Fermiamola
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La Ursula Von der Leyen,“in nome della pace e della democrazia”, ha presentato,“Rearm Europe“, un piano in cinque punti per aumentare la spesa europea nel settore della difesa.
Per comprendere la gravità del delirio bellicista/guerrafondaio della Unione Europea e dei governi che la compongono, basterebbe soffermarsi sulle frasi e le terminologie usate dalla Ursula nell’atto della presentazione in mondo visione del “Rearm Europe“.
La Ursula, modello tele predicatrice, nel presentare il “Rearm Europe“ sembrava essere colta e pervasa da delirio di onnipotenza che traspariva sia dal linguaggio che dalla espressione facciale come se non se non fosse consapevole delle gravità delle frasi e delle terminologie usate con cinismo e lucida/follia nell’atto di incitamento alla dichiarazione della guerra aperta alla Russia .
Soffermiamoci sulle fra frasi e terminologie :
- “Questa è “un’era di riarmo”” e l’Europa “è pronta” a fare quello che serve per difendersi “Viviamo in tempi pericolosi, la sicurezza dell’Europa è minacciata in modo serio, la questione ora è se saremo in grado di reagire con la rapidità necessaria“;
- dobbiamo scatenare il nostro potere industriale e produttivo e indirizzarlo verso l’obiettivo della sicurezza. Perché è la sicurezza da cui dipendono la nostra prosperità e la nostra libertà;
- dobbiamo ripristinare la deterrenza contro coloro che cercano di farci del male”;
- di cogliere il momento. Mobilitare le immense risorse dell’Europa. Evocare il nostro spirito collettivo per difendere la democrazia.
Oltre ai periclosi piani di inviare truppre di terra in Ukraina c’è il livello economico :
“La prima parte di questo piano è quella di consentire l’uso dei finanziamenti pubblici e della difesa a livello nazionale“, ha spiegato il capo dell’esecutivo comunitario. Gli Stati membri “sono pronti a investire di più nella propria sicurezza se dispongono di spazio fiscale. Dobbiamo quindi consentire loro di farlo. Ed è per questo motivo che proporremo di attivare la clausola di salvaguardia nazionale del patto di stabilità e crescita”. Questo, ha proseguito Von der Leyen, “consentirà agli Stati membri di aumentare significativamente le spese per la difesa senza innescare la procedura per i disavanzi eccessivi. Pertanto, se gli Stati membri aumentassero la spesa per la difesa in media dell’1,5% del Pil, ciò potrebbe creare uno spazio fiscale di quasi 650 miliardi di euro in un periodo di quattro anni”.
Ad onor del vero la Ursula ha reso pubblico ciò che i vari governi europei, da quello italiota, tedesco, francese a quello inglese da tempo stavano predisponendo.
Già la Meloni, voleva alzare la spesa militare al 2,5% del Pil, passando quindi da 32 a 57 mld ogni anno, salassando ulterioremente quel che resta il welfare italiota (sanità scuola ecc..) conil conseguenziale un ulteriore aumento del costo della vita.
All’appello della Ursula ha fatto seguito la Germania di Friedrich Merz presentando il piano da 900 miliardi per potenziare le infrastrutture e le forze armate.
Dopo le dichiarazioni dei leader europei che sembrano essere d’accordo circa la necessità di aumentare le spese per armi ed eserciti che sul riarmo, i titoli della difesa decollano:
- L’italiana Leonardo (controllata al 30% dal Tesoro) sale in borsa di oltre il 10%, portando il guadagno dell’ultimo anno al 107%, prezzi dei titoli più che raddoppiati;
- la tedesca Rheinmetall (che fabbrica tra l'altro i richiestissimi carri armati Leopard e ha un'intesa con Leonardo per sviluppare un nuovo tank) sale a Francoforte di quasi l'11%, così come la francese Thales
Mentre nella Borsai titoli della difesa decollano, a seguito dell’aumento dei prezzi provocato dai dazi di Trump, si stima un’erosione di 3,4 miliardi di euro di debiti nel caso in cui l’aumento dei prezzi provocato dai dazi venisse completamento assorbito dal gruppo franco-italiano che chiude la seduta a - 10%.
- A Parigi, le azioni Renault hanno perso il 5%;
- In Germania Volkswagen ha segnato - 4,4%, Bmw - 6,2% e Mercedes - 5,6%.
A proposito di degenerata/ follia/ bellicista e guerrafondaia…
Mentre Benjamin Netanyahu ha deciso di bloccare l’ingresso di merci e forniture ed aiuti umanitari e Donald Trump minaccia di bloccare tutti i finanziamenti statali alle università che consentono proteste che definisce “illegali”, senza ulteriori precisazioni e “Gli attivisti saranno imprigionati o rispediti definitivamente nel paese da cui provengono”, la maggior parte degli organi di informazione italioti tace sui crimini di guerra israeliani ma si straccia le vesti per l’eroe Zelensky che ha tenuto testa a Trump in difesa dell’orgoglio europeo .
Il quotidiano della Famiglia Elkann Agnelli “la Repubblica” ha indetto una manifestazione per il 15 marzo a Roma a sostegno della Unione Europea con tutti i presupposti di incitamento alla guerra contro la Russia ed alla economia di guerra .
“Costoro non si accorgono neppure che hanno semplicemente sostituito lo spirito patriottardo nazionalista con lo spirito patriottardo europeista. Mettete “Europa” al posto di “Italia” e tutto il resto del loro linguaggio attuale può essere preso pari pari dai comizi di D’Annunzio e dei mascalzoni che nel 1915 inneggiavano alla guerra”.
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