Ordinamento Regionale che, grazie alla modifica del Titolo V della Cosituzione, concede maggiori poteri  decisionale ai Presidenti di Regione.

Il primo punto si collega anche a quanto sta succedendo a livello nazionale tra il Segr. Generale della C.G.I.L. Landini ed il Presidente degli Industriali Boccia che individuano nel Reddito di Cittadinanza e la non realizzazione del TAV gli ostacoli per la crescita e lo sviluppo in Italia.

A Salerno la Segreteria della C.G.I.L.,/F.P., in sintonia con quanto avviene a livello nazionale e, seguendo le indicazioni politiche regionali di De Luca, ma ciò non rappresenta una novità visto un ventennio di ossequio e di sudditanza della C.G.I.L. salernitana verso  Vincenzo De luca, tuona contro il Reddito di Cittadinanza poiché <<non ha creato e non  creerà posti di lavoro> .

Non sarebbero sufficienti decine di pagine per elencare le gravi responsabilità di forze politiche locali di “pseudo sinistra” e dirigenti sindacali che hanno sostenuto le politiche privatistiche nel ventennio De Luchiano, specie nel Pubblico Impiego.

E’ opportuno ricordare che le politiche sopra citate sono le principali responsabili per il posizionamento della nostra città (Salerno) nei primissimi posti della triste classifica tra le città italiane per la peggiore qualità della vita, per la disoccupazione e per il fenomeno migratorio.

Per rispondere alle ipocrisie dei dirigenti della C.G.I.L. e per far loro rinfrescare un po’ di memoria, ma anche a coloro che dovrebbero  fare opposizione, anche istituzionale e che si limitano solo a fare apparire il proprio faccione sui quotidiani locali non per tematiche/problematiche nevralgiche quali il lavoro, il disagio sociale la difesa delle libertà/agibilità politiche ma per tematiche “secondarie” che non disturbano i poteri locali, riproponiamo il volantino documento del 10-07-2017 a firma del Centro Sociale Jan Assen e del Comitato dei Disoccupati di Salerno:

Chi ha diritto di cittadinanza a Salerno?

In una città, per numero di abitanti, grande come un quartiere di Napoli come da dati riportati sul nostro sito di qualche mese fa la cui popolazione, in questo più di un ventennio, si è ridotta di quasi trentamila abitanti per la regola matematica della sottrazione è presto detto: "solo i ricchi, raccomandati, grandi proprietari immobiliari, una piccola parte del Pubblico Impiego, commercianti ricchi, studi professionistici, raccomandati (sempre le stesse famiglie, gli stessi cognomi sia nelle Società Partecipate che nelle varie assunzioni nel pubblico a tempo determinato) pensionati d’oro, costruttori  e delinquenti”.

Le categorie sopra citate non solo rappresentano saldamente il bacino elettorale (pacchetti di voto) dell’attuale Governatore ma sono anche in grado di esprimere politicamente i loro rappresentanti vedi l’attuale Giunta che Consiglio Comunale.

Se si considera, inoltre, che la nostra non è una città per giovani (stime ufficiali riportati sui maggiori quotidiani locali ) e, una buona parte della nostra popolazione è costituita da pensionati e titolari delle pensioni minime, da lavoratori del pubblico impiego con età media di 60 anni, le cui buste paghe sono decurtate da prestiti ed ipoteche (il  70 %), con una generazione di over 45 composta da licenziati, cassa integrazione con disoccupazione di media lunga durata, con il 45% delle nuove generazioni, composta da disoccupati, precari rasseganti sempre per la regola matematica della sottrazione è una minoranza di salernitane/i che gode dei benefici a discapito della maggioranza.

L’alternativa quindi è emigrare, fare lavori schiavisti, lavori abusivi (parcheggiatori abusivi, venditori ambulanti) lavori a nero, delinquere impledere.

Per tali motivi Asilo Politico.Org ed il Comitato dei Disoccupati di Salerno chiedono urgentemente un consiglio monotematico sul dramma lavoro e miseria a Salerno ed anche il ripristino del senso civile e civico che dove caratterizzare  il vivere quotidiano di ogni donna ed uomo da  cittadini e non da sudditi e/o plebei.

 

Al vertice il re, al centro i feudatari e alla base i servi della gleba.

Il Secondo punto riapre la questione dei poteri dei governatori delle Regioni, grazie alla modifica di vari articoli del Titolo V della Costituzione, dalla quale ne deriva la delicatissima problematica legata all’Autonomia Regionale Differenziata (in salsa leghista) che deve necessariamente aprire una seria e doverosa riflessione nonché un dibattito anche sull’utilità delle Regioni.

Un po’ di cenni storici sulla modifica del Titolo V della Costituzione Italiana con la quale vennero disegnate le Autonomie Locali (Comuni, Province e Regioni).

Nel Marzo 2001 venne approvata dal Governo Amato la Riforma, votata dalla maggioranza del Centro Sinistra e confermata dal Referendum dell’Ottobre 2001.

Come al solito la miopia politica della classe politica/camaleontica/trasformista dell’ ex P.C.I.., nel  2001 D.S.  facente parte dell’ammucchiata nell’Ulivo, vide in Walter Veltroni e Francesco Rutelli i maggiori assertori della modifica del Titolo V, anche come continuità del federalismo di concezione D’Alemiana da contrapporre al federalismo di Bossi e della Lega formazione politica  in ascesa.

«Questa riforma accorcia le distanze tra cittadini e istituzioni», sarà «una democrazia più “a portata di mano“».

<< si tratta di un passo decisivo per avvicinare le istituzioni ai cittadini per davvero e non con le chiacchiere>>.

Queste parole profetiche furono pronunciate da Walter Veltroni e Francesco Rutelli e (all’epoca leader dell’Ulivo l’uno, sindaco di Roma l’altro) alla vigilia del Referendum confermativo della riforma costituzionale, voluta in tutta fretta, dall’allora centrosinistra al governo.

  • Marzo 2001 il Governo Amato approva la riforma, << tra scrosci di applausi tra i banchi della maggioranza>> si tratta della famigerata modifica del Titolo V della Costituzione che ampliava a dismisura poteri e autonomia delle Regioni, facendo un grande regalo a Berlusconi e Bossi che nel mese di Maggio 2001 vinsero le Elezioni;
  • Ottobre 2001, il Referendum passò con una affluenza ridicola, appena il 34%.

Pier Luigi Bersani, da Segretario del PD, a distanza di dieci anni: «Per inseguire il secessionismo della Lega», «abbiamo imbastito un’organizzazione dello Stato e un livello di autonomia delle regioni che non ha contrappesi né razionalità. <<Bisogna rivedere assolutamente il Titolo V della Costituzione in quanto la riforma del 2001 aveva prodotto risultati sbagliati e che  necessitava cambiarla nuovamente>>.

Anche  Bossi della Lega disse che non era possibile attuare il federalismo senza responsabilizzare gli amministratori locali.

Enrico Letta da Presidente del Consiglio ha definito la riforma del 2001 “un errore clamoroso” che “paghiamo ancora oggi”.

Come al solito la miopia politica della classe Dirigente politica/camaleontica/trasformista  dall’ ex P.C.I sino al PD e  citare Veltroni, D’Alema, Fassino, Renzi, Minniti e Zingaretti è d’obbligo in quanto, nonostante quello che hanno combinato in passato  e combinan tutt’ora  ancora sono in giro a fare danni).

Storicamente dal 1975 non ne hanno mai azzeccato uno, hanno fatto solo regali alla Destra come il Federalismo che ha condizionato in peggio anche la C.G.I.L., storicamente cinghia di trasmissione all’ora del con P.C.I.  ora di Zingaretti del P.D.

In sintesi,quali i risultati della modifica del Titolo V della Costituzione?

Formigoni docet

Dalla Lombardia alla Sardegna quanti Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali sono stati coinvolti in tantissimi scandali, collusioni con le varie mafie , arricchimenti facili, clientelismi favoritismi famigliari sfacciati, sperpero di danaro pubblico, Logge Massoniche così come i casi tutti simili di Assessori e Consiglieri Regionali che hanno utilizzato gli ampi fondi elettorali messi a loro disposizione con la motivazione del “rimborso”?

Come al solito nessuna autocritica dai principali assertori della Riforma del 2001, come se in questi anni nulla fosse successo ed ipocritamente o ora si meravigliano sia della svolta autoritaria nel nostro paese che della proposta dell’ Autonomia Regionale Differenziata di stampo Leghista.  

Siamo sempre più convinti, per arginare le barbarie  attuali, delle validità delle esperienze storiche dei Primi Soviet, dei principi dell’Autogestione su cui si reggevano le Comunità nella Spagna del 36, delle Comunità nell’America Latina prima dell’avvento di Trump.

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