Dalle mobilitazioni internazionali contro i vertici dei grandi della terra (1999-2001) alle mobilitazioni del 2021 contro i G20

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( Da Infoaut )

  • Il primo appuntamento internazionale del movimento di opposizione al neo-liberismo avviene nel Novembre 1999 a Seattle, decine di migliaia di dimostranti invadono la città in occasione della conferenza del World Trade Organization (Wto): nonostante venga dichiarano il coprifuoco, gli scontri di piazza sono fortissimi i manifestanti riescono ad interrompere il vertice.

  • A Washington nell’aprile 2000 in concomitanza del G7 e delle riunioni del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale il movimento anti-globalizzazione mobilita decine di migliaia di persone si scontrano con la polizia che carica duramente i manifestanti per impedire che raggiungano i luoghi in cui si svolge il vertice. La guerriglia urbana dura fin che l’incontro non finisce.

  • Nel settembre è il momento di Praga, in occasione del nuovo incontro del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Nella città decine di migliaia persone, molte provenienti anche da tutta Europa, si scontrano con le forze dell’ordine locali: i fatti hanno risonanza europea.

  • Il mese successivo a Montreal si riunisce il G20 con i ministri finanziari e i governatori delle banche centrali dei venti paesi più industrializzati. Anche qui decine di migliaia di giovani e di cittadini scendono in piazza per contestare e possibilmente impedire e si scontrano con la polizia. La città è sconvolta dalla guerriglia.

  • A Nizza dal 7 al 9 dicembre si riunisce a Nizza il Consiglio Europeo, cioè il vertice dei capi di governo dei 15, anche questa è una buona occasione per portare in piazza nonostante il blocco delle frontiere decine di migliaia di manifestanti contestano duramente i potenti dell’Europa scontrandosi a più riprese con la polizia in assetto antisommossa.

  • Nel gennaio 2001, al Forum dell'economia mondiale di Davos il presidente statunitense Bill Clinton approva il Wto e loda la globalizzazione. Grande è la mobilitazione del movimento che si oppone al neoliberismo, partecipa anche José Bové.

  • A Napoli, in marzo si deve svolgere il vertice internazionale Global Forum, sotto la regia del ministro Bassanini più di quarantamila giovani affluiscono in città. Scontri durissimi tra manifestanti e polizia che si fronteggiano per un’intera giornata.

  • In aprile in Quebec Canada si ritrovano presidenti e governatori di Nord, Centro e Sud America si Trentamila dimostranti, contrari dalla possibile estensione del trattato di libero scambio Nafta si mobilitano e assediano il vertice. Anche qui gli scontri di piazza diventano incontenibili.

  • A Goteborg nel mese di giugno si svolge il Consiglio europeo dove si deve discute, tra l'altro, delle misure per salvaguardare l'ambiente. Gli scontri con i manifestanti sono molto duri: la polizia spara e due ragazzi rimangono feriti, di cui uno in fin di vita.

A fine luglio è la volta di Genova qui il movimento condensa tutta l’esperienza e la consapevolezza maturata nei precedenti percorsi, l’ultima scadenza prima degli attentati alle torri gemelle dell’11 settembre.“

Il biennio 1999-2001 è stato contrassegnato da forti mobilitazioni contro la globalizzazione del pensiero unico del capitalismo, reo delle peggiori diseguaglianze e dello scempio ambientale del nostro pianeta di cui oggi ne subiamo le peggiori tragedie umanitarie sia per le guerre colonialiste che per la pandemia da covid-19.

Le mobilitazioni di cui sopra si sono svolte nei paesi occidentali capitalisti sia negli USA, cuore del capitalismo, che nel resto dell’Europa e, dopo l’11 Settembre negli USA si sono ripetute con il  protagonismo dei  vari movimenti, dall’Occupy Wall Street del 17 Settembre 2011, alla rete attuale dell’opposizione sociopolitica di Black Lives Matter, Climate Chang, il Movimento anarchico, Non Una di Meno delle Donne , Movimenti per i diritti civili.

I movimenti, di cui sopra, hanno dato origine ad un conflitto sociale che ha accompagnato il 2°mandato di Obama proseguito con Donald Trump, quasi certo seguiteranno con Biden.

A distanza, di più di 20 anni di quelle mobilitazioni anticapitaliste che misero in difficoltà i potenti della terra, il dato politico significativo è la testimonianza che lo sviluppo capitalista rimane e sarà sempre incompatibile con i tempi dell’umanità e del pianeta.

Risulta palese che, da Seattle 1999 alle manifestazioni contro i G20 del 2021, le capacità di complicare la vita dei grandi della terra si sono ridotte ma bisogna tenere conto che in più di 20 anni tanti sono stati gli avvenimenti, gli sconvolgimenti che, se da un lato hanno segnato un brusco rallentamento dell’intero movimento globale anticapitalista, dall’altro hanno determinato l’acuirsi di tante contraddizioni  che hanno aperto anche ampi margini di manovra politica, come il salto politico dei vari movimenti statunitensi che hanno unito le rivendicazioni dei diritti civili al conflitto di classe persino nel cuore della Grande Mela, gli USA.

E’ sempre opportuno ricordare le ripercussioni della politica di Trump che hanno avuto in campo internazionale, sia da un punto di vista economico che finanziario, gli scenari di guerra ancora in in atto (Siria, Ucraina, Libia) che la questione Palestinese e le varie regioni autonome Kurde alle prese con la Turchia decisa nel portare a termine il suo progetto di espansione entro il 2023 attraverso l’annientamento/genocidio dei Kurdi.

Sostenere il movimento di opposizione socio/politico operante negli Stati Uniti potrebbe riaprire spazi di agibilità politica per la Sinistra Europea, in primis quella italiana contro le nuove forme di schiavitù, per la tutela della salute e dell’ambiente contro le multinazionali dell’Energia, le  privatizzazioni selvagge, Rcoveri-Fund ecc.

Si potrebbe utilizzare questa fase storica caratterizzata dallo “scontro di classe” in atto negli States, le forti ribellioni in America Latina, gli scioperi generali e le lotte lotte sociali nel cuore del Sionismo, per riaprire in Italia e nel resto d’Europa le lotte contro la NATO, contro le guerre imperialiste, per la tutela del Pianeta Terra, contro il femminicidio, l’omofobia ed il razzismo, contro il nucleare, contro ogni rigurgito nazista o fascista celato da ritorni di nazionalismo identitario.

  • Nonostante le guerre, nonostante le prove militar/muscolari NATO/USA  contro la Cina/Russia che stanno determinando  un clima di conflitto mondiale senza averlo mai dichiarato;
  • nonostante la pandemia;
  • nonostante le manovre finanziarie per rinvigorire lo sviluppo capatilista;
  • nonostante l’iper controllo tecnologico/repressivo

il mondo non è pacificato motivo per cui, come militanti internazionalisti ed antimperialisti, siamo tenuti ad impegnarci, dalle problematiche locale con uno sguardo al globale.

Stiamo in una fase storica molto delicata caratterizzata da tante  vicende/avvenimenti che stanno determinando un imbarbarimento comportamentale tra esseri umani ed esseri umani e la natura, specie per la Pandemia, e che stanno mettendo a dura prova le nostre resistenzialità politiche ecco perché le mobilitazioni di questi giorni contro i G20 dal Nord al Sud Italia potrebbero rappresentare quei momenti da cui ripartire per rideterminare un ampio Movimento di Opposizione Sociale in grado di incidere sia nelle politiche di casa nostra che in contesto internazionale  Palestistina, Comunità  Kurde, America Latina.

 

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