Cafardo: Brutti, Sporchi e Cattivi vol.3 . Il rap e il djing

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Intervista a Tonico 70 membro fondatore del Cafardo Energizer
Iniziamo dal principio, raccontaci un po’ come nasce La Cafardo Crew?

cfLa Crew Cafardo stile nasce ufficialmente nel 1996. Il concetto base era ed è quello di unire le 4 arti dell’hip hop sotto un unico nome e quindi una famiglia e dopo tanti anni una scuola. Il nome cafardo perché siamo stati sempre un po’ grezzi un po’ brutti, sporchi ma genuini, come dice un dei nostri marchi. Sembra di parlare di 50 anni fa ma nel 1996 la cultura hip hop , come la vita sociale, si viveva in tutta altra maniera. La nostra è una crew nata in strada tra freestyle, treni, breakdance, demo, mixtape e diffusione della musica undeground. Negli anni l‘assetto del gruppo è cambiato quasi del tutto. Purtroppo abbiamo perso per la strada molti elementi ma se ne sono aggiunti tanti altri che hanno contribuito alla crescita di questa crew.
Potrei raccontare vita morte e miracoli di questo gruppo, essendo uno dei fondatori, ma mi soffermerò a parlare delle arti che io tratto cioè il rap e il djing.

Che città era Salerno per la scena rap?

cf2Salerno era completamente estranea al rap, prima di noi solo i Salerno Posse gruppo rap nato all’interno di Asilo Politico aveva aperto le danze. Ovviamente una parte della mia storia appartiene ad asilo politico ma il nostro gruppo era ed è apolitico, ma vicino alle problematiche sociali e al confronto diretto con i quartieri che viviamo. A metà degli anni 90 era difficile reperire musica, informazioni riguardanti gli artisti che a noi piacevano. Gli unici diffusori di rap undeground (e non) erano ( e per me lo sono ancora) i nostri disc jockey di riferimento Dj Pio (DCP) e Dj Rogo (Cafardo). Era difficile trovare vestiti oversize e quindi ci arrangiavamo come potevamo ( se vi capita di vedere qualche foto nostra all’inizio…)
Noi avevamo un blasterone ascoltavamo a ripetizione infinita i cypress hill, i wu tang , i company flow, i bootcamp e i mixtape su musicassetta dietro “la saletta” nostro luogo di ritrovo oppure frequentavamo zone dismesse tipo la l’ex fabbrica marzotto dove avevamo muri , pavimenti e luoghiper stare assieme .I nostri primi demo (Salerno Canta e Casba) vennero registrati a casa di dj pio con un microfono di 10 mila lire della gbc.
Avevamo buoni rapporti con le scene delle altre città della Campania e partecipavamo praticamente a tutte le jam perché era l ‘unico modo per confrontarsi e conoscere altri rapper e o scambiarci demotape.

Come veniva percepito l’MCing dalla gente esterna ad esso?

Noi abbiamo avuto la fortuna di avere sempre una bella massive di supporter che ci seguiva ai nostri primi live. Poche erano le situazioni di rap live a Salerno tranne se non l ‘organizzavamo noi. Storico è il live di presentazione del nostro primo cd Cafardo Energizer nel 1999 all ‘iroko dove la città rispose in modo massiccio al nostro evento. Nel tempo poi abbiamo insegnato questa città ad ascoltare la nostra musica e quindi sono nate tante altre belle realtà.

Nella vostra crew ci sono sia rapper che writer, due arti unite dall’elemento della scrittura. Ci sono dei paralleli tra i due tipi di scrittura, secondo voi? Se sì, quali?

Ovviamente si. Il concetto che accomuna le due arti è senza dubbio il diffondere tramite il proprio nome, la propria tag , il concetto di arte di strada. La continua evoluzione dello stile di intrecciare le parole nel rap è praticamente identico alla continua evoluzione del lettering da parte del writer. La continua sfida che ci accomuna è il prefezionare sempre di più uno stile personale e quindi renderlo originale.

Secondo voi, qual’è la situazione della cultura rap al giorno d’oggi in Italia?

A distanza di quasi 20 anni dall’inizio posso dire che le cose sono completamente cambiate. Migliorate per alcuni versi, peggiorate per altri. Oggi il rap è di linguaggio comune. Grazie al web tutto è cresciuto in modo velocissimo in pochi anni. Un ragazzino che si avvicina alla nostra musica ha la possibilità di ricevere una quantità smisurata di informazioni. Di attingere dal web e di confrontarsi sui socialnet. Questo però ha annientato quasi del tutto il concetto di jam che era la base del confronto. Addirittura molti rapper non vivono o non sanno neanche che esista una cultura alle spalle della musica che ascoltano. Ovviamente questo è un disagio che ha colpito un po tutte le arti dell’hip hop. I media e le major specialmente nella nostra nazione stanno spingendo per far diventare il rap Musica pop, una musica da teenager. Putroppo per noi della “scuola di mezzo” da noi chiamata gold school diventa dura trovare una similitudine con questi “fantocci” che hanno 0 cultura e 0 background e non sono neanche tanto bravi a rappare per dirla tutta. Ci sono anche ragazzini che crescono bene e che rispettano del tutto la storia del rap in questo paese e questo è un grande felicità per noi. Fortunatamente la nostra scuola è cresciuta con i pionieri come i colle der fomento, kaos one, isola posse e dulcis in fundo Sangue Misto. Che ringraziando il cielo nel 1994 incidono SXM che è per noi la bibbia . grazie a quel disco si è piantato un paletto stabile che dice: In italia la massive undeground c’è!!

La situazione del beatmaking?

Essere un beatmaker ( quello che fa i beat) è la cosa più bella. Il fatto di campionare cioè riproporre piccoli pezzi di altri brani e miscelarli con il groove fa dei beatmaker dei cultori di musica a 360 gradi. Io ho campionato mario merola, james brown, keith jarrett, amalia rodriguez, peppino brio, ananda shankar, ecc ecc. Quindi conoscere un beatmaker vuol dire confrontarsi con una biblioteca musicale.
Il beatmaking in italia cresce sempre di più! Da una parte i beatmaker che spingono e forgiano lo stile classico del rap cioè campionamento e dall’altra lo stile trap molto lento, elettronico dedito più al mondo club. Nonostante tutto esistono innumerevoli beatmaker fortissimi in tutta italia sia giovanissimi che un po’ più vicchiarielli.

“Gold School” qual è la scuola d’oro secondo voi?

La gold school la scuola d’oro è per noi quella che rispetta e rispecchia i principi fondamentali della cultura hip hop. Oro inteso come valori importanti di vita, no oro collane, bracciali ecc ecc per capirci (nu uaglion r’or). Noi abbiamo voluto appellarci con questo nome ( il disco gold school di Morfuco e Tonico) ma siamo solo i rappresentanti di una massive fortissima che spinge da anni in tutte le città italiane. La gold school è quella nata tra metà 90 e che ancora oggi vive. Quella cresciuta prima del web, prima di youtube, prima dei cd e che è riuscita a mantenere fede ai principi fondamentali. La gold school è il ragazzino che ora si avvicina e prima di postare un brano, o interagire in modo errato sui social net, studia il rap bene e cerca di non sporcarsi con le tendenze distorte che stanno pompando le major.
Noi siamo pronti e ci crediamo sempre nella costruzione di una nazione sana e massiccia. La nostra responsabilità principale è far diventare L’italia una succursale di nessun altra nazione. In questo paese di musica ne abbiamo fatta quindi ora tocca solo allargare sempre di più il raggio d’azione. Buona musica a tutti e impegnamoci tanto che la strada è ancora lunga!!

Tonico70

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