«L’America è tornata, ma non può fare tutto da sola»

navi da guerra

Questo è lo slogan usato da Joe Biden per illustrare la sua politica estera.

L’esternazione di Biden “America è tornata” suona più come minaccia che come formale espressione politica ed alla quale tranquillamente potremmo ribattere, “ma quando mai se ne è andata“ o che abbia mai rinunciato all’assunzione del ruolo chiave dei destini del pianeta e dell’umanità intera e massima espressione degli interessi del capitalismo nel mono.

Il dato storico sulla ragion d’essere del peso storico dell’Imperialismo degli States nel mondo non è stato mai messo in discussione né da esiti elettorali che da qualsivoglia Presidente sia esso Democratico che Repubblicano.

Senza andare molto a ritroso nel tempo, prendiamo ad esempio i contesti ed eventi politici più recenti che hanno visto protagonisti i Presidenti degli States, Obama e Trump a cui è succeduto Biden la cui politica, in continuità con quella di Obama, sta destando ulteriori interrogativi inquietanti visto l’escalation delle manifestazioni muscolari degli USA nel variegato scacchiere internazionale in varie aree geopolitiche, a qualche mese dal suo insediamento a Presidente degli Stati Uniti d’America.

Tralasciando la vicenda Pandemica nella quale il “ramanato Trump” si è distinto per le disastrose scellerate teorie e prassi complottiste, negazioniste, suprematiste, seguite a ruota dal suo pitbull Bolsonaro (da incriminare entrambi per crimini contro l’umanità) e, anche se su di loro abbiamo detto e scritto tantissimo, vorremmo centrare l’attenzione su quel che rende simili Biden con il suo predecessore.

Entrambi i Presidenti, seppur diversi negli atteggiamenti, il Ramanato Trump farsesco/Biden pacato serioso, sono simili nell’esporre al mondo intero i contenuti muscolari delle politiche tesi alla legittimazione internazionali Dominio degli States a salvaguardia del Capitalismo.

Nei rispettivi ruoli istituzionali, sia Trump che Biden nei loro primi vagiti, hanno creato speranze ed illusioni di cambiamenti delle politiche internazionali degli USA che spesso hanno tratto e traggono in inganno anche alcuni ambienti di sinistra.

 Iniziamo con Trump “O’ boss”

Trump all’inizio del suo mandato da Presidente degli USA, condizionato da una formazione politica europea, in stile Berlusconiano/Renziano, attrasse numerose attenzioni per i metodi che fecero derivare le definizioni del tipo l’uomo del “fare”, “il decisionista”, “l’antisistema” che “parla alla pancia della gente” ma sono tantissime le definizioni con cui hanno contraddistinto il suo mandato presidenziale.  

Grillo, Sgarbi, Salvini fino ad un area politica di sinistra vedevano in Trump un personaggio politico interessante come possibile traghettatore in Italia verso il sovranismo nazionale ed nel ritorno alla vecchia Lira, considerate, dalle forze  politiche della destra italiota e non solo, panacee risolutive per tutti i nostri mali.

Noi già con lo speciale America del 2017 ponemmo ed invitammo alla riflessione sul ruolo che avrebbe avuto Trump nello scenario politico internazionale nel quale Trump appariva inizialmente come il rottamatore della politica Imperialista statunitense ammaliando anche una piccola area della sinistra italiana, forse perché sedotti dal sovranismo nazionale, principale cavallo di battaglia di Trump.

Un Trump “NO GLOBAL”, per le dichiarazioni, decisioni, esternazioni ed atteggiamenti che ammaliarono gli americani e non solo per la politica nazionalista a sovranità popolare con una politica isolazionista, protezionistica, economica e finanziaria introiettata prettamente all’interno del pianeta USA.

Nel 2017 ponemmo alcune domande sulle ipotetiche rinunce alle politiche imperialiste

  • Trump che consegna alla Cina lo scettro della globalizzazione?
  • Che rinuncia alle ingerenze nel Medio Oriente?
  • Che “regala” alla Russia, in piena espansione politica nell’area Euro/Mediorientale, il ruolo principe di egemonia politica?
  • Con gli accordi recenti con l’Iran sia sul nucleare che sul petrolio?
  • Che si defila dal conflitto con la Cina, nel sud est asiatico, dove la Cina rivendica il 90% delle acque dove esistono riserve di gas naturale e petrolio, e dove più volte con la Cina, la marina militare giapponese e degli USA, hanno sfiorato lo scontro militare negli arcipelaghi delle Spratly e delle Sparacel, arcipelaghi contesi per un ruolo strategico militare?

Alle domande di cui sopra le risposte lcune risposte sul reale volto delle politiche Trumpiane, non si fecero attendere:

  • dallo slogan prima di tutto l’America e gli americani (tanto caro al Ku Klux Klan, al Partito della Razza Ariana Americana ed all’arcipelago neo nazi fascista statunitense) che affascinò la classe operaia bianca (capelli e barba biondi con l’orecchino e il tatuaggio dell’aquila sul braccio e qualcuno anche con la svastica) ;
  • individuare negli immigrati e negli ambientalisti i responsabili delle loro precarietà, abbassamento del potere d’acquisto del salario e dei licenziamenti;
  • il sostegno economico alla chiesa più reazionaria, i favori alle lobbyes delle armi, della sanità privata, delle auto e dell’industria energetica specie dopo la promessa del ritorno al carbone.
  • accelerazione nella costruzione del muro con il Messico, iniziato nell’era Obama, il divieto di finanziare con fondi federali le ONG internazionali che praticano aborti, la minaccia di applicazione di pesanti dazi verso quegli industriali che decideranno di spostare la produzione fuori dal territorio degli USA per poi esportare in patria, il duro monito diretto all’Europa sui costi della NATO, ecc...

 

Biden “il Nonno, il pacato, il pacifista ecc….”

Per Biden “La Cina e la Russia sono i nemici n1”

La Cina rappresenta il pericolo principale verso la quale gli States sono impegnati a contenere il dinamismo economico commerciale e militare attraverso una politica internazionale tesa a creare un ampia coalizione di alleati, in primis l’Unione Europea e, non è un caso la vicenda italiota caratterizzata dal cambio del Premier da Conte a Draghi attraverso il “Golpe alla Matriciana” di Renziana concezione.

Draghi, come personaggio principe dell’alta finanza internazionale, da più garanzie di fedeltà, per quanto compete la nazione italiota, al Patto Atlantico, sia da un punto di vista economico che per il  sostegno militare alla NATO.

Nei riguardi della Russia il rapporto tra USA è prevalentemente di carattere politico militare, per gli States la Russia rimane “l’impero del male” di concezione Reganiana, tranne qualche sfumatura di richieste di collaborazioni diplomatiche soprattutto sul controllo degli armamenti e dei conflitti “regionali” come la Siria e la Libia.

Gli States, con la ipocrita motivazione dei sui diritti umani, verso a Russia fanno e faranno sempre ricorso a sanzioni e prove di forze muscolar-militari, come sta succedendo in questi giorni per la questione Ucraina, e lo dimostra l’invio delle navi da guerra USA nel Mar Nero.

In politica estera nessuna differenza tra Trump e Biden e, che l’America sia ritornata lo si vede e lo si sente per il fiato sospeso nel mondo derivante dalle possibili escalation militari in varie parti del mondo.

Dai confini europei Ucraina, Turchia all’asse indo-pacifico (India, Giappone, Australia Nuova Zelanda alle nazioni del sud est asiatico) la strategia degli USA è quella di ridimensionare le influenze della Cina nelle aree geografiche strategicamente importanti, anche attraverso la distribuzione dei vaccini in Asia ed in India.

Ruolo importante nella strategia USA nel Pacifico lo assume il Giappone, da qui la spiegazione allo sversamento in mare delle acque del reattore nucleare di Fukushima atto che ha determinato forte indignazione e preoccupazione nel mondo intero tranne per gli States che ha giustificato la decisione del Parlamento giapponese nel dare via libera all’inquinamento nucleare del mare.

Ad onore del vero anche l’Enea, attraverso il commento del suo rappresentate Alessandro Dodaro, capo del dipartimento Fusione e sicurezza nucleare dell'Ente nazionale energia alternative, commenta che il rilascio in mare delle acque contaminate provenienti dalla Centrale Nucleare giapponese non produrrà alcun impatto ambientale “Come una goccia d'inchiostro diluita in una piscina" (roba da non credere da prenderlo c….i nel c..o).

Gli USA sono freneticamente a lavoro per creare instabilità nel Pacifico in quanto cuscinetto/barriera contro la Cina ed è per tale motivo che il sostegno militare americano al Giappone, per la disputa della isole disabitate nel mar cinese orientale delle Senkaku contese dal Tokio e Taiwan.

E’ bene sempre ricordare che 55 mila soldati USA sono di stanza in Giappone e Tokio spende ogni anno circa 3,3, miliardi di dollari.  

Rispetto a tutte le manovre politiche di accerchiamento di ridimenzionamento in atto da parte USA in funzione anticinese corrispondono le prove muscolari/militari della Cina di questi giorni come quello dell'ingresso di 25 aerei, inclusi caccia e bombardieri con capacità nucleare, nella cosiddetta zona di identificazione di difesa aerea (Adiz).

Biden, in funzione anti Cina e Russia è impegnato nel rinvigorire e consolidare le storiche alleanze con la Germania, la Francia la Gran Bretagna dove l’Italia con Draghi rappresenterebbe un alleato fedele a cui affidare il compito  per le problematiche del Mediterraneo, in primis la Libia.

In sintesi quel che abbiamo descritto sopra per quanto concerne l’agire Yankee  contro la Cina e la Russia e ancora sulla questione siriana, isareliana, palestinese, le comunità kurde, l’America latina con il septerno l’embargo a Cuba e Venezuela? Il ritiro dal’Afganistan, dallo Yemen, i rapporti con l’Arabia Saudita l’elenco è lunghissimo ma, se con Biden ”difensore dei diritti umani, il nonno, il saggio padre di famiglia, il pacato, il pacifista” il buongiorno si vede dal mattino potremmo benissimo affermare un detto napoletano: “Scarta fruscia con Trump e piglie primiera con Biden."

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