E' autunno: da "Cadon le foglie" a "Cadon gli alberi, franano montagne, fiumi di fango e alluvioni"
Dalle frasi poetiche sull’autunno dei tempi passati agli attuali drammi causati da eventi atmosferici per via dei cambiamenti climatici che trasformano le piogge, coincidenti con l’inizio della stagione autunnale, in eventi pericolosi.
Le paure e le tensioni vissute, nei giorni di fine Settembre, nell’intera provincia di Salerno, città capoluogo compreso, a causa di trombe d’aria, frane, inondazioni e fiumi di fango riversate in tantissime zone della nostra provincia, ripropongono l’ennesimo e drammatico problema dei dissesti idrogeologici e dei cambiamenti climatici.
Puntualmente, come succede sempre dopo il verificarsi dei danni provocati dai fenomeni atmosferici/climatici si fa la conta e, questa volta solo per fortuna non si sono registrate vittime se si pensa alle tantissime aree colpite nel salernitano: l’Agro Nocerino Sarnese, in particolare le fasce pedemontane di Sarno, Nocera Superiore, Castel San Giorgio, Bracigliano, Cava dei Tirreni. Allagamenti anche a San Valentino Torio, San Marzano sul Sarno, Pagani, Nocera Inferiore e Mercato San Severino.
Evacuazione di centinaia di persone, in termini precauzionali, a Sarno e nell’Avellinese.
Il sindaco a Baronissi (SA), “Raccomandiamo a tutti i cittadini di non uscire di casa se non strettamente necessario".
Nella nostra città, Salerno, la tromba d’aria che ha sradicato alberi d’alto fusto quasi secolari ed inondazioni in varie parti della città, non si è verificata una tragedia solo per pura casualità data la non apertura delle attività scolastiche.
E come ormai succede da quasi mezzo secolo, nelle fasi successive alle devastazioni, disastri ambientali e stragi preannunciate, da consuetudine si rinnova il circo mediatico caratterizzato dalle ipocrite analisi e valutazioni dei vari Sindaci, Governatori, Ministri ecc...
Nulla è cambiato!
A testimonianza che nulla è cambiato anzi peggiorato, ripubblicando un nostro recente contributo del 06-05-2020 in occasione dell’anniversario della strage di Sarno, proprio per non dimenticare.
Per non Dimenticare Sarno!

Le immagini di macerie e distruzioni, di cui sopra, potrebbero essere riconducibili a bombardamenti israeliani sui centri abitati palestinesi, come in Siria, nei territori kurdi ad opera dell’esercito turco, nello Yemen o in svariati parti del pianeta dove le devastazioni le macerie i grovigli di lamiere rendono simili ed uniscono quelle comunità sulle quali si sono riversate fenomeni e tragici avvenimenti, siano essi guerre che disastri ambientali.
Le immagini sopra riportate risalgono a quel che avvenne tra la notte del 5 ed 6 maggio 1998, quando una valanga di fango si stacca dalla montagna di Pizzo di Alvano e raggiunge alla velocità di 300 metri al minuti i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici, provocando la morte di 160 persone.
Per la strage di Sarno, per’altro annunciata, nessuno ha pagato ma, quel che indigna è che ancora a distanza di 22 anni da quell’evento drammatico nessuna politica di prevenzione e di tutela ambientale e’ stata messa in atto nonostante che l’80% del territorio Campano ancora è una zona rossa sia per i terremoti che per le frane che per le inondazioni.
Ad essere “zona rossa” non è soltanto la Campania bensi l’80% del territorio nazionale.
A riprova di quanto sopra, la recente tragedia anch’essa preannunciata di Genova, dai ponti sulle autostrade costruiti con la sabbia che crollano all’indomani dell’inaugurazione, dal dissesto idrogeologico che provoca frane dove basta qualche ora di pioggia per determinare alluvioni, frane e straripamenti di fiumi che hanno provocato vere stragi (Valtellina, Sarno, Noverato, la stessa Genova, in Sardegna ecc) tra l’altro tutte preannunciate.
All’elenco dei tragici eventi di cui sopra, si aggiungono le mareggiate che recano danni gravissimi sia economici che in termini di costi di vite umane, gli incidenti ferroviari che si sono verificati sino ad ora grazie alla la privatizzazione della rete nazionale ferroviaria, sacrificata all’alta velocità, vera causa di in curia delle tratte regionali e che stanno alla base dei gravi disastri ferroviari anche questi preannunciati.
Per tutte le “stragi preannunciate” seppur si conoscono i responsabili nessuno ha pagato.
Sono decenni che assistiamo al ripetersi di queste stragi annunciate e puntualmente si contano solo le vittime, così come sono decenni che sentiamo dalle forze politiche governative, solo dopo il verificarsi di queste tipologie di stragi, ripetere ipocritamente le solite affermazioni sulla necessità di manutentare, salvaguardare il nostro patrimonio ambientale facendo al contempo opere di prevenzione.
Le holding politico/finanziarie e del cemento, veri responsabili dei disastri ambientali e delle stragi preannunciate, avvenute sino ad ora in Italia, senza “pagare alcun dazio” continuano a ricevere finanziamenti ed enormi quantità di denaro pubblico.
Stessa storia avverrà per la Pandemia da Covid-19, dove gli assertori delle Politiche delle privatizzazioni dell’Assistenza Sanitaria, in primis i “Governatori delle Regioni” che hanno distrutto ed indebolito in questi decenni il sistema sanitario nazionale pubblico, invece di essere giudicati per le loro malefatte diventeranno i salvatori della Patria quindi da riconfermare nelle prossime elezioni regionali.
Il coronavirus ha reso visibile ed evidente in Italia, in Europa, nell’America Latina persino negli Stati Uniti D’America i disastri umanitari ed ambientali provocati dal Capitalismo che attualmente è il pensiero unico dominante.
E’ doveroso/necessario mettere in discussione e porre una critica radicale al modello di sviluppo capitalista le cui teorie e le ideologie neo-liberiste basate sulla velocità schizofrenica della produzione e circolazione della merce dettata unicamente dalla voracità del profitto cannibalesco del capitalismo a discapito della salute e dell’ambiente, cause queste, conclamate ed accertate, dell’aver reso più fragile il nostro ecosistema e la salute.
In questo quasi secolo, in nome dello sviluppo e della Modernità, nel nostro pianeta sono state causate decine di milioni di morti per guerre imperial-colonialiste, morti per fame, povertà, desertificazioni, stragi, cataclismi e disastri ambientali!
Per ritornare a Sarno 2020 riportiamo un articolo di un quotidiano locale:
“Sono bastate poche ore di fase 2 per riportare il fiume Sarno agli antichi squallori, nuovamente il coso d’acqua intorpidito da liquami: una massa torbida che invade il canale.
Nei giorni scorsi il Sarno, fiume tra i più inquinati d’Europa aveva ripreso a “Respirare”, l’assenza di scarichi industriali non purificati (in gran parte abusivi) aveva consentito una sua parziale o, quanto meno iniziale rigenerazione.
Sino al 4 Aprile il Sarno aveva ripreso il colore degno di un corso d’acqua dall’inizio della fase 2 è ripreso l’inquinamento e non abbiamo visto, per la lotta agli eco-criminali, droni, controlli, elicotteri e lanciafiamme”,-ogni riferimento non è casuale-, è rivolto a De Luca governatore della Terra dei fuochi e del Biocidio.
Altra notizia:
Il lockdown abbatte lo smog <Evitati 11 mila morti in Europa, 1.500 soltanto in Italia>
Non solo nulla è cambiato ma, sempre in nome della ripresa economica e dello sviluppo tutti insieme appassionatamente, si continua a prediligere la cementificazione, lo sviluppo capitalista, il profitto a discapito della salute e dell’ambiente.
Solo lacrime di coccodrillo e ci scusino i coccodrilli!
Di fronte al ripetersi di queste stragi preannunciate avvenute in questi decenni, dal Vajont ai giorni nostri, invece di salvaguardare il nostro patrimonio ambientale tutti i Governi, la Confindustria, gli assertori del neoliberismo del Organizzazioni sindacali con le miopi politiche sviluppiste ripropongono le politiche cementificatorie delle infrastrutture, alta velocità, compresa la scellerata riproposizione del Ponte/Tunnel Sullo Stretto di Messina.
Localmente si rende necessario fare opere di prevenzione, coinvolgere le Università ed il pensiero critico, per lo studio e la predisposizione di progetti tesi alla salvaguardia ed alla prevenzione rischi del territorio, tenendo conto che in tal modo localmente si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro, utili anche per la rinascita culturale ed esistenziale dei vari Territori e Comunità.
Bisogna organizzare Movimenti di Lotta per il Lavoro per la piena occupazione im/ponendo anche un controllo affinché Fondi Europei/Ricoveri Found, specie per quelli destinati al Sud tesi all’inclusione sociale previsti per il 2021, abbiano un utilizzo serio.
Bisogna evitare che i Fondi Europei vengano usati per le Grandi Opere, che oltre ad essere slegati dai reali bisogni del nostro territorio, sono inutili, costosi e dannosi per il nostro eco ambiente.
E come al solito per chi lotta e si oppone alla devastazione ambientale, come il popolo No Tav, c’è solo repressione, ritorsioni e criminalizzazioni.
Immediata liberazione di Dana, solidarietà al Centro Sociale Askatasuna fatto oggetto di una vile e vergognosa campagna di criminalizzazione.
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