Assemblea 11 aprile 2022 ore 18 al CSA Jan Assen

 

La guerra è sempre un crimine contro l’umanità, ovunque essa avvenga.

Nello stesso giorno in cui la Russia incominciava la sua campagna militare in Ucraina, Israele bombardava Damasco, l'Arabia Saudita bombardava con armi italiane in Yemen e gli Usa bombardavano la Somalia eppure l'Europa si è indignata solo per le bombe russe scoprendo ipocritamente e volutamente di essere in guerra.

Le altre bombe non hanno fatto notizia eppure dietro quelle bombe si nasconde la mano dell'occidente. Non vogliamo fare una proporzione dei numeri delle vittime proprio perché ogni vita umana per noi ha ugual valore.

Non esistono morti di serie A e morti di serie B, se ci dimentichiamo di questo c'è il rischio di alimentare solo ulteriore odio e violenza legittimato dal fatto che spesso i morti di serie B muoiono per armi vendute dai paesi di serie A. Agli occhi delle giovani generazioni multietniche l'ipocrisia è palese ed è nostro compito non chiudere gli occhi o girarci dall'altra parte.

E negli stessi paesi di “serie A”, chi risente delle conseguenze della guerra sono i cittadini di “serie B”. Dell’aumento dei prezzi di benzina, gas e generi alimentari in Italia ne stavamo sentendo le conseguenze mesi fa. Ma ora, con lo scoppio della guerra, la situazione è peggiorata e le spese che gravano sempre di più sui bilanci familiari sono diventate insostenibili.

Malcom X ci diceva di stare attenti ai media, soprattutto in guerra c'è il rischio che ci "possano far amare i nostri nemici ed odiare i nostri amici".

Vedere immagini dei bombardamenti a Gaza utilizzati per amplificare ciò accadeva in Ucraina sono solo un esempio di disinformazione e manipolazione.

Per non parlare della logica dei due pesi e due misure: al popolo ucraino inviamo le armi e intervistiamo le sue milizie armate alla Rai e le reputiamo legittime perché resistono all'occupazione russa tanto da chiamarli combattenti per la libertà mentre i Palestinesi devono resistere ma "solo pacificamente" e le loro milizie armate sono dichiarate terroriste. Sarà perché in quel caso l'occupante si chiama Israele che è uno stretto alleato della Nato?

Stiamo assistendo alla sagra dell'ipocrisia a partire dal governo israeliano che da "potenza occupante" in Palestina vuol dare lezioni di legalità internazionale e utilizzare i profughi ucraini per implementare la colonizzazione oppure dall'uso strumentale della parola pace per legittimare ulteriormente la guerra.

Le parole di Salvini che ha parlato di profughi veri e profughi falsi evidenziano che la pace di cui si parla sottintende la logica razzista della presunta superiorità europea.

Si usa la Pace per fare la guerra.

Finisce lo Stato di emergenza legato al Covid inizia lo Stato di emergenza per la guerra in Ucraina fino al 31 dicembre 2022 consentendo la vendita di armi e bypassando qualsiasi limite costituzionale.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 25 febbraio un primo decreto per partecipare al potenziamento dei dispositivi Nato a fronte della guerra scatenata in Ucraina a causa dell’allargamento ad est della sua zona di influenza. Azioni di provocazione e apertamente ostili al fine di alzare la tensione tra le parti. In particolare gli Stati Uniti che anche in questi mesi hanno contribuito con dichiarazioni incendiarie e sanzioni economiche a rendere più complicato trovare soluzioni diplomatiche per la fine delle ostilità. Misure prontamente accolte dall’UE, nonostante comportino un forte aumento dei prezzi di materie prime e dei generi alimentari, non aiutino in alcun modo a deporre le armi, ma anzi incattiviscono chi le subisce. Dunque, oggi è sempre più necessario ribadirlo: l’Italia deve uscire dalla NATO! Un’alleanza che dovrebbe essere difensiva, ma che invece provoca gli altri paesi e costringe i suoi membri a scendere – nei fatti – in guerra, nonché ad adottare politiche anti-popolari per sostenersi.

Il piano di aiuti militari prevede lo stanziamento di 174 milioni di euro fino al 2023 per il potenziamento della presenza militare a Est con previsto rafforzamento delle tre missioni già in atto: in Romania, la “Baltic Guardian” in Lettonia e quella nel Mediterraneo Orientale.

Nel Decreto del nuovo stato d’emergenza è previsto che in caso di razionamenti del consumo di gas nel settore termoelettrico dovrebbe scattare un programma di massimizzazione dell’impiego delle centrali a carbone o olio combustibile visto che:

  • l'Italia è il Paese più fragile sulla questione energetica (il 45% del fabbisogno proviene dal gas estero, in particolare dalla Russia) e potrebbe entrare in una crisi micidiale per la problematicità degli approvvigionamenti e il rincaro esponenziale delle materie prime, dei prodotti fossili, del gas;
  • i rincari sarebbero pagati dalle classi popolari e da lavoratori e lavoratrici con i rincari massicci delle tariffe e delle bollette;
  • aggravamento della situazione occupazionale per il fallimento di aziende strangolate dai costi triplicati (almeno) delle materie prime e dell’energia per la produzione.

Mentre per la povera gente i soldi non ci sono mai per fare la guerra i soldi si trovano sempre, cosi come esistono seri timori che i miliardi di euro destinati all’annunciata transizione ecologica siano matematicamente diretti alle trivellazioni, ad altri gasdotti, agli investimenti nelle Centrali a Carbone per aprire la strada al Nucleare Civile.

La guerra la pagano i popoli e se vogliamo la pace, come diceva qualcuno, dovremmo iniziare a preparare la rivoluzione.

 

 

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