EXPO 2015 di Milano. Un’altra Genova 2001?

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“A pensare a male non si commette peccato” soprattutto dopo la conferenza stampa del Governo e le parole del Ministro dell’Interno Angelino Alfano per l’ufficializzazione delle decreto antiterrorismo da cui si evincono molte ambiguità e stranezze rispetto alle quali è fondamentale porsi delle domande su cui i compagni comincino a discutere, riflettere e quindi regolarsi di conseguenza.

Che i governi di tutto il mondo, a seguito delle loro stesse azioni militari in campo aperto e delle azioni terroriste dell’ ISIS (vedi attentati in Francia e Danimarca), adoperino internamente delle misure preventive, volte ad impedire eventi stragisti o qualunque altro evento tragico, rientra nei classici clichè di prassi governativa.

Ma leggendo il decreto presentato dal governo Renzi è chiaro che gli obiettivi siano ben diversi dalla semplice prevenzione rispetto al presunto rischio di attentanti di qualche folle fondamentalista. Ciò lo si evince dallo stesso titolo del decreto “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale nonché proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo” che lascia pochi dubbi rispetto a quelle che sono le reali intenzioni del governo.

Dal Decreto Legge ‘de quo’ la terminologia “anche di matrice internazionale” specificata tra le varie misure da adottare, significa letteralmente che priorità primaria del governo sta nel terrorismo interno e, poiché “qua nessuno è fesso” sembra di rivedere uno storico ripetersi di limitazioni delle libertà individuali e collettive proprio in vista di grandi eventi politici come l’Expo.

Il  pensiero non può che andare ai periodi del prima, durante e post Genova 2001.
Basta porsi un paio di domande:

In Italia esiste un clima conflittuale sociale così alto che si esprime anche in termini di lotta armata da anni  ’70 tale da predisporre misure speciali antiterrorismo ed ordine pubblico?
A noi compagni non risulta!

Cosa c’entrano con il terrorismo internazionale l’incremento delle unità militari per sostenere il Decreto Sblocca Cantieri? L’unica risposta sensata che ci viene, anche alla luce di note vicende giudiziarie (vedi NoTav), è che l’interesse del governo sia quello di inasprire ancora di più la repressione verso le lotte sociali e la difesa del territorio bollando le stesse come lotte eversive con finalità terroristiche.

Nel decreto è infatti previsto il potenziamento (da 3mila a 5mila unità) e proroga (dal 31 marzo al 30 giugno 2015) del personale militare appartenente alle Forze armate per i servizi di controllo e vigilanza a fini antiterrorismo degli obiettivi sensibili compreso l’EXPO di Milano che aprirà i battenti il 1° Maggio.
È chiaro che si voglia “cogliere due piccioni con una sola fava” con la scusa del terrorismo “anche internazionale” l’EXPO NON POTRÀ E NON DOVRÀ ESSERE DISTURBATO SENZA SE E SENZA MA!

L’EXPO rappresenta non solo un modello di messa a profitto del territorio e di messa in pratica di forme odiose di sfruttamento lavorativo secondo la logica dei grandi eventi, ma sarà soprattutto una vetrina internazionale in cui i grandi della terra, multinazionali e i governanti dei vari Stati partecipanti stabiliranno le linea guida di nuove forme di controllo e mercato volte ad affamare il pianeta più che a nutrirlo!
Ne è un esempio la partecipazione dello Stato d’Israele che senza pudore presenterà il progetto  “i campi di domani” attraverso il quale ci insegnerà come si creano campi coltivati nel deserto deviando i corsi d’acqua palestinesi; nonchè la partecipazione del governo Turco che durante l’assedio di Kobanè ha dato e continua a dare appoggio alle forze fondamentaliste islamiche. Insomma la sagra dell’ipocrisia!!!

Risulta quindi necessario, proprio per non dimenticare il clima politico instauratosi prima di Genova (ricordiamoci i fatti di Marzo a Napoli le c.d. prove tecniche di repressione), che in tempi politicamente utili prima dell’apertura dell’EXPO venga avviata una adeguata riflessione tra tutte le realtà antagoniste mettendo in rete e socializzando eventuali climi politici locali (provocazioni di qualsiasi tipo, pressioni e minacce da parte delle forze dell’Ordine e quant’altro); restando anche vigili rispetto ad eventuali presenze strane tra i frequentatori dei nostri spazi o iniziative politiche dato che sempre nel decreto è stata ufficializzata la creazione di un agenzia di 30 nuovi 007 con un’età inferiore ai 30 anni.

Testo completo del Decreto Legge 18.02.2015 n° 7 , G.U. 19.02.2015
Di seguito gli altri punti parte del decreto:

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI DA PARTE DELLE FORZE DI POLIZIA

Agevolazione dell’attività delle Forze di Polizia nella raccolta e nel trattamento dei dati personali e nell’analisi delle informazioni acquisite al fine di prevenire fenomeni di terrorismo e reati contro la sicurezza pubblica.

CONTRASTO AL TERRORISMO SUL WEB
  • Pene più severe per i reati di istigazione e apologia del terrorismo commessi via web;
  • Misure di prevenzione e contrasto alla radicalizzazione e al proselitismo via web, attraverso l’
    istituzione, presso il Ministero dell’Interno, di una «black list» dei siti internet utilizzati per promuovere attività terroristiche, anche internazionali;
  • Oscuramento dei siti utilizzati per terrorismo, anche internazionale, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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