In Italia è da sempre che si tortura!
Dalle leggi speciali contro il Terrorismo degli anni ’70 (legge Reale, leggi speciali di Cossiga) a Genova 2001, in Italia si continua a morire per mano delle forze del disordine. Dalle leggi Kossighiane che permettevano la detenzione e gli interrogatori non più nelle caserme ma in abitazioni private dove l’uso delle scosse elettriche ai genitali, l’acqua e sale, le finte esecuzioni e robacce varie si consumavano lecitamente con l’assenso del Governo Ombra del P.C.I. (Pecchioli, Cossutta Bertinotti).
Genova 2001 (prove tecniche di Golpe) teatro di sperimentazione per il salto di qualità nell’uso delle forza e della repressione:
1) Le Guardie Penitenziarie utilizzate nei servizi d’ordine pubblico affiancate dalla Guardia di Finanza. 2) La presenza nella Caserma di Bolzaneto, trasformata in carcere temporaneo, di medici e paramedici che non solo assistevano alle torture verso i fermati e gli arrestati (Scuola Diaz) ma partecipavano attivamente alle vessazioni degli arrestati, ormai inermi. 3) Il ripristino delle Istituzioni Totali (Carceri e Manicomi) come macellerie sociali punitive tali da legittimare l’uso sistematico dei maltrattamenti (vedi il caso di Francesco Mastrogiovanni).
Tutto per far fronte alla precarietà/miseria che avanza nelle nostre città dopo la fine dello stato sociale e per prevenire ogni forma di opposizione sociale.
L’uso della tortura, così come la repressione sistematica ai cortei studenteschi e operai, la trasformazione delle lotte sociali ed ambientali (movimento disoccupati, case occupate, lotta in difesa dell’ambiente) in reati contro il patrimonio (come la camorra) e di terrorismo, dimostrano che all’assenza di politiche sociali tese alla giustizia sociale, sia più proficuo per il potere politico e finanziario all’uso sistematico della violenza e quindi della barbarie.
NO ALLE VIOLENZE DI STATO!
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