Ettore Bielli ed il Movimento Anarchico a Salerno

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La figura e la storia umana/politica di Ettore Bielli è simile alle migliaia di donne ed uomini che abbracciarono il pensiero e l’agire anarchico tra repressione, persecuzioni ed ostilità non solo del potere capitalista ma anche da parte delle formazioni politiche staliniste.

Ettore era un comunista che disse no a Togliatti, proprio dalla famosa svolta di Salerno, ed abbracciò l’idea ed il pensiero dell’Anarchia .

Ricordare il compagno Ettore Bielli significa anche ripercorrere un percorso storico/politico della nostra città che nella quale il protagonismo, l’attivismo del Movimento Anarchico sino alla metà degli anni 70 non era secondario alle formazioni politiche rivoluzionarie Lotta Continua,Avanguardia Operaia, Manifesto , Servire il Popolo e Fronte Unito, queste ultime di ispirazione maoiste/marxiste/leniniste/staliniste .

Anche in Provincia la memoria storica del movimento anarchico, specie nel Cilento, si manteneva viva con testimonianze individuali, ancora in vita, sul loro passato politico sia nella resistenza e nella lotta di liberazione dal Nazi-Fascismo che nel post Liberazione che trovarono ospitalità e/o spazio politico nelle formazioni politiche socialiste cilentane dove le reminiscenze del socialismo libertario ancora perduravano .

In Campania il Movimento Anarchico era presente con proprie sedi a Napoli, Torre del Greco e Salerno.

Nel Beneventano e nell’Avellinese vi erano tante individualità la maggior parte rappresentate da studenti fuorisede delle Università Napoli/Salerno e come nel Cilento in queste aree permanevano le testimonianze storiche di vecchi compagni anarchici .

Ricordare Ettore vuol dire ricordare Giovanni Marini e fu proprio Giovanni Marini a far conoscere ad altri compagni/e anarchici questo vecchio compagno anarchico a cui dopo la sua morte fu intitolato la sede ed il nome del gruppo anarchico salernitano :

Gruppo Anarchico Ettore Bielli

Parlare di Ettore Bielli vuol dire anche parlare di Giovanni Marini, Franco Mastrogiovanni, e del primo nucleo di compagni anarchici “Camillo Berneri “, fine anni 60/inizio anni 70, sino alla sera del 7 Luglio 1972 in via Velia quando un gruppo di squadristi aggredì Giovanni, Franco un certo Rino S. occasione in cui morì il fascista Falvella.

Da quella sera la nostra città cambiò radicalmente così come cambio radicalmente la vita esistenziale/politica di tante/i compagne/i , compreso quella di tanti adolescenti che dovettero per forza di cose diventare adulti militanti per poter fronteggiare sia il clima di aggressione squadrista/fascista in Salerno, considerata la seconda città fascista in Italia, che per preparare le mobilitazioni per la liberazione di Giovanni Marini in vista del primo processo.

Fu quella Gioventù salernitana (14,15,16,17, 18,19, 20 enni ) di uomini e donne militanti e compagni più anziani che collocarono Salerno in contesto nazionale ed internazionale.

Salerno, negli anni che precedettero il primo Processo a Giovani Marini, divenne un riferimento nazionale ed internazionale sia del Movimento Anarchico che della altre Organizzazioni Nazionali (L.C./A.O/Aut.Op.) per la prassi dell’Antifascismo Militante.

Parlare di Ettore Bielli vuol dire anche parlare di Andrea Proto anch’esso abitante come Ettore Bielli e Giovanni Marini nel Centro Storico di Salerno e ripercorre la storia del Gruppo Anarchico salernitano a cui dopo la sua morte dedicò la propria sede che era ubicata nella zona orientale della nostra città precisamente a Pastena in via De Ruggiero.

Il ruolo del Gruppo Anarchico Ettore Bielli divenne fondamentale sia nell’opera di preparazione alla mobilitazione in vista del Processo contro Giovanni Marini che nella campagna di solidarietà e di sostegno verso lo stesso per le persecuzioni/aggressioni delle guardie nei vari carceri italiane dove veniva perennemente trasferito.

Giovanni era diventato un riferimento di riscatto sociale per l’intero popolo detenuto nelle carceri italiane e, grazie al sostegno nazionale ed internazionale nei suoi confronti ed a seguito delle rivolte che si verificavano nelle carceri dove era detenuto, perennemente in transito, si ottennero piccole ma importanti conquiste quali l’abolizione delle camere oscure ed i letti di contenzione, è da qui la riforma carceraria detta e riconosciuta Riforma Marini dall’intero fronte carcerario ma non istituzionale proprio per il cognome.

Parlare di Bielli vuol dire anche per le nuove generazioni ricordare che Salerno divenne sino alla metà anni 80 un vero laboratorio politico dove il gruppo anarchico Ettore Bielli ebbe un ruolo determinante sia nelle occupazioni di case come quella di Santa Margherita (quartiere popolare di Pastena che risultò essere la seconda Occupazione di casa vincente e in Italia) che nell’ antifascismo militante riuscendo a liberare la Zona Orientale di Salerno non solo dalla presenza dei fascisti ma impedendo alla destra sociale di attecchire nei quartieri proletari.

Il Gruppo Anarchico Ettore Bielli, dopo i processi a Giovanni Marini, l’ultimo avvenuto a Vallo della Lucania, condizionato anche dagli scontri politici all’interno del Movimento Anarchico cessò la sua esistenza ma sull’eredità politica dell’agire del gruppo anarchico determinò il mantenimento della zona di Pastena territorio off limits per fascisti e democristiani.

Da qui anche la “ Repubblica Popolare di Pastena” a cui segui l’occupazione nel 1978 del primo Centro Sociale Occupato nel sud “ Barone Rosso “ successivamente divenuto “Vincenzo Di Muro “.

E poi l’avvento dei due fenomeni dilaganti la Dissociazione e l’Eroina ………

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