Erdogan - Trump - Netanyahu: Terroristi e Mafiosi

terroristi

Siamo di fronte all’ennesima aggressione di Erdogan e del  suo esercito al Popolo Kurdo.

Con la cinica dicitura dell’operazione militare, di stampo prettamente mafioso e su modello israeliano, “Primavera di Pace“  è iniziata l’aggressione alle comunità Kurde del Nord della Siria con seri timori che si trasformi in un massacro e genocidio del Popolo Kurdo.

Avremmo tempo per definire e capire il perché di quest’ulteriore destabilizzazione in un’area, tra l’altro già lacerata da anni di guerre con centinaia di migliaia di vittime, la stragrande maggioranza costituita da civili e che hanno contributo ad ingrossare il numero degli esodi biblici sia via terra che via mare andando ad aumentare in termini esponenziali l’umanità dei vari campi profughi presenti sia in Europa che nel Medio Oriente così come il numero delle vittime.

 Il nostro compito ore è quello di cercare di impedire e di fermare il massacro in atto con tutti i mezzi politici ed umani necessari.

Per offrire uno spunto al dibattito e riflessioni che dovranno accompagnare le mobilitazioni ci affidiamo a due articoli del nostro sito del 2015 sia su chi finanzia e chi ha giovato e giova l’ISIS, così come a chi giova il fondamentalismo religioso Islamico/Ebraico

 

 Per fare da argine alla barbarie dell’ISIS:

Sosteniamo le milizie Kurde ed il PKK!

Poniamo fine all’eccidio del popolo palestinese!

I bombardamenti delle grandi potenze occidentali non potranno arginare le azioni militari “asimmetriche” dell’ISIS, così come non c’è soluzione ipocrita/muscolare e militare  che possa fermare l’esodo migratorio verso la fortezza Europa delle varie umanità in fuga dalla fame, dalle guerre e dalle miserie.

Se noi tutti siamo a conoscenza che, dietro l’ISIS e la creazione dello stato Islamico, c’è lo zampino di quegli stati alleati occidentali (Kuwait Qatar Arabia Saudita) con i quali si vuole creare una coalizione anti ISIS, diventa evidente che quello a cui stiamo assistendo, specie in seguito alle stragi di Parigi, altro non è che una drammatica rappresentazione scenica belligerante dello scontro tra le principali potenze mondiali, Stati Uniti e la Russia, con messaggi trasversali alla Cina (la terza guerra mondiale in atto) che determinerà solo ulteriori forti instabilità geopolitiche sia in Europa che nell’area Medio Orientale.

 L’ISIS, nel suo mediatico proselitismo “religioso” sanguinario/stragista, si erge a giustiziere di quel mondo arabo oppresso e fatto oggetto di guerre ed agressioni da parte delle coalizioni occidentali, che individua, nella guerra del Golfo del '91 e nelle torture ed umiliazioni consumate nel super carcere di Guantanamo ai danni dei prigionieri iracheni non solo, il livello più alto di sopraffazione verso umanità araba.

Alla funzione di giustiziere, tramite le politiche stragiste ed orride esecuzioni come il taglio delle testa, l’ISIS si erge a paladino e da riferimento delle ultime generazioni di emigrati, vittime di ingiustizie sociali che si consumano nei quartieri popolari/ghetto delle varie metropoli europee e verso quei flussi migratori causati dall’occidente e dallo stesso rifiutati, maltrattati e deportati.

Risulta evidente che il problema è solo di carattere politico in quanto vengono messe a nudo le enormi responsabilità del pensiero unico fondante il fondamentalismo capitalista che vede nell’agire guerrafondaio permanente e con stampo colonialista, l’unico metodo risolutivo dei conflitti.

Diventa necessario e doveroso, seppur nella prassi politica della riduzione del danno, che almeno su questa tematica l’area politica laica di sinistra ed l’arcipelago dell’antagonismo italiano ponga il proprio impegno nel pressare, indirizzare, grazie a mobilitazioni, le politiche governative a sostegno di quelle resistenti forme di comunità autonome e laiche come quelle Kurde e Formazioni politico/sindacali  e movimenti culturali laici che diedero vita alle“Primavere Arabe”.

Ripartire e prendere spunto da quella forza propulsiva manifestatasi nelle rivolte di popolo, denominate “Primavere Arabe” (Libia - Tunisi - Egitto ed in parte anche in Turchia) tra la fine del 2010 e gli inizi  del 2011 che ha espresso al mondo intero la voglia e la necessità di una visione laica ed autonoma nei rispettivi paesi mediorientali.

Il valore e/o segnale politico/culturale insito in quelle rivolte fù così forte, per timori di un allargamento nell’intera area mediorientale delle Primavere, da mettere in seria difficoltà le grandi potenze militari (Israele/Turchia nazioni di fondamentale importanza nello scacchiere strategico della NATO) ed i governi religiosi  islamici  amici ed alleati delle forze imperialiste.

Il non sostegno e l’indifferenza dell’’Europa Politica, dell’Italia in primis, alle “Primavere” hanno di fatto ridimensionato/isolato quelle forze politiche laiche e di sinistra di quell’area geografica, che a loro volta necessitavano non solo di visibilità internazionale ma anche e principalmente di adeguato sostegno politico.

Il riconoscimento politico delle Primavere da parte dell’Europa politica, poteva rappresentare un fattore fondamentali non solo per sostenere lo spirito propulsivo di libertà e di laicità  ma anche la garanzia della continuità di tali esperienze al fine di consolidare spazi di reale autonomia per uscire dalle morse religiose e dai tribalismi che storicamente hanno legittimato l’imperialismo, la dipendenza dall’occidente (accordi dei re e sceicchi con le multinazionali, ai loro fini privatistici e di ricchezza petrolio, gas ecc.) sia nei paesi arabi che africani.

Un dato importante o per meglio dire evento storico a cui fare riferimento come risultato positivo  derivante dalle cosiddette Primavere Arabe, fù rappresentato dal  Forum di Tunisi voltosi nel 2013.

 Il Forum di Tunisi nel proiettarsi in ambito internazionale, si  proponeva il divenire un soggetto politico referente dell’Europa politica in grado non solo di autodeterminarsi ma di essere espressione aggregante e di riferimento di tutte quelle comunità, forze/organizzazioni politiche, sindacali e culturali operanti nel mondo arabo.

 I punti nodali tracciati nel Forum, di valenza internazionale, furno individuati nei:

  • flussi migratori;
  • La dignità delle donne;
  • la centralità della questione palestinese;
  • l’islamizzazione dei conflitti compreso quello con Israele;
  • rafforzare le espressioni laiche e di sinistra che hanno contribuito alle “Primavere Arabe”.

Il non aver colto, a causa della atavica malattia della miopia politica di cui soffre la sinistra europea ed in primis della sinistra italiana, l’enorme valore storico non solo delle primavere ma anche del Forum ha determinato la perdita di una occasione politica storica in grado se non di evitare, ma almeno ridurre i danni (anche come numero di vittime) della perenne tragedia delle varie  umanità che fuggono dalla miserie e da guerre e da evitarci l’assistere alle scene di cadaveri, di corpicini di bambini sulle nostre spiagge mentre  si piglia la tintarella.

Così come il ridimensionamento, in ambito internazionale, della pressione politica finalizzata alla risoluzione politica della questione palestinese,senza la quale non ci sarà mai pace nel Medio Oriente e nel mondo intero.

Poiché come compagni/e come militanti il nostro ruolo non può essere ridotto a semplici straziati spettatori delle barbarie, nel nostro piccolo con onestà ideologica culturale e mossi da un senso di realismo politico, qualcosa possiamo fare.

Consolidare organicamente unità dell’agire laico delle soggettività, le entità collettive politiche/culturali operanti nella città per dare inizio ad un percorso unitario che veda uniti, l’agire politico/culturale laico con quello cattolico onesto, al fine di realizzare fattivamente nella nostra Comunità momenti di reale solidarietà verso i profughi anche perché di fronte ai drammi causati da questi esodi biblici, non si può rimanere passivi o ridursi a semplici spettatori di fronte alle barbarie attuali e future.

Riintervenire sulle problematiche migranti dopo le grandi mobilitazioni sui permessi di soggiorno del decennio scorso, riproponendo progetti legati all’accoglienza.

Porre politicamente la proposta su Modello forum di Tunisi - di una Conferenza Internazionale dei Popoli svolgersi proprio a Tunisi, fatto oggetto di strage per mano ISIS, per rilanciare il forte rifiuto di nuove guerre di stampo colonialista.

Promuovere e sostenere legati non solo all’accoglienza, ma da destinare alle comunità Kurde che oltre a fronteggiare l’ISIS debbono difendersi dai bombardamenti Turchi.

Sostegno e giusta risoluzione politica della questione palestinese senza la quale non ci sarà mai pace in Medioriente  

Su tale documento è nostra intenzione trasformarlo in proposta di dibattito/riunione da tenersi a brevissima distanza temporale.

Tale contributo alla riflessione ed al dibattito può essere ampliato, migliorato con il contributo collettivo di tutte/i compagni, ha anche la funzione di difendere e riprenderci  nella nostra città quelle libertà di comunicazione e di libera veicolazione, attualmente ridimensionate e messe a dura prova da editti e regole feudali che legittimano unicamente la presenza messaggi inculturali tipici di una città plebea e “babba”.

 

I  finanziatori dell’ISIS erano presenti all’EXPO di Milano!

Qatar –Kuwait –Arabia Saudita

e la Turchia…?

 Solo la storia può venirci in aiuto per comprendere e di conseguenza individuare metodi e strategie per fare fronte alle barbarie derivanti dal “Fondamentalismo pseudo religioso”, che attualmente stà dominando e condizionando la scena politica mondiale.

I principali assertori di tale fondamentalismo sono rappresentati dall’ISIS con la capacità economica grazie al sostegno della varie banche del Qatar, Kuwait vari Emiri dell’Arabia Saudita (alleati occidentali), militare, aggregativa finalizzata al “Grande Califfato/Stato Islamico” e dall’ ebraicizzazione d’Israele (punta più alta punta più alta del programma neocoloniale del Sionismo che esclude il diritto al ritorno dei non ebrei e, dunque dei palestinesi nati in quelle stesse terre e dei loro discendenti).

Entrambi stanno determinando una pericolosa instabilità geopolitica internazionale, non certo funzionale al popolo palestinese verso il quale si sta consumando un vero e proprio genocidio tanto meno agli arabi con le centinaia di migliaia di morti in Siria e con un numero simile di profughi.

Le stragi nelle piazze turche, di Beirut e le ultime di Parigi, ora più che mai necessitano di una laica interpretazione politica  congiuntamente ad una umana considerazione derivante  dalla ormai divenuta consuetudine l’avvenire di tali strazianti eventi .

Alle umane considerazioni, sul che tipo di futuro spetta all’umanità solo la storia può venirci in aiuto seguendo una laica e materialista interpretazione delle vicende storiche che nel tempo si sono succedute tali da determinare nel nostro pianeta un continuo ripetersi di tali tragiche manifestazioni barbariche e tali da abituarci a questo caotico ripetersi di simili eventi tragici da essere definiti ormai sistemici.

Alle barbarie, ormai divenute quotidiane, a cui noi assistiamo impotenti, istintivamente le nostre emozioni e ricordi ci riportano a Vittorio Arrigoni, non solo per la macabra esecuzione avvenuta per mano di un gruppo fondamentalista religioso, che per modalità mediatica ha anticipato l’efficiente funzione propagandista di stampo occidentale usata successivamente dai tagliateste dell’ISIS ma anche e principalmente per il suo, ormai divenuto testamento per le nuove generazioni che nel mondo sono vittime di ingiustizie :

 “Restiamo umani”.

 E’ nell’appello di Vittorio Arrigoni speranzoso di un mondo migliore che rende doveroso a noi tutti soffermarsi nella triste e drammatica riflessione umana/esistenziale che spinge dei giovani attentatori suicidi e/o kamikaze, anche adolescenti, a togliere la vita a decine e centinaia di loro coetanei.

E’ il “Restare umani” che i popoli e tutte le comunità debbono far pesare ai potenti della terra che sono i veri ed unici responsabili del raggiungimento di tale tasso di svalorizzazione della vita tale da disumanizzare non solo le interrelazioni umane ma anche umano/natura.