Contro Salvini, oltre Salvini.

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Fare una valutazione della manifestazione a carattere provinciale svoltasi a Salerno il 26 Gennaio scorso diventa utile anche per comprendere il prosieguo dell’agire politico del Coordinamento contro la Legge sulla Sicurezza di Salvini, visto anche il fronte di opposizione che in Italia sta mettendosi in piedi e che, tra l’altro, si è dato appuntamento il 23 Marzo prossimo a Roma per una manifestazione nazionale “Marcia per il clima contro le grandi opere inutili”.

Come “denudare il Re”

Dalle marce e dalle varie iniziative antirazziste svoltesi come a Salerno nel resto del paese si evidenzia il bisogno di umanità, di civiltà e la necessità di un neo-umanesimo contro le barbarie ma, ciò non basta e non è sufficiente per spazzare via le forze oscurantiste e le“in/culture” che determinano, in vari strati sociali, un imbarbarimento nelle relazioni sociali e nei comportamenti quotidiani.

Attraverso l’uso dell’arma di distrazione di massa con slogan tipo “prima di tutto gli italiani” ed allarmismi su“le invasioni di africani di islamici”, in Italia come nel resto d’Europa e nel Mondo, efficaci per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai reali problemi quali la povertà,  precarietà, il fragile stato di salute eco/ambientale del pianeta sacrificato sull’altare dello Sviluppo Capitalista, si cerca di sopprimere ogni forma di opposizione sociale.

Per iniziare a smontare l’architrave reazionaria e repressiva della Legge Salvini sulla Sicurezza, al senso di civiltà espresso in questi giorni di mobilitazioni necessita unire un agire politico laico e di classe che ponga come priorità la critica radicale alle povertà, alle grandi opere ed alle vampiresche pretese della Confindustria.

Nelle varie iniziative legate alla vicenda della nave Sea Watch, nell’opporsi alle mediatiche prove muscolari del mangiatore di nutella (Salvini), si sono resi protagonisti addirittura i vari Renzi, Minniti, Orfini  e vari presidenti di Regione, che nello scoprire da qualche mese i sentimenti antifascisti, si auto/assolvono dalle gravissime responsabilità politiche che hanno portato la Lega e Salvini ad assumere un peso rilevante nel vento reazionario che soffia oltre che in Italia anche in Europa e nel resto della geopolitica mondiale tale da far diventare il Salvini riferimento non solo di Trump ma anche del peggio della destra internazionale nella figura del nuovo Presidente del Brasile Bolsonaro.

Dal Muro di Trump in Messico alle mediatiche manifestazioni muscolari di Salvini con le ruspe, le chiusure dei Centri di accoglienza le varie vicende dei porti, passando per Bolsonaro in Brasile che vuole cementificare la Foresta Amazzonica alle nazioni europee sovraniste si recita lo stesso copione: “difesa delle razza”, “la sacralità della famiglia”, "difesa della patria”, enunciazioni su cui, su modello Israeliano, si dovrebbero ridisegnare confini e definire nazioni su basi etnico religiose.

Se i buffoni ed i delinquenti sopra citati, Trump Presidente degli Stati Uniti d’America, Bolsonaro Presidente del Brasile, Salvini Ministro degli Interni in Italia, non ricoprissero ruoli governativi in grado di condizionare addirittura il futuro del nostro pianeta terra, il nostro vivere quotidiano politico esistenziale sarebbe meno grave.

Purtroppo, quella che definiamo “l’internazionale nera”, composta dai  degni rappresentanti sopra citati, non solo tiene con il fiato sospeso una buona parte dell’umanità a causa delle guerre, degli esodi biblici, del disordine mondiale, dei cambiamenti climatici delle devastazioni ambientali ma risulta essere anche il braccio politico/armato di quelli, come li definiscono i media internazionali “i paperoni del mondo” che qualche giorno fa si sono riuniti a Davos.

Davos secondo il Rapporto Oxfam:

  • la ricchezza netta della popolazione più povera del mondo (3,8 miliardi di persone) è diminuita dell'11%;
  • i 26 ultra-miliardari del 2018 - contro i 43 del 2017 - possiedono oggi la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale. Una situazione a cui si è arrivati anche con il calo della pressione fiscale sui super-ricchi, la cui entità ha dell’incredibile: nei Paesi più sviluppati l’aliquota massima dell’imposta sui redditi è passata dal 62% del 1970 al 38% del 2013. Solo 4 centesimi per ogni dollaro raccolto dal fisco proviene dalle imposte patrimoniali;
  • La ricchezza dei 1.900 miliardari tra marzo 2017 e marzo 2018 è aumentata di più di 900 miliardi di dollari, pari a oltre 2,5 miliardi al giorno;
  • Le diseguaglianze, cioé la concentrazione della ricchezza tra pochi e il dilagare della povertà tra i molti, non solo crescono, ma stanno diventano strutturali;
  • Istruzione e sanità non sono più considerati diritti universali (se mai lo sono stati) e diventano sempre più privilegi per pochi. E ciò accade nei Paesi più sviluppati come in quelli più poveri.
  • Jeff Bezos è l’uomo più ricco del pianeta, a marzo 218, il fondatore e amministratore di Amazon poteva contare su un patrimonio netto di 112 miliardi di dollari, appena l’1% di questa somma, denuncia il report, corrisponde all’ammontare di spesa sanitaria dell’Etiopia. Un paese in cui vivono 105 milioni di persone. E il rapporto aggiunge che «il manager si sta interessando all’investimento in viaggi spaziali perché non sa come spendere tutto questo denaro;
  • aumento della povertà minorile che oggi colpisce 1.300.000 bambini e ragazzi in povertà assoluta e altri 2.300.000 in povertà relativa, con entrambe queste categorie in crescita».

Ai ricchi del mondo, ai fascisti, mafiosi e razzisti che governano Stati non possono mancare gli "italioti fautori dello sviluppo capitalista e del progresso”  Salvini, Renzi, Berlusconi, Conte, Chiamparino, Di Maio e, con le new entry delle varie Madamine torinesi, romane e napoletane, cosa ci toccherà sopportare nei periodi del pre, durante e post esito elettorale delle europee del 26 Maggio prossimo?