Elezioni Amministrative 2021 a Salerno
...all’inizio dell’Era del Rina/pascimento del Capitalismo (di concezione Renziana).
In vista delle prossime Elezioni Amministrative stiamo assistendo al risveglio “apolitico” della nostra città “Babba”.
L’ appuntamento elettorale 2021 dovrà confermare e/o designare il fantoccio di turno, anche in ottica dinastica, che possa permettere l’inizio del Trentennio della “Era De Luchiana, pur non sapendo ancora nulla per il momento su possibili elezioni politiche.
Esistono, infatti in Salerno tutte le condizioni politiche, elementi ed ingredienti, sia locali che a livello Nazionale, specie dopo gli scenari governativi determinati dallo sciocco pericoloso Renzi, che si vada alla riconferma di una prossima Giunta Comunale di stampo De Luchiana.
Potremmo affermare, alla luce dei fatti, “Nulla di nuovo sotto il cielo italiota e quindi anche salernitano”, se non fosse per l’avvento della Pandemia da Covid-19 che ha determinato:
- peggioramento delle condizioni socio-politiche della stragrande maggioranza della popolazione con un aumento esponenziale delle diseguaglianze sociali;
- picconate alla tenuta democratica nel nostro paese;
- una destra in attesa di riprendere la guida del nostro paese;
- applicazione dei decreti Salvini principalmente sulla pelle dei compagni e dei movimenti di opposizione (vedi le compagne del No TAV arrestate e ed i centri sociali sgomberati (l’elenco è lungo).
Per ritornare sul locale (Salerno) in prossimità delle elezioni amministrative, come da copione, è iniziata l’opera buffa e/o farsa con la messa in scena di tutte le varie fasi, ormai consolidate nel tempo, che contraddistinguono le ormai perenni campagne elettorali.
Il dramma e/o quesito politico è rappresentato da come poter uscire indenni dalla tragicommedia che per mesi saremo costretti a subire, vedere e sentire, figuriamoci per la possibile variabile impazzita di eventuali elezioni politiche che modificherebbero ancor di più il nostro agire nel quotidiano politico.
Per quanto sopra evidenziato per chi fa militanza politica, anche al di fuori delle logiche istituzional/elettoralistiche, quel che rimane da fare in questa fase elettoralista è un agire politico contrassegnato dalla riduzione del danno.
In quanto militanti politici, comunque siamo tenuti ad analizzare esprimere considerazioni ed opinioni, specie per le elezioni amministrative (Regione - Comune), anche per evitare facili considerazioni/giudizi di purismi ideologici e, per tali motivi è necessario riuscire a mantenere una laica visione politica senza coinvolgimenti “emotivi/religiosi” il che spesso diventa una impresa ardua.
Chi fa militanza politica, chi organizza movimenti e mette in atto delle vertenze che direttamente/indirettamente vedono coinvolti le controparti territoriali (giunte regionali e comunali) individuare figure terminali istituzionali che porterebbero le istanze vertenziali dei movimenti nei luoghi preposti alle decisioni risolutivi delle vertenze, ha una sua importanza.
La Pax De Luchiana
A Salerno tutto deve rientrare nella pax De Luchiana e nulla deve mettere in discussione lo “status quo” che vige nella nostra città da quasi un trentennio, anche attraverso il controllo dell’informazione.
Una possibilità di inversione di tendenza e di riuscire a scalfire il sistema di potere De Luchiano ultra decennale che perdura in città, si era determinata alle precedenti amministrative a seguito del risultato elettorale con l’elezione di un Consigliere Comunale nella lista civica di Sinistra “Salerno di Tutti”.
Nel programma elettorale di Salerno di Tutti si pose come priorità ed impegno la determinazione di una struttura di comunicazione alternativa in grado di controbilanciare nella città sull’informazione per competere con gli strumenti di informazione veicolati dai potentati politici.
Vista la presenza di giornalisti, tecnici ed operatori televisivi, alcuni di essi licenziati e/o in cassa integrazione e ,visto anche il favorevole esito elettorale della lista di sinistra si erano create tutte le condizioni politiche per creare a Salerno una vera struttura di peso in grado di far veicolare una informazione libera ed antagonista.
Ma, come da moltissimo tempo accade nostra città, tutto ciò che può e mettere in discussione lo “status quo” De Luchiano essere impedito e, come volevasi dimostrare un progetto che poteva concretizzarsi e realizzarsi dando vita ad una vera struttura comunicativa libera ed alternativa, per giunta presso il Centro Sociale, si è ridotto ad una semplice apparizione del solito faccione nelle testate giornalistiche esistenti in città.
Da un punto di vista politico/laico, per quanto sopra evidenziato, quando un candidato, specie se di “sinistra”, una volta eletto non assolve e/o viene meno ai doveri politici di rappresentante del popolo, specie se votato e sostenuto da una porzione di umanità politica locale ciò assume un aspetto di una certa gravità.
Il Consigliere eletto in questione, non solo non ha perorato neanche un punto del programma elettorale che vedeva prioritarie le annose problematiche del lavoro, salute e la difesa delle agibilità politiche ma le ha totalmente rimosse, tranne qualche sparuta esternazione mediatica, per giustificarne lo stipendio.
Tale personaggio è stato eletto non per i suoi scarsi 300 voti ma, per le componenti rappresentate in quella nella lista, civica di sinistra, grazie al quale si ottenne un risultato vincente, proprio nel feudo De Luchiano, in piena autonomia senza alchimie e/o apparentamenti politici.
Ma, come spesso accade nelle città “babba” la caratteristica che la contraddistingue è lo spirito omertoso e di complicità anche di entità singole e di sigle anche di sinistra.
A dimostrazione di quanto sopra il Consigliere Comunale, di sinistra in questione, in questi anni non è stato mai presente:
- nessuna indignazione, nessuna opposizione anche minima sulla privatizzazione e disfacimento della intera macchina comunale;
- nelle mobilitazioni dei Disoccupati Organizzati di Salerno, tanto meno ha esplicato il suo ruolo istituzionale di opposizione cerando di far indire un Consiglio Comunale tematico su Disoccupazione e Miserie a Salerno, richiesta del locale Movimento di Lotta per il Lavoro con tanto Petizione e presentata ufficialmente al Sindaco ed alla Giunta Comunale di Salerno.
- Neanche un minimo accenno, neanche mediatico, sul problema del Carcere di Fuorni, tanto meno, sempre nello svolgimento delle sue funzioni, quello di sorvegliare sul rispetto dei diritti civili dei Detenuti, è bene ricordare tutti che le rivolte carcerarie in Italia sono partite proprio dal carcere di Salerno.
- Esempi di insolvenza delle sue funzioni istituzionali di un consigliere comunale, per altro di Sinistra e di opposizione sono tanti ed il quadro non cambia neanche per le battaglie ideali legate alla solidarietà internazionali ed internazionaliste;
Il ruolo di opposizione da “sinistra”, nel paradosso, è stato svolto per quasi 4 anni da un altro consigliere il quale, pur non dichiarandosi mai di sinistra, ha svolto regolarmente il suo ruolo di consigliere di opposizione sostenendo sia in ambito istituzionale che presenziando in vari momenti di mobilitazioni sia dei disoccupati che davanti al carcere contro la privatizzazione della sanità ed a fianco anche degli immigrati.
Il Consigliere in questione si è reso protagonista, di recente, di un cambio di casacca passando dal gruppo DEMA al sostegno del candidato della Destra Caldoro nelle recenti elezioni regionali, addirittura passando nelle file della Lega di Salvini.
In politica non c’è nulla da meravigliarsi e, poiché in politica non c’è mai fine al peggio, i falsi moralismi e gli ipocriti purismi non servono se rimangono fini a se stessi, anche se trasformismi camaleontici clamorosi se ne verificheranno sempre, specie nelle fasi preparatorie delle elezioni.
Di esempi simili ne abbiamo avuti tanti anche più gravi, come quello di un dirigente politico di spicco di Rif. Comunista, attuale Sindaco di Eboli, tra l’altro inquisito ed agli arresti domiciliari, che ha rivestito ruoli importanti sia in ambito istituzionale (Assessore al Lavoro nella Provincia di Salerno) che nella dirigenza nazionale de P.R.C., che non ha tergiversato ad una fulminea trasformazione (cambio di casacca) da Rif. Comunista al Centro Destra.
Su tale vicenda la smemoranda sinistra-sinistrata salernitana ha calato una coltre omertosa nonostante abbia sulla coscienza (insieme all’ex Assessore Regionale al Lavoro sempre di Rif. Com.) 500 disoccupati del Progetto Conoscenza e Lavoro che , per meri calcoli politici di alleanze trasversali con De Luca, furono sacrificati alle politiche clientelari privatistiche delle quali oggi nella nostra città ne paghiamo le peggiori conseguenze sia per la desertificazione occupazionale che per la precarietà sociale.
Lo spirito omertoso, nessuna indignazione nessuna critica c'è stata in questi anni anche per l’attuale Consigliere Comunale di”Sinistra”.
Il clima politico che si sta vivendo nella nostra città è caratterizzato, per l’assenza di movimenti reali, da provincialismo, plebeismo, sudditanza, spirito omertoso.
Visto che si sono accesi i motori in vista delle prossime elezioni amministrative 2021, tenendo conto anche dei disastri umani sociali ed economici resi ancora più evidenti dalla Pademia da Covid-19 e dei Recovery Fund che dovranno essere gestiti dalla Regione e dal Comune, è lecito porre alcune indicazioni a quelle entità collettive ed individuali che stanno attrezzandosi per le prossime elezioni amministrative invitandoli a porre laicamente nei programmi elettorali alcune tematiche prioritarie riguardanti la nostra città:
(i punti sotto citati sono gli stessi che ponemmo l’8 Luglio scorso in occasione delle elezioni regionali)
Il lavoro :
- Porre una critica radicale al Concorsone nella Regione Campania di Vincenzo De Luca dove, da previsioni, solo un salernitano su cento che ha partecipato al concorso ha speranze di essere assunto, nonostante l’enorme fabbisogno di cui necessita la nostra P.A. di personale operaio sia generico che specializzato (Ciclo delle acque, la manutenzione della rete fognaria, delle spiagge, del verde pubblico urbano e delle colline, l’intero ciclo dei rifiuti così come l’assistenza alla persona);
- Denudare il Concorsone ideato dal De Luca, utile a mimetizzare le operazioni di privatizzare la Macchina Comunale grazie all’utilizzo del principale carrozzone clientelare rappresentato dalla Soc. Salerno Pulita;
- Il Comune di Salerno, come erogatore di Servizi Pubblici, non esiste più in quanto totalmente esautorato dalle sue funzioni avvenuto grazie alle complicità delle Og. Sindacali della Funzione Pubblica e dalla totale assenza di chi a sinistra,
- Visto che il personale del Comune di Salerno si è ridotto drasticamente a qualche centinaio di dipendenti per i vari pensionamenti (quota cento e fine rapporti lavorativi classici) porre il ripristino di Internalizzare tutti i Servizi, tramite concorsi trasparenti tesi ad una moratoria che vedano inclusi sia personale operante nelle attuali Società Miste, Cooperative Sociali che dei Disoccupati di Salerno del Progetto Conoscenza e Lavoro;
- Come nel Comune anche nel Comparto della Intera Sanità che necessita di centinaia figure lavorative.
Inclusione sociale contro le Macellerie Sociali (carcere e quartieri ghetto):
Prima, durante, e speriamo bene, dopo la Pandemia, nessun provvedimento contro le precarietà povertà e miserie che nella nostra città hanno raggiunto livelli incresciosi, drammatici ed inquietanti. L’aumento esponenziali dell’umanità precaria salernitana il 70% ha determinato non solo il peggioramento delle condizioni di vita che specie nei quartieri ghetto (S.Eustachio, Matierno, Cappelle, Mariconda ecc.) divenuti Macellerie sociali ma ha incrementato ancora di più i flussi verso il Carcere di Fuorni, contribuendo al sovraffollamento delle Carceri che è anche alla base delle Rivolte di qualche mese fa iniziate nel carcere di Salerno ed estesesi nel resto delle Carceri Italiote.
- Visto che delle condizioni di vita dell’umanità reclusa nelle carceri italiane delle quali nessuno ne parla, tranne collettivi ed entità antagoniste e, per tali motivi fatti oggetto di repressione, per un senso laico di civiltà ed umanità i Consiglieri (Regionali-Comunali ) dovrebbero vigilare sul rispetto dei diritti civili dei detenuti contro ogni forma di vessazione e di tortura;
- E’ necessario porre una critica radicale ai Decreti Salvini che hanno inciso in termini peggiorativi delle condizioni di vita e dei maltrattamenti sui detenuti ed a nulla sono valse le rivolte, le proteste e le denunce delle famiglie dei detenuti e degli avvocati penalisti e , sebbene si registri un calo dei reati, il numero dei detenuti in Italia continua a crescere varcando cifre drammatiche ed emergenziali messe a nudo, tra l’altro, nelle recenti rivolte.
- Rompere la coltre di silenzio omertoso nasconde le urla soffocate di coloro che sono costretti a vivere in condizioni disumane in celle sovraffollate di pochissimi mq, specie con il caldo afoso che caratterizza la stagione estiva;
- E’ nelle macellerie sociali (carceri, quartieri popolari, nei luoghi di sofferenze come i reparti psichiatrici) che la sinistra, anche istituzionale, dovrebbe riprendere non solo la presenza ma rendersi protagonista di lotte e mobilitazioni anche perché è proprio in questi luoghi (carceri e quartieri marginali) specie nei quartieri dove spesso si annidano e determinano non-culture che sfociano in comportamenti sociali che spesso rasentano la xenofobia, il razzismo, l’omofobia e l’odio verso i più deboli.
- Sostenere quelle entità politiche culturali che fanno opera di controinformazione e di denuncia fondamentale per smontare l’architrave della Destra sociale Leghista che si basa sulla squallide campagne mediatiche securitarie.
Salute, lavoro, ambiente, dignità umana e solidarietà internazionale rappresentano alcuni temi sui quali, anche da un punto di vista riformista/istituzionale, potrebbero contribuire a costituire una barriera contro ogni forma di imbarbarimento sociale/relazionale, dove le energie, le intelligenze vengano sapientemente usate ed utilizzate laicamente per restituire dignità specie a quella umanità precaria, ricattata ed umiliata.
Nella nostra città esistono tutte quelle condizioni e/o possibilità geo-politiche per rilanciare una lotta/vertenza per la piena occupazione coniugando al lavoro/reddito, la salute, l’ambiente il sapere critico, la necessità di spazi sociali difendendo ed appropriandosi di conseguenza sia delle libertà che le agibilità politiche.
Le considerazioni di cui sopra, mai come oggi, specie per quello che ha determinato e sta determinando il Covid-19, risultano utili per saper affrontare quel che si prospetta per noi essere un futuro nerissimo per la povera gente, non sappiamo ma possiamo intuire quali saranno gli scenari socio economici e politici che ci attendono.
Se l’esistente risulta essere contrassegnato negativamente per la stragrande maggioranza della popolazione figuriamoci il futuro.
Risulta fondamentale ribadire, infine che sta solo a noi, senza delegare a nessuno, e nella nostra militanza condotta con maturità capacità/volontà ed onestà ideologica/culturale e comportamentale determinare quel clima politico di conflittualità che dal locale sappia inserire la nostra comunità nel contesto nazionale ed internazionale sapendo interpretare/cogliere i bisogni reale della gente e delle generazioni sia nuove che vecchie.
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